Indirizzo
Strada Prati, 12/3
65124 Pescara
Benvenuto nel Blog: qui pubblico analisi tecniche, guide operative e aggiornamenti su fisco, contabilità e adempimenti, con particolare attenzione a Terzo Settore, non profit e sport dilettantistico (ASD/SSD).
L’obiettivo non è “commentare la norma”, ma renderla utilizzabile: capire cosa cambia, quali scelte fare, quali documenti predisporre e quali errori evitare nella gestione quotidiana di un ente o di un’attività.
Nel Blog trovi contenuti organizzati per problemi reali, ad esempio:
gestione fiscale di ETS e associazioni non iscritte al RUNTS (quote, corrispettivi, attività commerciali, contabilità separata);
aggiornamenti su IVA (compresi i riflessi pratici su corrispettivi, certificazione, POS/RT e operazioni verso terzi);
riforma e adempimenti dello sport dilettantistico: ASD/SSD, lavoro sportivo, RASD, sponsorizzazioni e corretta documentazione;
approfondimenti su imposte indirette, liberalità, raccolta fondi e profili di compliance.
Se vuoi un percorso “guidato”, puoi partire dalle Guide fiscali ETS e dalle risorse sul Terzo Settore e sullo Sport presenti nel menu del sito; il Blog, invece, è la sezione dove trovi gli aggiornamenti e i casi pratici più recenti.
Se dopo aver letto un articolo hai bisogno di applicare le regole al tuo caso concreto (ETS, ente non profit non ETS o ASD/SSD), puoi utilizzare i contatti presenti nel sito per richiedere una consulenza dedicata.
Un'associazione in regime agevolato si chiede se debba documentare le quote incassate dai tesserati. L'obbligo fiscale non c'è, per due ragioni indipendenti, ma rinunciare alla ricevuta costa più di quanto faccia risparmiare.
Il rimborso a piè di lista non è affatto scomparso, e non dipende dal calendario delle gare. Ha però un presupposto che nel caso più comune, quello dell'allenamento sotto casa, cambia completamente la risposta.
Molte associazioni pretendono che ogni tecnico abbia sia il BLSD sia il corso antincendio. La norma dice un'altra cosa, e la risposta cambia ancora quando l'attività si svolge in una palestra che non è vostra.
Una società con un settore giovanile si chiede se debba acquisire il certificato penale di tutti gli allenatori, anche di quelli volontari, e con quale frequenza. La norma dice una cosa, il Ministero ne ha detta un'altra: ecco come conviene muoversi.

Un collaboratore che percepisce la DIS-COLL, incassa compensi sportivi da più società e vuole avviare un'attività in proprio si muove su tre binari che si intrecciano. Il rischio maggiore non è quello che teme, ed è già in corso.
In sede di verifica la democraticità dell'ente viene contestata su elementi documentali, e rispondere che i soci non hanno mai avuto nulla da ridire non serve a nulla. Ecco cosa va tenuto, e in che forma.
Una società sportiva scopre che il proprio statuto non contiene la clausola sull'intrasferibilità delle quote e teme di aver perso ogni agevolazione. La conseguenza esiste, ma è molto più circoscritta di quanto si creda.
Enti sportivi ed ETS non devono più presentare il modello EAS, e molti hanno archiviato la questione. Chi riceve una contestazione per le annualità in cui l'obbligo c'era scopre però che l'esonero di oggi non copre il passato.
Un'associazione si vede disconoscere il regime agevolato e ricostruire i ricavi senza che un solo euro di costi venga portato in deduzione. Una recente ordinanza della Cassazione stabilisce che questo non è ammissibile, e formula un principio di diritto destinato a pesare.

Una società sportiva già eroga buoni pasto ai dipendenti e si chiede se possa estenderli ai collaboratori. La risposta è affermativa, e porta con sé un vantaggio che quasi nessuno sfrutta: i buoni non consumano le franchigie agevolate.