L’architettura di un Ente del Terzo Settore (ETS) poggia sulla scelta delle Attività di Interesse Generale (AIG). Ai sensi dell’Art. 5 del D.Lgs. 117/2017, l’ente deve esercitare in via esclusiva o prevalente una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Dal 1° gennaio 2026, questa scelta non ha più solo una valenza programmatica, ma rappresenta il presupposto per l’applicazione del regime fiscale del Titolo X del CTS e per il mantenimento della qualifica di ente non commerciale.


1. Area Socio-Sanitaria e Welfare Integrato

Queste categorie gestiscono i bisogni primari della persona e sono soggette a rigidi criteri di accreditamento e convenzione.

  • Interventi e servizi sociali (lett. a): Include l’assistenza domiciliare, il supporto a minori e anziani e tutte le attività previste dalla L. 328/2000.
  • Interventi e prestazioni sanitarie (lett. b): Comprende la cura medica e infermieristica. Nota bene: queste attività sono considerate non commerciali se i corrispettivi non superano i costi effettivi o se svolte da fondazioni ex IPAB che reinvestono integralmente gli utili.
  • Prestazioni socio-sanitarie (lett. c): Servizi ibridi per la cronicità e la riabilitazione.
  • Accoglienza umanitaria e integrazione dei migranti (lett. r): Supporto logistico, legale e linguistico per stranieri regolarmente soggiornanti.

2. Area Educativa, Istruzione e Ricerca

In quest’area, il confine tra attività istituzionale e “mercato” è sottile. La normativa premia la diffusione gratuita della conoscenza.

  • Educazione, istruzione e formazione professionale (lett. d): Comprende anche le attività culturali con finalità educativa.
  • Formazione extra-scolastica (lett. l): Fondamentale per enti che operano nel contrasto della povertà educativa e della dispersione scolastica.
  • Ricerca scientifica di particolare interesse sociale (lett. h): Gode di una deroga specifica alla commercialità se svolta direttamente dall’ETS e se i risultati sono diffusi gratuitamente, reinvestendo tutti gli utili nella ricerca stessa.
  • Formazione universitaria e post-universitaria (lett. g): Erogazione di master e corsi accademici.

3. Area Cultura, Arte e Turismo Sociale

L’iscrizione al RUNTS è oggi il “salvacondotto” per le associazioni culturali che vogliono mantenere benefici fiscali ormai preclusi al regime ordinario del TUIR.

  • Attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale (lett. i): È la categoria più ampia, che include l’editoria non profit e la promozione della cultura del volontariato.
  • Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale (lett. f): Attività svolte su beni vincolati ai sensi del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004).
  • Radiodiffusione sonora a carattere comunitario (lett. j): Gestione di emittenti radiofoniche locali con forte radicamento sociale.
  • Turismo sociale, culturale o religioso (lett. k): Viaggi organizzati per finalità di inclusione o istruzione.

4. Area Sportiva Dilettantistica

  • Attività sportive dilettantistiche (lett. t): Include l’organizzazione di gare, la formazione e la didattica sportiva riconosciuta dal CONI/CIP. È cruciale per le ASD/SSD valutare la transizione verso la qualifica di ETS per beneficiare della decommercializzazione dei corrispettivi specifici, purché svolti alle condizioni di economicità previste dall’art. 79.

5. Area Ambiente, Territorio e Comunità

  • Salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali (lett. e): Protezione degli animali, prevenzione del randagismo e gestione di parchi naturali.
  • Riqualificazione di beni pubblici e confiscati (lett. z): Restituzione alla legalità e alla collettività di immobili abbandonati o sottratti alle mafie.
  • Alloggio sociale (lett. q): Gestione di strutture per l’emergenza abitativa a canone calmierato.

6. Area Diritti, Cooperazione e Solidarietà

  • Tutela dei diritti umani, civili e dei consumatori (lett. w): Promozione della legalità, nonviolenza e attività di aiuto reciproco come le banche del tempo.
  • Cooperazione allo sviluppo (lett. n): Interventi di solidarietà internazionale.
  • Agricoltura sociale (lett. o): Pratiche agricole finalizzate alla terapia o all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.
  • Commercio equo e solidale (lett. s): Scambi commerciali basati sulla giustizia distributiva verso i produttori svantaggiati.

Analisi Strategica per la Redazione dello Statuto

Il Test di Non Commercialità (Art. 79)

Un’AIG inserita nello statuto è considerata non commerciale ai fini fiscali se:

  1. È svolta a titolo gratuito.
  2. I ricavi (inclusi gli apporti della PA) non superano i costi effettivi (diretti e indiretti).
  3. Viene rispettato il margine di tolleranza del 6%: i ricavi possono eccedere i costi di massimo il 6% per non più di tre periodi d’imposta consecutivi.

Criterio di Prevalenza e Inquadramento

La qualifica di ETS non commerciale è mantenuta se i proventi delle AIG svolte con modalità non commerciali sono superiori a quelli delle AIG commerciali e delle attività diverse (Art. 6). Queste ultime devono restare secondarie e strumentali (limite del 30% delle entrate o 66% dei costi complessivi).

Flessibilità e Adeguamento Statutario

Gli enti che, a seguito della Riforma dello Sport o di mutamenti normativi, riscontrano difformità tra statuto e legge, possono beneficiare della sostituzione automatica delle clausole (ex art. 1339 c.c.), ma resta l’obbligo di allineare formalmente il testo alla prima occasione utile.


La scelta delle attività di interesse generale definisce il “DNA fiscale” dell’ente per gli anni a venire. Un elenco troppo vasto in statuto può rendere complessi i controlli triennali degli Uffici del RUNTS; un elenco troppo ristretto può limitare l’operatività.

Il monitoraggio dei costi effettivi e la tenuta di una contabilità analitica sono oggi i pilastri per evitare la riqualificazione commerciale e la conseguente devoluzione del patrimonio incrementale.