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Un centro culturale in via di costituzione chiede se il bar riservato ai soci comporti obblighi fiscali, sia durante gli eventi musicali sia aperto in modo continuativo. La risposta cambia tra i due casi, e il discrimine sta in un aggettivo del Codice.
Un'associazione sportiva che ha già ottenuto la personalità giuridica tramite il registro sportivo scopre che, entrando nel Terzo settore, il requisito patrimoniale non si considera automaticamente soddisfatto. Il motivo è un divario di cinquemila euro tra due discipline gemelle.
La contabilità separata è un obbligo per gli ETS non commerciali che svolgono attività commerciale. Ma trattarla solo come adempimento è un errore: è lo strumento che consente di capire, numeri alla mano, se conviene il forfait dell'art. 80 o il regime ordinario.
Un ente si vede cancellare dal RUNTS e scopre della diffida solo dal provvedimento finale: la Regione l'aveva pubblicata sul Bollettino ufficiale. Tre sentenze del TAR Lazio del 2026 spiegano quando questo è illegittimo e quando invece è l'ente a doversene dolere con sé stesso.

Un'associazione in crescita supererà quest'anno gli 85.000 euro di ricavi commerciali e teme di perdere tutto. La buona notizia è che l'uscita dal regime dell'art. 86 è differita all'anno successivo. Ma nel frattempo vanno preparate parecchie cose.

Il Ministero ha pubblicato i tre modelli di verbale dei controlli sugli enti del Terzo settore. Letti al contrario, sono la checklist esatta di ciò che verrà verificato: dallo statuto ai libri sociali, dai bilanci ai volontari. Ecco cosa contengono e come prepararsi.

Molti dirigenti danno per scontato che, una volta optato per la 398/91, tutti i proventi commerciali dell'ASD siano coperti dal forfait. Non è così: il regime vale solo per le attività connesse agli scopi sportivi. Ecco cosa resta fuori, come gestirlo e cosa cambia con la circolare 7/E del 7 agosto 2026.

Il presidente di un'associazione culturale non iscritta al RUNTS chiede se gli incassi del doposcuola riservato ai soli soci siano commerciali. Il suo commercialista dice di no; a lui torna un'altra cosa. Chi ha ragione? Dal 2026 la risposta cambia radicalmente.

Una lettrice vuole vendere su Etsy i prodotti artigianali della sua associazione culturale e chiede se serva la partita IVA, quale regime scegliere dopo la 398/91 e quali costi e rischi mette in conto lo status non profit. Ecco l'inquadramento completo.
È vero che quest'anno un'associazione su due sarà sottoposta a verifica? Rispondo alla domanda di un lettore separando la voce che circola sui social dai dati reali del D.M. 7 agosto 2025.