Indirizzo
Strada Prati, 12/3
65124 Pescara
Domande frequenti, risposte operative e casi tipici su iscrizione, gestione e obblighi degli Enti del Terzo Settore.
Apri la domanda che ti interessa: ogni risposta è scritta in modo “decisionale” (cosa fare / cosa controllare / cosa evitare). Per casi complessi (ONLUS, enti religiosi, impresa sociale, reti associative) conviene verificare statuto, attività e sezione RUNTS.
No. È necessaria se l’ente vuole acquisire la qualifica di ETS e utilizzare le qualifiche correlate (es. ETS/ODV/APS) accedendo ai regimi e agli istituti del Codice del Terzo Settore.
Un ente può continuare a operare anche senza iscrizione, ma con un perimetro diverso e senza alcune opportunità tipiche del sistema ETS.
L’iscrizione è gratuita, ma esistono costi indiretti legati a:
Sì, sia su richiesta dell’ente sia per cancellazione d’ufficio nei casi previsti.
Prima di procedere, va valutato l’impatto: perdita qualifica ETS, gestione del patrimonio e obblighi conseguenti (incluse regole di devoluzione, quando applicabili).
Accedi al portale RUNTS con SPID/CIE/CNS e consulta “le mie pratiche”. Gli stati tipici includono: in compilazione, inviata, in istruttoria, sospesa (integrazioni), accolta, respinta.
Sì, tramite istanza e dimostrando i requisiti della nuova sezione; spesso implica anche un controllo di coerenza dello statuto e dell’attività effettivamente svolta.
Di solito hai due strade: ricorso (nei termini) oppure nuova domanda dopo aver corretto le criticità (statuto non conforme, attività non coerenti, documentazione incompleta).
Sì. Il punto è gestire correttamente: tipologia di attività (interesse generale vs attività diverse), modalità di svolgimento, tracciabilità e assetto contabile coerente.
Quando serve, va predisposta una contabilità idonea a distinguere le diverse aree (istituzionale / commerciale).
Non è obbligatorio. In molti casi conviene valutare: restare solo ASD, diventare ETS, oppure gestire una doppia qualificazione (con attenzione a regimi e adempimenti).
Gli enti religiosi civilmente riconosciuti seguono regole specifiche: l’iscrizione riguarda le attività di interesse generale, con regolamento dedicato e adempimenti contabili/gestionali separati secondo la disciplina applicabile.
Nel 2026 la scelta va gestita con pianificazione: verifica sezione RUNTS, adeguamenti statutari, impatti fiscali e continuità operativa. Se necessario, imposta una “roadmap” con scadenze e atti.
Se una risposta ti sembra “sì/no”, in realtà spesso dipende da: sezione RUNTS, attività effettive, statuto, e documentazione. Quando vuoi, posso trasformare queste FAQ in una checklist personalizzata per il tuo ente.
Se mi dici tipologia (APS/ODV/altro), attività svolte e obiettivo (iscrizione, mantenimento, vantaggi fiscali, 5×1000), posso indicarti percorso, criticità e documenti da preparare.
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