Le checklist sono aggiornate al D.Lgs. 186/2025: per OdV e APS la soglia per il regime forfetario è di € 85.000 di ricavi commerciali.
Checklist operative ETS – Fiscalità 2026
Tre checklist pratiche per presidenti, segreterie e consulenti che vogliono applicare correttamente la nuova fiscalità del Terzo Settore.
Come usare queste checklist
Apri le sezioni che ti interessano, rispondi alle domande in ordine e usa le checklist come base di lavoro durante la chiusura di bilancio e il confronto con il consulente.
Checklist 1 – Test di commercialità (art. 79 CTS).
Checklist 2 – Raccolte fondi e contributi pubblici.
Checklist 3 – Scelta del regime fiscale (ordinario vs forfetario, soglia € 85.000 per OdV/APS).
Checklist 1 – Test di commercialità (art. 79 CTS)
Checklist 1
Capire se l’ente è ETS non commerciale o ETS commerciale
Da usare una volta l’anno, a chiusura di bilancio.
Ho un elenco scritto di tutte le attività svolte (attività di interesse generale, attività diverse, raccolte fondi)?
Per ogni attività di interesse generale ho indicato: cosa faccio, per chi, ricavi annui, costi diretti e indiretti?
Ho distinto chiaramente le attività di interesse generale (art. 5 CTS) dalle attività diverse (art. 6 CTS)?
Ho indicato per ogni attività quale area dell’ente la gestisce (es. area educativa, area sociale, area culturale)?
Per ogni attività di interesse generale principale ho calcolato i costi effettivi (costi diretti + quota di costi indiretti + oneri finanziari e fiscali)?
Ho sommato tutti i corrispettivi richiesti agli utenti/beneficiari per quella attività (quote di partecipazione, ticket, rette, ecc.)?
Ho aggiunto agli incassi anche gli eventuali contributi pubblici specificamente riferiti a quella attività (Comune, Regione, ASL, ecc.)?
Ho verificato se, per ogni attività, le entrate complessive (corrispettivi + contributi pubblici specifici) sono inferiori o uguali ai costi effettivi (attività non commerciale) oppure li superano (attività commerciale)?
Ho annotato, per ogni attività, l’esito del test (non commerciale / commerciale) e l’ho condiviso con il consulente?
Esempio: costi effettivi doposcuola 20.000 €, entrate da famiglie + Comune 18.000 € → attività di doposcuola non commerciale.
Ho calcolato il totale dei proventi non commerciali (attività di interesse generale non commerciali, donazioni, quote associative, contributi non corrispettivi)?
Ho calcolato il totale dei proventi commerciali (attività diverse, attività di interesse generale commerciali, sponsorizzazioni, bar, vendite)?
Ho verificato, in percentuale, il peso dei proventi commerciali sul totale delle entrate dell’ente?
Risulta chiaro se prevalgono i proventi non commerciali (ETS non commerciale) oppure se prevalgono i proventi commerciali (ETS commerciale)?
Ho riportato nel verbale del consiglio direttivo l’esito di questo test e le eventuali azioni da intraprendere (revisione attività, scelta regimi fiscali, adeguamento contabile)?
Checklist 2 – Raccolte fondi e contributi pubblici
Checklist 2
Gestire correttamente raccolte fondi e contributi pubblici
Da usare prima e dopo ogni evento di raccolta fondi e per ogni contributo pubblico rilevante.
Ho definito con chiarezza l’obiettivo dell’evento (quale progetto o attività di interesse generale voglio finanziare)?
Ho verificato che l’iniziativa sia davvero occasionale (legata a una ricorrenza/campagna e non svolta in modo continuativo o mensile)?
Ho chiarito se chiederò donazioni pure oppure se offrirò beni/servizi di modico valore (cene, gadget, pacchi dono, lotterie, ecc.)?
Ho stabilito chi si occupa della gestione incassi e pagamenti durante l’evento (cassa, ricevute, POS, ecc.)?
Ho predisposto un modello di rendiconto specifico dell’evento (entrate, spese, saldo e destinazione dei fondi)?
Ho definito la comunicazione verso i donatori in modo trasparente, indicando finalità, beneficiari e uso dei fondi?
Ho registrato tutte le entrate dell’evento (biglietti, offerte, sponsorizzazioni, vendite, donazioni) con importi e modalità di incasso?
Ho raccolto e registrato tutte le spese vive (fatture fornitori, ricevute, rimborsi, affitti sale, service, stampa materiali)?
Ho redatto un rendiconto specifico della raccolta fondi, con quadro riepilogativo di entrate, spese e saldo finale?
Ho predisposto una breve relazione illustrativa che descrive svolgimento dell’evento, risultati e destinazione del ricavato?
Ho allegato rendiconto e relazione al bilancio o al rendiconto annuale dell’ente?
Ho archiviato tutta la documentazione (fatture, ricevute, contratti, eventuali elenchi partecipanti) in un fascicolo dedicato all’evento?
Esempio: cena solidale di Natale – incassi 8.000 €, costi 3.000 €, evento unico nell’anno → per ETS non commerciale, gli 8.000 € non concorrono al reddito se esiste un rendiconto specifico.
Il contributo proviene da un’amministrazione pubblica (Comune, Provincia, Regione, ente nazionale, ASL, ecc.)?
Il contributo è destinato a finanziare una attività di interesse generale dell’ente, anche tramite convenzione, accreditamento o appalto?
Ho verificato che l’ente mantenga la qualifica di ETS non commerciale (in base al test di commercialità della Checklist 1)?
Ho chiarito contrattualmente se il rapporto con l’ente pubblico è un contributo a sostegno di attività di interesse generale oppure un corrispettivo per una prestazione commerciale?
Ho classificato correttamente questi importi: come componenti non imponibili (se ricorrono le condizioni) oppure come ricavi imponibili (se il rapporto è commerciale)?
Ho conservato copia di convenzioni, determine, bandi, contratti e comunicazioni che giustificano la natura del contributo?
Checklist 3 – Scelta del regime fiscale (art. 80 e 86 CTS)
Checklist 3
Ordinario o forfetario? – Soglia € 85.000 per OdV/APS
Da usare quando si valutano o si confermano i regimi fiscali dell’ente.
ATTENZIONE:
dal 1° gennaio 2026 la soglia per il regime forfetario OdV/APS è € 85.000 di ricavi commerciali (D.Lgs. 186/2025).
Ho il totale dei ricavi commerciali dell’anno precedente (vendite, bar, sponsorizzazioni, pubblicità, servizi a pagamento verso terzi, ecc.)?
Ho il totale delle entrate non commerciali (attività di interesse generale non commerciali, donazioni, lasciti, quote associative, contributi non corrispettivi)?
Ho chiarito la tipologia dell’ente: Organizzazione di Volontariato (OdV), Associazione di Promozione Sociale (APS) o altro ETS non commerciale?
Ho verificato, tramite il test di cui all’art. 79 CTS, se l’ente è fiscalmente ETS non commerciale o ETS commerciale?
Ho i dati degli ultimi 2–3 esercizi per valutare il trend dei ricavi commerciali e capire se rischio di superare la soglia di 85.000 €?
L’ente è iscritto al RUNTS come OdV o APS (non come “altri ETS”)?
I ricavi commerciali del periodo d’imposta precedente sono non superiori a 85.000 €?
Nel calcolo dei ricavi commerciali ho incluso tutti i proventi qualificati come tali (vendite, sponsorizzazioni, pubblicità, bar, servizi verso terzi) e escluso le entrate non commerciali?
L’ente è in grado di tenere distinti, in contabilità, ricavi commerciali e non commerciali, così da applicare correttamente il regime forfetario?
Ho compreso che, in regime art. 86:
per OdV il reddito imponibile è pari all’1% dei ricavi commerciali;
per APS il reddito imponibile è pari al 3% dei ricavi commerciali;
su questa base si applica l’aliquota IRES del 24%.
Ho verificato cosa succede se in futuro i ricavi commerciali superano la soglia di 85.000 € (uscita dal regime forfetario e passaggio all’ordinario)?
L’ente risulta ETS non commerciale al test dell’art. 79 CTS (prevalenza di proventi non commerciali)?
I ricavi commerciali dell’ente rientrano nelle soglie di accesso previste dall’art. 80 CTS per il regime forfetario?
Ho individuato, insieme al consulente, il coefficiente di redditività applicabile (in base al tipo di attività e allo scaglione di ricavi)?
Ho simulato il confronto tra:
imposta in regime forfetario (ricavi × coefficiente × 24%);
Ho verificato anche l’impatto del regime scelto sugli adempimenti contabili e IVA (registri, liquidazioni, dichiarazioni)?
Abbiamo scelto il regime fiscale più conveniente considerando non solo l’anno in corso ma anche il trend dei ricavi degli ultimi 2–3 anni e le prospettive future?
Abbiamo formalizzato la scelta nel verbale del consiglio direttivo, indicando motivazioni e valutazioni svolte?
Abbiamo riportato la scelta (o l’opzione per il regime) nella dichiarazione annuale o con le modalità richieste dall’Agenzia delle Entrate, nei tempi corretti?
Sappiamo in quali casi e con quali effetti la scelta del regime diventa vincolante per più anni e quando può essere modificata?
Abbiamo predisposto una checklist interna per monitorare durante l’anno l’andamento dei ricavi commerciali rispetto alla soglia di 85.000 € per OdV/APS e agli altri limiti previsti?
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