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Il Ministero del Lavoro ha definito controlli ordinari triennali e controlli straordinari sugli enti del Terzo settore. Se il tuo ETS è iscritto al RUNTS, è il momento di mettere in ordine statuto, attività, bilanci e adempimenti.
La riforma del Terzo settore non è più solo un insieme di norme su carta: con l’entrata a regime della parte fiscale e con il decreto sui controlli, per gli ETS iscritti al RUNTS inizia una fase in cui trasparenza, corretta gestione e coerenza con il Codice del Terzo settore saranno verificate in concreto.
Il Ministero del Lavoro, tramite il D.M. 7 agosto 2025, ha stabilito come dovranno svolgersi i controlli ordinari e straordinari sugli enti del Terzo settore, con piani triennali e una selezione significativa di enti già nel primo periodo di applicazione.
Il D.M. 7 agosto 2025 ha definito forme, contenuti e modalità dei controlli sugli ETS iscritti al RUNTS. I controlli ordinari saranno programmati con cadenza triennale e, nel primo triennio, dovranno riguardare almeno il 55% degli enti interessati.
Il quadro dei controlli sugli ETS è stato definito dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 7 agosto 2025, n. 125, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre 2025. Il decreto dà attuazione agli articoli 93 e 96 del Codice del Terzo settore e definisce in modo organico:
L’obiettivo dichiarato è tutelare la funzione sociale svolta dagli enti e garantire trasparenza e correttezza del sistema, non solo reprimere le irregolarità più gravi.
Il D.M. 7 agosto 2025 precisa che sono sottoposti ai controlli gli ETS iscritti in specifiche sezioni del RUNTS. In particolare, rientrano nell’ambito del decreto gli enti iscritti nelle sezioni:
Restano invece fuori dal perimetro del decreto gli enti non ETS e gli enti non iscritti al RUNTS, che continuano a rispondere alle regole proprie della loro forma giuridica e delle eventuali discipline speciali.
Il decreto distingue nettamente tra controlli ordinari e controlli straordinari.
Per gli ETS questo significa che, al di là di eventuali situazioni critiche, ogni ente in regola deve comunque attendersi una verifica programmata nel corso del triennio.
Un colpo d’occhio sulla cronologia che ETS, professionisti e Uffici RUNTS dovranno tenere d’occhio dalla pubblicazione del decreto alla chiusura del primo ciclo di verifiche.
Un aspetto pratico molto importante riguarda la programmazione dei controlli ordinari:
Non tutti i 140.000 enti attualmente iscritti saranno controllati immediatamente, ma più della metà lo saranno già nel primo triennio, con criteri di selezione che potranno tenere conto di dimensione, tipologia e profilo di rischio.
Il D.M. 7 agosto 2025 individua tre macro-aree oggetto di verifica. I controlli servono ad accertare:
Di fatto, il decreto fornisce una vera e propria “griglia di controllo” tanto per gli uffici quanto per i professionisti che assistono gli enti.
Il sistema è duale: prevede sia l’intervento diretto degli Uffici RUNTS, sia quello di soggetti autorizzati.
In questo modello, le reti associative e i CSV diventano di fatto “primo presidio” di vigilanza sugli enti collegati, rafforzando il principio di sussidiarietà interna al Terzo settore.
L’esito negativo di un controllo può tradursi in conseguenze concrete sull’operatività dell’ente. Conoscere in anticipo i rischi serve a impostare per tempo le azioni correttive.
In caso di carenza dei requisiti, l’ente può perdere lo status di ETS e l’iscrizione al Registro.
Vengono meno agevolazioni, regimi forfettari e accesso al 5×1000 collegati alla qualifica di ETS.
Su irregolarità sanabili l’ente riceve diffida con termine per adeguarsi, da non sottovalutare.
Eventuali contributi pubblici ottenuti senza i requisiti possono essere oggetto di richiesta di restituzione.
Verso donatori, finanziatori istituzionali, enti pubblici e network associativi di riferimento.
Amministratori e organi di controllo possono essere chiamati a rispondere di omissioni gestionali.
Una verifica preventiva su questi punti riduce sensibilmente il rischio di contestazioni in sede di controllo ordinario o straordinario.
Nella fase attuale della riforma, il ruolo dei professionisti non è più solo quello di tenere la contabilità, ma di aiutare gli enti a restare dentro il perimetro corretto della disciplina civilistica e fiscale del Terzo settore.
Con l’avvio dei controlli programmati, chi assiste ETS deve:
Per molti enti, farsi affiancare da un commercialista con esperienza specifica nel Terzo settore significa trasformare il controllo in un’occasione per mettere in sicurezza l’ente, invece che subirlo come un mero adempimento ispettivo.
Un metodo lineare, pensato per arrivare ai controlli con statuto, bilanci e attività pienamente allineati al Codice del Terzo settore.
Esame di statuto, sezione RUNTS, ultimi bilanci e attività effettivamente svolte dall’ente.
Report sintetico delle aree a rischio (governance, attività diverse, trasparenza, bilanci, volontari).
Interventi prioritari su statuto, registri, regolamenti, sito e adempimenti RUNTS, con tempistiche definite.
Affiancamento durante il controllo, predisposizione documentale e gestione di eventuali rilievi.
Le risposte alle domande che ricevo più spesso da presidenti e tesorieri di ETS, APS e ODV.
No. Il D.M. 7 agosto 2025 prevede che nel primo triennio i controlli ordinari riguardino almeno il 55% degli enti iscritti nelle sezioni interessate del RUNTS. La restante quota seguirà nei trienni successivi, salvo i controlli straordinari, che possono colpire qualsiasi ente in presenza di specifiche esigenze.
Rientrano gli ETS iscritti nelle sezioni del RUNTS dedicate a ODV, APS, enti filantropici, altri ETS e reti associative. Restano invece fuori dal perimetro del decreto gli enti non iscritti al RUNTS, che continuano a rispondere alle regole proprie della loro forma giuridica.
Il sistema è duale. Gli Uffici del RUNTS si occupano dei controlli sugli enti non aderenti a soggetti autorizzati e dei controlli straordinari. I soggetti autorizzati — in primis reti associative nazionali e CSV — possono svolgere i controlli ordinari sugli ETS ad essi aderenti.
I controlli ordinari vengono programmati e caricati su piattaforma RUNTS entro il 31 marzo di ogni anno. La selezione e le tempistiche puntuali per ciascun ente dipendono dal soggetto responsabile competente, ma la presenza nel piano dà un orizzonte temporale utile per prepararsi.
A seconda della gravità: diffida e termine per sanare le irregolarità, perdita dei benefici fiscali, cancellazione dal RUNTS, eventuali richieste di restituzione di contributi pubblici e responsabilità in capo agli amministratori. Molte irregolarità, se intercettate in anticipo, sono pienamente sanabili.
Non è un obbligo, ma è fortemente consigliato per ETS strutturati. La materia incrocia diritto civile, fiscale, del lavoro e bilancio, e ogni errore impatta su requisiti d’iscrizione e benefici. Un professionista esperto di Terzo settore aiuta a trasformare il controllo in un’occasione di messa a punto dell’ente.
Dipende dallo stato di partenza. Per molti enti bastano 2-3 mesi di lavoro mirato per allineare statuto, bilanci, registri e sezione “Trasparenza” del sito. Per situazioni più complesse (modifiche statutarie, riclassifiche di attività diverse, registri carenti) può servire più tempo: per questo conviene partire prima di trovarsi nel programma triennale.
Sì. È il modo migliore per arrivare ai controlli senza sorprese: analizziamo statuto, RUNTS, attività e bilanci, identifichiamo le criticità e definiamo un piano di adeguamento sostenibile. Trovi tutti i contatti nella sezione finale di questa pagina.
Puoi iniziare a verificare la posizione del tuo ente usando gli strumenti gratuiti disponibili nella sezione Tools del mio sito:
Se hai bisogno di una revisione completa (statuto, RUNTS, attività, bilanci), puoi richiedere una consulenza dedicata per impostare insieme un piano di adeguamento prima dell’arrivo dei controlli.
Possiamo analizzare insieme statuto, iscrizione al RUNTS, bilanci e gestione delle attività (di interesse generale e diverse), e definire un percorso di messa in sicurezza del tuo ente prima dell’avvio dei controlli.
Scrivimi per una revisione ETSEmail alessiocipollone@hotmail.com
Telefono +39 338 113 5412
Studio c/o Studio Luciani – Strada Prati, 123 – 65124 Pescara (PE)
Lavoro ogni giorno con ETS, APS, ODV e ASD/SSD, traducendo norme e circolari in procedure, checklist e documenti pronti per i controlli.