Test di commercialità ETS: la “rivoluzione gestionale” della Circolare 1/E/2026

Analisi della Circolare 1/E/2026: come cambia il test di commercialità per gli ETS. Dalla logica del "costo pieno" alla distinzione tra test globale e analitico ex Art. 79 CTS.

L’attesa è finita. Con la pubblicazione della Circolare n. 1/E/2026, l’Agenzia delle Entrate ha delineato un’interpretazione a maglie larghe per il test di commercialità delle attività di interesse generale (AIG). Si tratta di uno dei punti più qualificanti del documento: un vero cambio di paradigma che supera la vecchia impostazione del TUIR.

Addio al formalismo: conta il risultato di gestione

Fino ad oggi, eravamo abituati a una qualificazione “formale”: secondo gli artt. 55 e 143 del TUIR, un’attività era commerciale se inserita nell’elenco del Codice Civile, a prescindere da come venisse effettivamente svolta. Il Codice del Terzo Settore inverte questo paradigma. La natura fiscale delle attività di interesse generale è ora subordinata a criteri misurabili basati sul risultato di gestione. Il test di non commercialità passa attraverso un confronto matematico tra “costi effettivi” e ricavi: l’attività resta non commerciale se si registra un pareggio o un avanzo che non superi il 6% per massimo 3 esercizi consecutivi.

La logica del “Costo Pieno”

I chiarimenti dell’Agenzia sono fondamentali per definire cosa rientri nel perimetro dei “costi effettivi”. Rispetto alla nozione restrittiva di “costi di diretta imputazione” del TUIR, la Circolare traccia un quadro molto più ampio, sposando la tesi del costo pieno.

Cosa può includere oggi il vostro ente nel calcolo?

  • Costi diretti e indiretti: non solo le spese vive, ma anche i costi generali, inclusi oneri finanziari e tributari.
  • Ammortamenti e Accantonamenti: la definizione è talmente ampia da consentire l’inclusione degli ammortamenti dei beni strumentali (purché imputati secondo i principi contabili dell’ente) e degli accantonamenti, quando l’importo è certo nell’an e nel quantum.
  • Le esclusioni: restano esclusi dalla definizione i costi figurativi.

Per le spese promiscue (come le utenze di una sede condivisa), l’ente dovrà ripartire i costi seguendo proporzionalmente la distribuzione dei ricavi o basandosi sui costi stessi, seguendo i principi dell’OIC 35.

Test Globale o Analitico?

Un’altra apertura di grande rilievo riguarda gli enti che svolgono più attività di interesse generale.

  • Facoltà di Test Globale: se le attività presentano caratteri di omogeneità sotto il profilo strutturale e funzionale (si pensi a chi svolge attività ricreativa e culturale negli stessi locali), il test di non commercialità può essere svolto globalmente.
  • Obbligo di Test Analitico: se le attività sono disomogenee (ad esempio appartengono a codici Ateco di macrosettori diversi), il test dovrà essere effettuato analiticamente per singola attività.

Criterio o ParametroAmbito di ApplicazioneDescrizione DettagliataRequisiti di ConformitàInclusioni (Costi/Attività)Esclusioni o LimitiImpatto Gestionale
Test di non commercialità (Parametro Matematico)Attività di interesse generale (AIG) degli ETSConfronto matematico tra costi effettivi e ricavi per determinare la natura fiscale dell’attività.L’avanzo di gestione non deve superare il 6% per un massimo di 3 esercizi consecutivi.Costi effettivi sostenuti per lo svolgimento delle attività istituzionali.Superamento del limite del 6% oltre il triennio o per importi superiori.Richiede un monitoraggio costante dei margini di profitto per evitare la riqualificazione commerciale dell’ente.
Logica del “Costo Pieno”Determinazione dei costi effettivi per il test di commercialitàPassaggio da una visione restrittiva del TUIR (costi diretti) a una visione ampia (costo pieno).Imputazione dei costi secondo i principi contabili dell’ente e l’OIC 35 per le spese promiscue.Costi diretti, costi indiretti, spese generali, oneri finanziari, oneri tributari, ammortamenti di beni strumentali e accantonamenti (se certi in an e quantum).Costi figurativi.Necessità di implementare sistemi di contabilità analitica rigorosi per mappare ogni euro speso e giustificare le ripartizioni.
Test GlobaleETS con molteplici attività di interesse generaleFacoltà di eseguire un unico test di commercialità per più attività.Le attività devono presentare omogeneità sotto il profilo strutturale e funzionale.Attività che condividono spazi o funzioni (es. attività ricreativa e culturale negli stessi locali).Attività disomogenee o appartenenti a macrosettori diversi.Semplificazione della rendicontazione per enti con attività integrate, permettendo la compensazione di avanzi e disavanzi tra settori simili.
Test AnaliticoETS con attività disomogeneeObbligo di effettuare il test di non commercialità singolarmente per ogni attività.Necessario quando le attività appartengono a codici Ateco di macrosettori diversi.Singole attività di interesse generale non omogenee.Non è consentita la compensazione globale dei margini tra attività diverse.Maggiore complessità amministrativa e rischio che una singola attività diventi commerciale pur in un quadro globale di pareggio.

La Circolare 1/E/2026 trasforma il bilancio da adempimento burocratico a vero strumento di pianificazione fiscale. Questa interpretazione estensiva dei costi è una boccata d’ossigeno, ma richiede una contabilità analitica rigorosa: non si può più procedere per “stime”, ma serve una mappatura precisa di ogni euro speso per l’attività istituzionale.

Il vostro ente è pronto a documentare la "tenuta" della propria non commercialità secondo i nuovi criteri? Sono a disposizione per un audit tecnico sulla vostra struttura di costo, assicurandovi di sfruttare appieno i margini di tolleranza previsti dalla riforma ed evitare la riqualificazione commerciale del vostro ETS.
Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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