APS e stand gastronomici: la guida fiscale 2026 per le sagre

Organizzare stand gastronomici per un'APS nel 2026: scopri come gestire permessi SUAP, tasse e l’esonero dal registratore telematico per le tue feste.

LA DOMANDA

Ciao Alessio, sono il Presidente di un’Associazione di promozione sociale (APS) iscritta al RUNTS. Per la prossima primavera stiamo organizzando un evento ispirato alla storica 'Corrida' e vorremmo allestire degli stand gastronomici aperti a tutti. Mi chiedo: quali permessi servono per vendere panini e bibite? Ma soprattutto, con la nuova riforma 2026, dobbiamo comprare un registratore di cassa telematico per fare gli scontrini o bastano quelli non fiscali? Queste entrate pagano le tasse o sono istituzionali?

LA RISPOSTA

Ciao! Che bella idea riportare in piazza un classico come “La Corrida”. Eventi del genere sono il cuore pulsante delle nostre associazioni perché creano comunità e, se gestiti bene, aiutano a finanziare i vostri progetti futuri.

Tuttavia, siamo nel 2026 e le regole del gioco per il Terzo Settore sono cambiate. Non basta più la buona volontà: oggi serve una gestione chirurgica per evitare che un momento di festa si trasformi in un mal di testa con l’Agenzia delle Entrate. Andiamo con ordine e analizziamo i tre pilastri del tuo evento.

  1. Il labirinto delle autorizzazioni: la SCIA e il SUAP Anche se siete un’associazione senza scopo di lucro, quando aprite uno stand gastronomico al pubblico entrate nel perimetro delle norme sanitarie e amministrative. Per servire cibo e bevande dovete presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) temporanea allo sportello SUAP del vostro Comune.
    • Non è una formalità inutile: serve a dichiarare che siete in regola con i requisiti igienico-sanitari e che i locali (o le strutture mobili) rispettano le norme di sicurezza. Io consiglio sempre di muoversi con almeno 30 giorni di anticipo, perché ogni Comune può avere piccole variazioni regolamentari che potrebbero rallentarvi.
  2. La strategia fiscale: Raccolta Fondi o Attività Commerciale? Qui ci giochiamo la partita più importante. Come previsto dall’articolo 79 del Codice del Terzo Settore, che dal 1° gennaio 2026 è pienamente operativo grazie al via libera dell’Unione Europea, avete due strade:
    • La Raccolta Fondi Occasionale (La scelta vincente): Se l’evento è legato a una ricorrenza o una celebrazione particolare (come la vostra Corrida) e avviene solo poche volte l’anno, potete configurarlo come raccolta pubblica di fondi. Il vantaggio è enorme: i soldi incassati sono totalmente esentasse (IRES) e fuori campo IVA. Per farlo bene, però, dovete redigere un rendiconto specifico entro quattro mesi dalla chiusura dell’anno, allegando una relazione che spieghi come avete usato quei soldi per i vostri scopi sociali.
    • L’Attività Commerciale: Se lo stand diventasse una presenza fissa o professionale, l’attività verrebbe considerata commerciale. In questo caso, dovreste applicare il regime forfettario previsto dall’articolo 86 del Codice del Terzo Settore. È un regime molto vantaggioso per le APS, con tasse minime, ma richiede qualche adempimento in più.
  3. Registratore Telematico: serve davvero lo scontrino elettronico? Arriviamo al dubbio che toglie il sonno a molti Presidenti: la cassa. Ho una notizia che vi farà tirare un sospiro di sollievo.
    • Per le APS e le ODV che scelgono il regime forfettario e hanno ricavi commerciali sotto gli 85.000 euro (soglia alzata recentemente per allinearla a quella delle partite IVA forfettarie individuali), esiste un esonero specifico dall’obbligo di scontrino telematico.

Come chiarito dalle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate, non siete obbligati a installare un Registratore Telematico (RT) collegato via internet con il Fisco. Potete continuare a gestire la cassa con:

  • Registratori di cassa non fiscali (utili per i vostri conti interni).
  • Semplici blocchetti di ricevute o “fiches”.

Questo esonero dalla memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi è pensato proprio per non affogare i piccoli enti in costi tecnologici inutili. L’importante è che la gestione sia trasparente e che ogni euro incassato sia tracciabile nei vostri registri interni.

IL MIO CONSIGLIO

Anche se non dovete fare lo scontrino elettronico, ricordate che il controllo del RUNTS e dell’Agenzia delle Entrate nel 2026 è diventato molto più stretto. Se configurate l’evento come raccolta fondi, assicuratevi che non ci sia un rapporto rigido tra la somma versata e il cibo servito. Il fisco vuole vedere che il cittadino stia sostenendo la vostra APS con un contributo liberale e che l’offerta non sia una semplice etichetta per nascondere un prezzo di mercato. Se fissate una ‘donazione minima’ obbligatoria, state tecnicamente effettuando una vendita e uscite dal paracadute della raccolta fondi. Il Fisco guarda molto alla sostanza: se sembra un business, lo tasserà come un business.

Dimentica le parole “Prezzo”, “Listino” o “Costo”. Se scrivi “Panino: 5 euro”, agli occhi dell’Agenzia delle Entrate stai facendo commercio e concorrenza sleale ai bar della zona.

La formula corretta da usare sui cartelli e nelle comunicazioni è “Importo a contribuzione spese”. Perché è così importante? Perché l’articolo 79 del Codice del Terzo Settore protegge le entrate solo se sono “contributi liberali” destinati a sostenere i costi dell’evento e i progetti sociali dell’ente. L’importo che chiedi deve essere visto come un sostegno dei soci e dei cittadini (i cosiddetti “sovventori”) e non come il corrispettivo di una vendita.

Io consiglio sempre di mantenere questo importo sensibilmente più basso rispetto ai prezzi di mercato. Se un panino al pub costa 8 euro e tu chiedi una contribuzione di 4 o 5 euro, è chiaro che non c’è intento di lucro ma solo di autofinanziamento.

Ho visto molte APS fare grandi cose grazie a queste feste di piazza, ma la chiave è sempre la documentazione. Preparate bene il rendiconto dell’evento e conservate ogni singola fattura d’acquisto della carne o delle bibite.

Siete pronti a far partire la musica della vostra Corrida o avete ancora dubbi su come compilare la relazione di missione a fine anno? Parliamone qui sotto nei commenti!

Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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