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Chi ha costruito una società sportiva dilettantistica solida arriva prima o poi a chiedersi se possa uscire dal perimetro sportivo portando con sé quanto ha accumulato. La risposta richiede di distinguere fra ciò che la norma dice espressamente e ciò che invece lascia aperto.
Una SSD a r.l. deve avviare l'attività in una palestra dove il proprietario ha già la sua SCIA, e dove operava un'ASD che non l'aveva mai presentata. Serve una SCIA propria? Sì e le due premesse contengono entrambe un equivoco che vale la pena sciogliere.

Dopo la circolare 7/E molte SSD devono rimettere mano allo statuto per non perdere la decommercializzazione dei corrispettivi. Ma quali clausole vanno tolte, quali inserite e quali (sorpresa) non servono affatto? Guida operativa con i testi.

La Riforma dello Sport consente alle SSD costituite come società di capitali una lucratività "attenuata": dividendi entro limiti, rimborso del capitale. Ma la circolare 7/E del 7 agosto 2026 chiarisce che per fruire della decommercializzazione dell'art. 148 TUIR serve il divieto assoluto di distribuzione. Un bivio che molti statuti non hanno affrontato.

Il presidente di un'associazione culturale non iscritta al RUNTS chiede se gli incassi del doposcuola riservato ai soli soci siano commerciali. Il suo commercialista dice di no; a lui torna un'altra cosa. Chi ha ragione? Dal 2026 la risposta cambia radicalmente.