SSD di capitali: dividendi ai soci o decommercializzazione? La circolare 7/E impone una scelta

La Riforma dello Sport consente alle SSD costituite come società di capitali una lucratività "attenuata": dividendi entro limiti, rimborso del capitale. Ma la circolare 7/E del 7 agosto 2026 chiarisce che per fruire della decommercializzazione dell'art. 148 TUIR serve il divieto assoluto di distribuzione. Un bivio che molti statuti non hanno affrontato.

C’è una domanda che mi arriva regolarmente da chi ha costituito, o sta per costituire, una società sportiva dilettantistica in forma di S.r.l. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 agosto 2026 le dà finalmente una risposta esplicita e la risposta obbliga molte SSD a rileggere il proprio statuto. La riporto in forma anonima.


Il quesito

“Gestiamo una SSD costituita come società a responsabilità limitata ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera c), del d.lgs. 36/2021. Il nostro statuto recepisce l’assenza di fine di lucro nella forma prevista dall’art. 8 del decreto, quindi con la possibilità di destinare una quota degli utili ad aumento gratuito del capitale o alla distribuzione di dividendi entro i limiti di legge, e di rimborsare ai soci il capitale versato. Possiamo comunque applicare la decommercializzazione dei corrispettivi specifici prevista dall’art. 148, comma 3, del TUIR e la corrispondente esclusione ai fini IVA?”

Domanda tecnica, ma con conseguenze molto concrete: dalla risposta dipende se le quote dei corsi versate dai tesserati siano o no imponibili.


La risposta in breve

No, non nella situazione descritta. La circolare 7/E chiarisce che una SSD può accedere alla decommercializzazione dell’art. 148, comma 3, TUIR (e alla corrispondente previsione IVA) solo se integra il proprio statuto con le clausole del comma 8 dello stesso art. 148 tra cui il divieto assoluto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita dell’ente.

Il punto è che quel divieto assoluto non può convivere con le clausole di lucratività attenuata consentite dall’art. 8, commi 3 e 4, del d.lgs. 36/2021. Le SSD si trovano quindi davanti a un aut aut: o la possibilità (civilisticamente legittima) di distribuire dividendi e rimborsare il capitale, o l’agevolazione fiscale. Non entrambe.


Il bivio, spiegato bene

Per capire perché si arriva a questo esito bisogna vedere come i due corpi normativi si incontrano.

Cosa consente la Riforma dello Sport

L’art. 7, comma 1, lett. d), del d.lgs. 36/2021 impone che lo statuto preveda l’assenza di fini di lucro ai sensi dell’art. 8. E l’art. 8 disegna, per gli enti costituiti come società di capitali e cooperative, una non lucratività attenuata, non assoluta. In particolare:

  • comma 3: è possibile destinare una quota inferiore al 50% degli utili e degli avanzi annuali (dedotte le perdite pregresse) ad aumento gratuito del capitale sociale nei limiti delle variazioni dell’indice ISTAT, oppure alla distribuzione di dividendi ai soci in misura non superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi aumentato di due punti e mezzo, rispetto al capitale effettivamente versato;
  • comma 4: è ammesso il rimborso al socio del capitale effettivamente versato, eventualmente rivalutato o aumentato nei limiti del comma 3.

Cosa pretende la norma fiscale

L’art. 148, comma 3, del TUIR e l’art. 4, quarto comma, secondo periodo, del decreto IVA decommercializzano le attività rese in diretta attuazione degli scopi istituzionali verso corrispettivi specifici, a favore di iscritti, associati, partecipanti e tesserati delle rispettive organizzazioni nazionali. Ma l’accesso è subordinato all’inserimento nello statuto (redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata) delle clausole del comma 8, pensate per garantire la non lucratività dell’ente. La prima di esse, la lettera a), impone il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita dell’ente, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.

Perché non possono coesistere

La circolare 7/E rileva con chiarezza che gli enti sportivi costituiti nelle forme dell’art. 6, comma 1, lett. c), possono inserire in statuto clausole che contemplano un divieto di lucratività attenuato rispetto al divieto assoluto richiesto dalla normativa fiscale. E conclude che chi intende beneficiare dell’art. 148, comma 3, è tenuto a integrare le clausole statutarie derivanti dagli artt. 7 e 8 del d.lgs. 36/2021 con quelle del comma 8 dell’art. 148. Lo stesso vale ai fini IVA.

💡 La lettura pratica e qui aggiungo il mio commento, perché la circolare non lo dice con queste parole: uno statuto non può contemporaneamente vietare in modo assoluto ogni distribuzione e prevedere la facoltà di distribuire dividendi. Né soccorre la clausola di salvezza del comma 8 (“salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge”): l’art. 8 del d.lgs. 36/2021 consente la distribuzione, non la impone. La conseguenza operativa è quindi una scelta: chi vuole l’agevolazione fiscale deve rinunciare, in statuto, alla lucratività attenuata.


Cosa fare, in concreto

Il primo passo è banale ma decisivo: riprendere in mano lo statuto. Molte SSD costituite dopo il 1° luglio 2023 hanno recepito il modello dell’art. 8 “a pacchetto”, senza interrogarsi sulle ricadute fiscali. Le situazioni tipiche sono tre.

  • Statuto con clausole di lucratività attenuata e nessuna clausola del comma 8. È lo scenario del quesito: la decommercializzazione dell’art. 148, comma 3, non è applicabile. I corrispettivi specifici verso tesserati sono da trattare secondo le regole ordinarie. Se finora sono stati decommercializzati, c’è un tema di posizioni pregresse da valutare con attenzione.
  • Statuto che vuole l’agevolazione. Serve una modifica statutaria che introduca integralmente le clausole del comma 8 dell’art. 148 (divieto assoluto di distribuzione in primis) rinunciando alle facoltà dell’art. 8, commi 3 e 4. Va rispettata la forma richiesta (atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata) e vanno curati gli adempimenti verso l’organismo affiliante e il RASD.
  • Statuto che vuole conservare la distribuibilità. Scelta legittima, ma consapevole: l’ente rinuncia alla decommercializzazione e dovrà impostare fin da subito la gestione fiscale dei corrispettivi.

⚠️ Due avvertenze che completano il quadro. Primo: la decommercializzazione, anche quando spetta, non copre tutto. Il comma 4 dell’art. 148 esclude comunque, tra le altre, le cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, le somministrazioni di pasti, la gestione di spacci e mense, l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, la gestione di fiere ed esposizioni commerciali e la pubblicità commerciale. Secondo: il regime della Legge 398/91 è cosa diversa e viaggia su un binario proprio; le due discipline vanno tenute distinte anche nella contabilità.


Due note di sistema, per non farsi trovare impreparati

La rinumerazione del 2027. La circolare segnala che dal 1° gennaio 2027 l’art. 148 del TUIR confluirà nell’art. 157 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (d.lgs. 19 giugno 2026, n. 117), mentre le disposizioni del decreto IVA migreranno nel Testo unico IVA (d.lgs. 19 gennaio 2026, n. 10). Cambiano i numeri, non la sostanza ma statuti, delibere e contratti che richiamano gli articoli andranno progressivamente aggiornati.

Il differimento al 2036. Le modifiche all’art. 4, quarto comma, secondo periodo, del decreto IVA introdotte a suo tempo dal D.L. 146/2021 (quelle che trasformerebbero l’esclusione in esenzione) sono state ulteriormente rinviate al 1° gennaio 2036 dall’art. 6, comma 1, del d.lgs. 186/2025. I chiarimenti della 7/E si riferiscono quindi alla versione attualmente vigente: per ora nulla cambia sul fronte IVA.


In sintesi

DomandaRisposta
Una SSD di capitali può usare l’art. 148, comma 3?Sì, ma solo integrando lo statuto con le clausole del comma 8
Può farlo mantenendo dividendi e rimborso del capitale?No: il comma 8 impone il divieto assoluto di distribuzione
La Riforma dello Sport vieta i dividendi?No: l’art. 8 li consente entro limiti. È la norma fiscale a chiedere di più
Vale lo stesso ai fini IVA?Sì: identiche conclusioni per l’art. 4, quarto comma, secondo periodo
La decommercializzazione copre tutte le attività?No: restano escluse quelle del comma 4 (pasti, spacci, viaggi, pubblicità commerciale…)

Domande frequenti

Una SSD costituita come società di capitali può applicare l’art. 148, comma 3, del TUIR?

Sì, ma a una condizione. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 agosto 2026 chiarisce che gli enti sportivi dilettantistici costituiti secondo il d.lgs. 36/2021 devono integrare le clausole statutarie derivanti dagli artt. 7 e 8 del decreto con quelle previste dal comma 8 dell’art. 148 del TUIR, tra cui il divieto assoluto di distribuzione di utili, avanzi, fondi, riserve o capitale.

Si possono distribuire dividendi e mantenere la decommercializzazione?

In pratica no. L’art. 8, commi 3 e 4, del d.lgs. 36/2021 consente alle SSD di capitali una lucratività attenuata (dividendi entro limiti, aumento gratuito del capitale, rimborso del capitale versato), mentre l’art. 148, comma 8, lett. a), del TUIR richiede un divieto assoluto di distribuzione. Le due clausole non possono coesistere nello stesso statuto: occorre scegliere tra la distribuibilità e l’agevolazione fiscale.

La Riforma dello Sport vieta alle SSD di distribuire utili?

No. L’art. 8 del d.lgs. 36/2021 configura per le società di capitali e le cooperative un’assenza di fine di lucro attenuata, che ammette la destinazione di una quota inferiore al 50% degli utili ad aumento gratuito del capitale o alla distribuzione di dividendi entro il limite dell’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi aumentato di due punti e mezzo. È la normativa fiscale a richiedere un vincolo più severo.

La stessa conclusione vale anche ai fini IVA?

Sì. La circolare precisa che le medesime considerazioni valgono per l’applicabilità dell’art. 4, quarto comma, secondo periodo, del decreto IVA, le cui condizioni statutarie sono richiamate dal settimo comma dello stesso articolo.

Quali attività restano fuori dalla decommercializzazione anche quando spetta?

Quelle elencate dall’art. 148, comma 4, del TUIR: tra le altre, le cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, le somministrazioni di pasti, le prestazioni alberghiere e di trasporto, la gestione di spacci aziendali e mense, l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, la gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale e la pubblicità commerciale.


Fonti

Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 agosto 2026, quesito n. 1; artt. 6, comma 1, lett. c), 7, 8, commi 3 e 4, e 36, comma 3, del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 36; art. 148, commi 3, 4 e 8, del TUIR (trasfuso, dal 1° gennaio 2027, nell’art. 157 del D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117); art. 4, quarto e settimo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633; art. 6, comma 1, del D.Lgs. 4 dicembre 2025, n. 186; Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18/E del 1° agosto 2018, paragrafi 2 e 4.


Per approfondire

Per il quadro complessivo della fiscalità degli enti sportivi nel 2026: ASD e SSD 2026: guida completa alla nuova fiscalità. Sul regime forfettario della Legge 398/91, che segue regole proprie e va tenuto distinto: Guida al regime forfettario Legge 398/1991. Sul trattamento della pubblicità commerciale, esclusa dalla decommercializzazione: Sponsorizzazioni e pubblicità: aspetti fiscali per enti sportivi ed ETS. Per casi concreti di gestione: Casi pratici di fiscalità per ASD/SSD. Sul rinvio al 2036 delle modifiche IVA: IVA e Terzo settore, proroga al 2036.


Hai una SSD in forma di società di capitali?

Se la tua società sportiva è una S.r.l. o una cooperativa, questo è il momento di far leggere lo statuto a chi sa cosa cercare: la scelta tra distribuibilità e agevolazione va fatta consapevolmente, e le eventuali posizioni pregresse vanno valutate prima che lo faccia un verificatore. Ti invito a contattarmi per una revisione statutaria e fiscale dedicata.

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Articolo aggiornato ad agosto 2026, a seguito della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 agosto 2026. Le informazioni contenute riflettono il quadro normativo e di prassi vigente alla data di pubblicazione. Per situazioni specifiche è sempre consigliabile il supporto di un professionista abilitato.

Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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