Indirizzo
Strada Prati, 12/3
65124 Pescara
Questa guida è strutturata per problematiche specifiche, con l'obiettivo di fornire risposte concrete e immediatamente applicabili.
Le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e le Società Sportive Dilettantistiche (SSD) si trovano quotidianamente ad affrontare numerose questioni fiscali che richiedono soluzioni pratiche e conformi alla normativa vigente. Questa guida raccoglie una serie di casi reali, analizzati e risolti con indicazioni operative, per supportare gli amministratori e i responsabili delle ASD/SSD nella gestione degli aspetti fiscali più comuni e complessi.
La Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021 e decreti correlati) e le novità del 2026 (piena operatività del Titolo X del CTS, proroga IVA al 2036) hanno ridisegnato il quadro fiscale del settore sportivo dilettantistico. Le ASD/SSD devono ora destreggiarsi tra il nuovo quadro normativo e le agevolazioni tradizionali, come il regime forfetario della Legge 398/1991 (oggi applicabile esclusivamente ad ASD/SSD non iscritte al RUNTS).
Questa guida è strutturata per problematiche specifiche, con l’obiettivo di fornire risposte concrete e immediatamente applicabili.
💡 Tool consigliati: prima di tutto, verifica la regolarità complessiva della tua ASD con La tua ASD è davvero in regola? Scoprilo adesso e tieni a portata di mano Il libretto delle istruzioni per il presidente di ASD e il Calcolatore Compensi Co.co.co. Sportivi.
Situazione: una ASD di nuova costituzione, che prevede ricavi commerciali per circa 80.000 € annui, deve scegliere il regime fiscale più conveniente.
Problema: quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei diversi regimi fiscali? Come effettuare la scelta più conveniente?
Soluzione:
Il regime forfetario L. 398/1991 è generalmente più vantaggioso per le ASD/SSD non iscritte al RUNTS con attività commerciali, e prevede:
Condizioni per accedere al regime forfetario:
Procedura per l’opzione:
Esempio numerico (ASD con 80.000 € ricavi commerciali, regime 398/91):
Attenzione: il regime forfetario è conveniente quando i costi effettivi sono superiori al 3% dei ricavi. Se l’ASD ha costi elevati (es. per affitto impianti, attrezzature costose), potrebbe essere più vantaggioso il regime ordinario che consente la deduzione analitica dei costi. Vale anche valutare l’iscrizione al RUNTS come APS: l’art. 86 CTS (coefficiente 3%) per le APS è equivalente alla 398/91 sul fronte IRES, ma con accesso a 5×1000 e detrazioni per i donatori. La scelta va fatta con i numeri completi sotto mano.
💡 Approfondisci: per il quadro completo del regime 398/91, consulta la Guida al Regime Forfetario Legge 398/1991.
Situazione: una SSD che applica il regime forfetario L. 398/1991 ha dubbi sulla gestione dell’IVA per diverse tipologie di attività.
Problema: come gestire correttamente l’IVA per sponsorizzazioni, pubblicità, corsi sportivi e altre attività?
Soluzione:
Nel regime forfetario L. 398/1991, l’IVA si versa in modo forfetario:
Adempimenti specifici:
Casi particolari:
Esempio numerico: una SSD emette fattura di sponsorizzazione per 5.000 € + IVA al 22% (1.100 €). L’IVA da versare è 1.100 × 50% = 550 €. L’associazione trattiene 550 € come finanziamento.
Fatturazione elettronica: dal 1° gennaio 2024 obbligo di fatturazione elettronica anche per le ASD/SSD in regime 398/91 (D.L. 36/2022), senza più soglie di esonero.
Situazione: una ASD offre corsi di tennis ai propri associati, richiedendo una quota associativa annuale di 50 € e un corrispettivo mensile di 80 € per la partecipazione ai corsi.
Problema: come inquadrare fiscalmente questi importi? Sono soggetti a imposte?
Soluzione:
Gli importi ricevuti dalle ASD/SSD possono essere distinti in:
I corrispettivi specifici sono decommercializzati (non soggetti a IRES) se:
Adempimenti:
Attenzione: se i servizi sono offerti anche a non soci o se l’associazione non rispetta i requisiti statutari, i corrispettivi sono considerati commerciali e soggetti a imposizione fiscale. Aprire i corsi al pubblico significa snaturare la decommercializzazione.
💡 Approfondisci: per il distinguo tra quote e corrispettivi, consulta la guida Quote Associative e Corrispettivi Specifici negli ETS.
Situazione: una ASD vuole avvalersi di istruttori per i corsi sportivi e ha dubbi su come inquadrare fiscalmente i compensi.
Problema: quali sono le opzioni per i compensi agli istruttori dopo la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021)? Quali agevolazioni sono applicabili?
Soluzione:
Con la Riforma dello Sport, i compensi agli istruttori si inquadrano nel lavoro sportivo (art. 25 D.Lgs. 36/2021), che si articola in:
Soglie di favore fiscale e previdenziale (D.Lgs. 36/2021):
Aliquota Gestione Separata INPS: per i co.co.co. sportivi e collaboratori non titolari di altra copertura previdenziale, 25% IVS + 2,03% per prestazioni assistenziali = 27,03% (per il 2024-2026, verifica annuale del tasso). Ripartizione: 2/3 a carico dell’ASD/SSD (committente), 1/3 a carico del collaboratore. Per soggetti già coperti da altra previdenza o pensionati, aliquota ridotta al 24% solo IVS.
Esempio numerico (anno 2026): ASD eroga 8.000 € a un istruttore senza altra copertura previdenziale.
Adempimenti per i compensi sportivi:
💡 Tool consigliato: per il calcolo dei contributi sui compensi sportivi, usa il Calcolatore Compensi Co.co.co. Sportivi. Per il quadro completo, consulta la guida La Disciplina Fiscale dei Compensi Sportivi (D.Lgs. 36/2021).
Attenzione: è necessario monitorare attentamente il superamento delle soglie di 5.000 e 15.000 €, considerando tutti i compensi sportivi percepiti dal lavoratore da qualsiasi ASD/SSD nell’anno. L’istruttore dovrebbe fornire all’ASD un’autocertificazione aggiornata sui compensi già percepiti.
Situazione: una ASD si avvale di volontari che collaborano alle attività sportive e vorrebbe riconoscere loro un rimborso.
Problema: è possibile erogare rimborsi? A quali condizioni e con quali limiti?
Soluzione:
La Riforma dello Sport ha introdotto la figura del volontario sportivo (art. 29 D.Lgs. 36/2021), distinta dal lavoratore sportivo. Il volontario:
Rimborsi ammessi al volontario sportivo:
Importante: il rimborso forfettario autocertificato di 150 €/mese (vecchio meccanismo per attività fuori dal territorio comunale) è stato abrogato dal 1° giugno 2024. Non è più ammesso. Le ASD/SSD che continuano a erogarlo creano una posizione di rischio fiscale e contributivo.
Condizioni operative per i rimborsi forfettari (art. 29):
Implicazioni fiscali:
I rimborsi forfettari concorrono al superamento delle soglie di non imponibilità fiscale (15.000 €) e previdenziale (5.000 €) previste per i lavoratori sportivi. Se il volontario percepisce anche compensi come lavoratore sportivo, i rimborsi forfettari si sommano a tali compensi ai fini del calcolo delle soglie.
Attenzione: il volontario non può ricevere compensi per l’attività svolta. Se l’ASD volesse erogare anche compensi, dovrebbe formalizzare il rapporto come lavoro sportivo (art. 25 ss. D.Lgs. 36/2021), uscendo dalla figura del volontario.
Situazione: una SSD vuole assumere un dipendente part-time per la segreteria e un istruttore con contratto di lavoro subordinato.
Problema: quali sono le opzioni contrattuali? Esistono agevolazioni specifiche?
Soluzione:
Le ASD/SSD possono assumere dipendenti con diverse tipologie contrattuali:
Agevolazioni specifiche per il lavoro sportivo subordinato:
Altre agevolazioni eventualmente disponibili:
Adempimenti principali:
Attenzione: l’assunzione di dipendenti comporta responsabilità e costi significativi. È consigliabile valutare attentamente il fabbisogno di personale e le alternative disponibili (es. co.co.co. sportive, servizi esterni). La materia giuslavoristica è delicata: si consiglia il supporto di un consulente del lavoro esperto del settore sportivo.
Situazione: una ASD vuole aprire un bar interno frequentato dai soci e dai frequentatori dell’impianto sportivo.
Problema: come gestire fiscalmente questa attività? Quali adempimenti sono necessari?
Soluzione:
La somministrazione di alimenti e bevande presso il bar associativo è considerata attività commerciale, ma può beneficiare del regime forfetario L. 398/1991 se:
Adempimenti necessari:
Aliquote IVA:
Particolarità per le ASD:
Attenzione: la gestione del bar deve essere strumentale all’attività sportiva e non può diventare l’attività principale dell’associazione, pena la perdita della qualifica di ASD e delle relative agevolazioni.
💡 Approfondisci: per il quadro completo della somministrazione presso circoli e ETS, consulta la guida Circoli e somministrazione di alimenti e bevande.
Situazione: una ASD riceve una proposta di sponsorizzazione da un’azienda locale per 10.000 € + IVA.
Problema: come gestire fiscalmente il contratto di sponsorizzazione? Quali adempimenti sono necessari?
Soluzione:
I contratti di sponsorizzazione sono attività commerciale per le ASD/SSD, ma possono beneficiare del regime forfetario L. 398/1991.
Procedura corretta:
Esempio numerico: contratto di sponsorizzazione 10.000 € + IVA 22% (2.200 €). Importo fatturato: 12.200 €.
Vantaggi per l’azienda sponsor (presunzione legale assoluta):
L’art. 12 c. 3 del D.Lgs. 36/2021 (che ha sostituito l’art. 90 c. 8 L. 289/2002) prevede una presunzione legale assoluta di deducibilità delle sponsorizzazioni a favore di ASD/SSD fino a 200.000 € annui per sponsor. Questo significa che:
Attenzione: è importante distinguere tra:
La differenza si gioca sull’effettiva prestazione promozionale erogata dall’ASD allo sponsor: senza prestazione effettiva, l’operazione è riqualificabile come erogazione liberale o, peggio, come pagamento di favore (con conseguenze sanzionatorie).
💡 Approfondisci: per il quadro completo, consulta la guida Sponsorizzazioni e Pubblicità: aspetti fiscali per enti sportivi ed ETS.
Situazione: una SSD vuole vendere materiale sportivo (abbigliamento, attrezzature) con il proprio logo ai soci e ai frequentatori dell’impianto.
Problema: come gestire fiscalmente questa attività? È compatibile con le agevolazioni fiscali?
Soluzione:
La vendita di materiale sportivo è attività commerciale, ma può beneficiare del regime forfetario L. 398/1991 se:
Adempimenti necessari:
Particolarità per le ASD/SSD:
Attenzione: la vendita di materiale sportivo non deve diventare l’attività principale dell’associazione, pena la perdita della qualifica di ASD/SSD e delle relative agevolazioni. È consigliabile mantenere i ricavi da questa attività sotto il 30% dei ricavi complessivi.
Situazione: una ASD ottiene in concessione un impianto sportivo comunale, versando un canone annuo di 5.000 € e incassando le tariffe dagli utenti.
Problema: come gestire fiscalmente questa attività?
Soluzione:
La gestione di un impianto sportivo comunale può essere inquadrata in due modi:
Trattamento fiscale:
Adempimenti:
Situazione: una ASD vuole acquistare o prendere in locazione un immobile da destinare alle proprie attività sportive.
Problema: quali sono gli aspetti fiscali da considerare?
Soluzione:
Acquisto immobile:
Locazione immobile:
💡 Approfondisci: per gli aspetti IMU degli ETS e dei circoli sportivi, consulta la guida IMU e Tributi Locali per gli ETS.
Situazione: una ASD in regime forfetario L. 398/91 si domanda quali registri tenere e come predisporre il bilancio.
Soluzione:
Adempimenti contabili in regime L. 398/91:
💡 Tool consigliato: per la redazione del bilancio della tua ASD, dai un’occhiata al Tool Gratuito per la stesura del Bilancio delle Associazioni Sportive Dilettantistiche.
Situazione: una ASD vuole sapere quali requisiti deve verificare ogni anno per mantenere il regime 398/91 e la qualifica sportiva.
Soluzione:
Check-up annuale per ASD/SSD in regime 398/91:
Per le ASD/SSD italiane, gestire la fiscalità richiede attenzione su molti fronti: regime fiscale (398/91 o art. 86 CTS se iscritti al RUNTS), lavoro sportivo (franchigie e contributi), attività commerciali (bar, merchandising, sponsorizzazioni), gestione immobiliare. I punti da fissare:
💡 Tool e guide consigliate:
- La tua ASD è davvero in regola? Scoprilo adesso per l’autoverifica complessiva.
- Guida al Regime Forfetario Legge 398/1991 per il quadro fiscale completo.
- La Disciplina Fiscale dei Compensi Sportivi (D.Lgs. 36/2021) per il lavoro sportivo.
- Il libretto delle istruzioni per il presidente di ASD per la gestione quotidiana.
- Atto Costitutivo e Statuto ASD per partire con basi solide.
Sì, pienamente. La L. 398/91 dal 1° gennaio 2026 è applicabile esclusivamente alle ASD/SSD non iscritte al RUNTS (art. 89 c. 1 lett. c CTS). Voi rispettate questo requisito, quindi potete continuare con il regime: coefficiente IRES 3%, IVA forfetaria al 50%, plafond 400.000 €. Con 200.000 € siete ampiamente sotto soglia. L’unico monitoraggio costante è il plafond: se nei prossimi anni dovesse crescere oltre 400.000 €, scattano il passaggio al regime ordinario dal mese successivo al superamento e regole più complesse. Conviene fare già ora una proiezione sui prossimi 2-3 anni, per anticipare un eventuale cambio di regime e prepararsi senza fretta.
Le soglie del D.Lgs. 36/2021 si applicano al totale dei compensi sportivi percepiti dal lavoratore nell’anno, non singolarmente per ciascuna ASD. Quindi i 16.000 € totali superano la franchigia previdenziale di 5.000 € di 11.000 €. Su questi 11.000 € si applica la riduzione del 50% dell’imponibile contributivo (regime transitorio fino al 31/12/2027): base imponibile contributiva = 11.000 × 50% = 5.500 €. Aliquota 27,03% (per soggetti senza altra copertura): contributi totali = 1.486,65 €. La quota va ripartita pro-quota tra le due ASD in base ai compensi versati: voi (12.000/16.000 = 75%) versate il 75% di 1.486,65 = 1.115 € ca. Sul fronte fiscale, sotto i 15.000 € totali di franchigia IRPEF, l’istruttore non paga IRPEF su questi compensi. Consiglio operativo: fatevi sempre rilasciare dall’istruttore un’autocertificazione aggiornata sui compensi sportivi già percepiti da altre ASD nell’anno, prima di erogare il vostro.
No. Il rimborso forfettario autocertificato di 150 €/mese è stato abrogato dal 1° giugno 2024. Continuare a erogarlo espone l’ASD a contestazioni fiscali (i 150 €/mese diventano “compenso” non documentato) e contributive (mancato versamento degli oneri). Le alternative oggi disponibili sono due: rimborsi analitici (a piè di lista), sempre ammessi, basati su spese effettivamente sostenute e documentate (carburante, biglietti dei mezzi, pasti durante le trasferte); oppure il rimborso forfettario fino a 400 €/mese previsto dall’art. 29 c. 2 D.Lgs. 36/2021, ma solo per eventi e manifestazioni riconosciuti da FSN/DSA/EPS, con delibera preventiva dell’organo di amministrazione e comunicazione al RASD. Per l’attività ordinaria di routine, l’unica strada percorribile è il rimborso analitico documentato.
Per la parte fino a 200.000 € si applica la presunzione legale assoluta di deducibilità dell’art. 12 c. 3 D.Lgs. 36/2021: questi 200.000 € sono integralmente deducibili come spese di pubblicità per lo sponsor, senza possibilità di contestazione della congruità da parte del Fisco. Per i 50.000 € eccedenti, lo sponsor deve dimostrare la congruità della spesa secondo i criteri ordinari (effettività della prestazione promozionale, proporzionalità rispetto alla visibilità ottenuta). Non c’è automatica indeducibilità della parte eccedente: c’è solo “venire meno della presunzione automatica”, quindi spostamento dell’onere della prova. Suggerimento per la vostra ASD: strutturate il contratto in modo da documentare bene la prestazione promozionale (foto di striscioni, presenza su materiali ufficiali, social, ecc.). Per importi così rilevanti, la documentazione fa la differenza. E nulla vieta di “spalmare” la sponsorizzazione tra due esercizi (200k nell’anno X e 50k nell’anno X+1), se il contratto lo consente.
La fiscalità delle ASD/SSD è uno dei terreni più ricchi di sfumature operative del sistema fiscale italiano. Tra la L. 398/91, la Riforma dello Sport, le nuove franchigie e le sponsorizzazioni con presunzione legale, le possibilità di gestione efficiente sono molte, ma anche gli errori possono costare cari. La buona notizia è che, una volta capiti i meccanismi base, il sistema è meno complicato di quanto sembri a prima vista, e con un buon commercialista del settore sportivo accanto si può davvero ottimizzare ogni euro a disposizione del progetto sportivo.
Raccontatemi nei commenti la vostra situazione: la fiscalità sportiva è uno di quei mondi dove ogni caso ha sfumature diverse, e mettere a confronto soluzioni concrete è sempre il modo migliore per imparare. Per i nuovi presidenti di ASD che leggono questa guida con l’incarico fresco di nomina, una considerazione finale: non sottovalutate l’aspetto contabile. Tantissimi presidenti si concentrano sul progetto sportivo e trascurano la “macchina” fiscale-amministrativa, salvo poi trovarsi in serata con il commercialista che presenta lo scenario di un’iscrizione tardiva al RASD, un compenso fuori soglia, una sponsorizzazione mal documentata. Investire un’ora al mese nella verifica degli adempimenti, anche solo con una buona checklist alla mano, è il modo più semplice per dormire sonni tranquilli e dedicare l’energia alle cose belle che lo sport sa dare.