Introduzione
La gestione di attività di somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti, spacci interni) da parte di circoli, associazioni ed Enti del Terzo Settore (ETS) presenta numerose complessità dal punto di vista fiscale. È fondamentale comprendere quando tale attività rientra nell’ambito istituzionale e quando, invece, assume natura commerciale, con tutte le conseguenze che ne derivano ai fini IRES, IRAP e IVA.
Questa guida si propone di analizzare il trattamento fiscale della somministrazione di alimenti e bevande per gli ETS, con un focus particolare su circoli, Organizzazioni di Volontariato (ODV) e Associazioni di Promozione Sociale (APS), tenendo conto del regime transitorio e delle significative novità introdotte dal Codice del Terzo Settore (CTS) e dalla riforma dell’IVA per il non profit, la cui piena operatività è attesa per il 1° gennaio 2026.
A chi è destinata la guida
- Dirigenti, amministratori e gestori di circoli, ODV, APS e altri ETS che svolgono attività di somministrazione.
- Commercialisti e consulenti che assistono gli ETS.
- Associati e volontari interessati a comprendere la gestione fiscale del bar o ristorante del proprio ente.
1. Quadro Normativo di Riferimento
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi – TUIR):
- Art. 148: Disciplina il regime fiscale degli enti non commerciali di tipo associativo. Il comma 3 lett. a) e il comma 5 sono particolarmente rilevanti per la somministrazione di alimenti e bevande ai soci (ancora rilevante nel periodo transitorio).
- D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo Settore – CTS):
- Art. 5: Attività di interesse generale.
- Art. 6: Attività diverse (secondarie e strumentali).
- Art. 79: Disposizioni generali in materia di imposte sui redditi per gli ETS. Definisce i criteri di commercialità e non commercialità.
- Art. 84: Regime fiscale specifico per le ODV (operativo dal 1° gennaio 2026).
- Art. 85: Regime fiscale specifico per le APS (operativo dal 1° gennaio 2026).
- D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (Disciplina IVA): Con le importanti modifiche previste per gli ETS, la cui entrata in vigore è stata più volte prorogata e ora attesa per il 1° gennaio 2026. Queste modifiche impatteranno significativamente il trattamento IVA della somministrazione.
- Leggi regionali e comunali in materia di autorizzazioni amministrative (SCIA, licenze per la somministrazione).
- Circolari e prassi amministrativa dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
2. Natura dell’Attività di Somministrazione: Istituzionale o Commerciale?
La qualificazione dell’attività di somministrazione come istituzionale (non commerciale) o commerciale è il primo passo per determinarne il corretto trattamento fiscale.
A) Regime Transitorio (fino al 31 dicembre 2025 – basato sull’art. 148 TUIR per enti associativi)
Per gli enti associativi non commerciali (come circoli, APS e ODV nel regime attuale):
- Somministrazione ai soci (art. 148, c. 3, lett. a) e c. 5 TUIR): L’attività di somministrazione di alimenti e bevande effettuata presso la sede dell’ente, in favore dei soli soci, associati o partecipanti e dei loro familiari conviventi, dietro pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano i costi di diretta imputazione, non si considera commerciale a determinate condizioni. Tra queste, la necessità che tale attività sia strettamente complementare a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e che lo statuto contenga le clausole di democraticità e trasparenza previste dal comma 8 dell’art. 148 TUIR.
- Somministrazione a terzi non soci: È sempre considerata attività commerciale, i cui proventi sono imponibili ai fini IRES e IVA (salvo regimi forfetari come la L. 398/1991, se applicabile).
- Eventi occasionali: La somministrazione durante raccolte fondi pubbliche occasionali può godere di un regime agevolato (art. 143, c. 3, lett. a) TUIR e art. 2, c.2 D.Lgs. 460/97 per le ONLUS).
B) Nuovo Regime Fiscale ETS (dal 1° gennaio 2026 – basato sul CTS)
Con l’entrata in vigore del Titolo X del CTS:
- Principio Generale (Art. 79 CTS):
- Attività di interesse generale non commerciale: La somministrazione di alimenti e bevande, se rientra tra le attività di interesse generale dell’art. 5 CTS (es. attività culturali, ricreative, di socializzazione), non è considerata commerciale se svolta a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superano i costi effettivi, tenuto conto degli apporti economici degli enti e al netto dei contributi pubblici (art. 79, c. 2 CTS). Questa regola si applica sia ai servizi resi a terzi sia agli associati, se non rientrano nelle specifiche decommercializzazioni degli artt. 84 e 85.
- Attività di interesse generale commerciale: Se i corrispettivi superano i costi effettivi o se l’attività è strutturata con criteri imprenditoriali, è considerata commerciale. I relativi corrispettivi sono imponibili IRES e IVA, salvo regimi forfetari (es. art. 80 o 86 CTS).
- Regime Specifico per le ODV (Art. 84 CTS – dal 1° gennaio 2026):
- L’art. 84, c. 1, lett. c) CTS prevede che non si consideri commerciale l’attività di “somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale”, purché i ricavi complessivi delle attività decommercializzate dall’art. 84 non superino 65.000 euro annui. Questa è una decommercializzazione specifica per eventi occasionali.
- La somministrazione continuativa (es. bar interno) svolta da una ODV, anche se solo ai soci, se non rientra nella copertura dei costi effettivi ex art. 79 c.2, sarà tendenzialmente commerciale. Per le attività commerciali, le ODV possono optare per il regime forfetario IRES ex art. 86 CTS (coefficiente 1%).
- Regime Specifico per le APS (Art. 85 CTS – dal 1° gennaio 2026):
- L’art. 85, c. 1 CTS prevede che non si considerino commerciali le attività svolte dalle APS in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici in favore dei propri associati, dei familiari conviventi e di associati di altre APS della medesima rete nazionale.
- Tuttavia, il comma 7 dell’art. 85 esclude espressamente da questa decommercializzazione le attività di somministrazione di alimenti e bevande, salvo che siano rese in conformità alle finalità istituzionali e strettamente complementari alle attività di interesse generale svolte (es. un rinfresco al termine di un convegno). La somministrazione continuativa di un bar interno, anche se solo ai soci, sarà quindi generalmente considerata commerciale per le APS.
- Per le attività commerciali, le APS possono optare per il regime forfetario IRES ex art. 86 CTS (coefficiente 3%).
3. Trattamento IVA della Somministrazione
Le novità più significative riguardano l’IVA, con l’entrata in vigore delle nuove regole per gli ETS prevista per il 1° gennaio 2026.
- Regime Transitorio (fino al 31 dicembre 2025):
- La somministrazione decommercializzata ai sensi dell’art. 148 TUIR è generalmente considerata fuori campo IVA.
- La somministrazione commerciale è soggetta a IVA con aliquota ordinaria (10% o 22% a seconda dei casi).
- Nuovo Regime IVA (dal 1° gennaio 2026):
- Molte operazioni di somministrazione che prima erano fuori campo IVA (perché decommercializzate ai fini IRES) diventeranno rilevanti ai fini IVA, anche se potrebbero beneficiare di un regime di esenzione (art. 10 DPR 633/72 come modificato per gli ETS).
- Ad esempio, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata da APS in favore dei soci, pur se considerata commerciale ai fini IRES (come visto sopra), potrebbe rientrare tra le operazioni esenti IVA se strettamente connesse agli scopi istituzionali.
- Questo comporterà per molti enti l’obbligo di aprire la Partita IVA, anche se operano solo con i soci e anche se i corrispettivi sono esenti.
- Sarà fondamentale monitorare i decreti attuativi e le circolari che definiranno nel dettaglio il nuovo regime IVA.
4. Adempimenti Contabili e Autorizzativi
- Contabilità Separata: Se l’ente svolge sia attività istituzionali/decommercializzate sia attività commerciali, è obbligatorio tenere una contabilità separata (art. 20-bis DPR 600/73 e art. 13, c.2 CTS).
- Autorizzazioni Amministrative: Per la somministrazione di alimenti e bevande è necessario ottenere le opportune autorizzazioni comunali (es. SCIA sanitaria, licenza di somministrazione se aperta al pubblico o se l’attività è commerciale verso i soci).
- Registratori Telematici: Se l’attività di somministrazione è commerciale e imponibile IVA, è necessario dotarsi di registratore telematico per la trasmissione dei corrispettivi.
- HACCP: Rispetto delle normative igienico-sanitarie.
5. Casi Pratici e FAQ (Esempi)
- Circolo ricreativo con bar interno solo per soci: Regime transitorio: decommercializzato ex art. 148 TUIR se attività complementare e statuto conforme. Nuovo regime ETS (dal 2026): se APS, probabilmente commerciale ai fini IRES (salvo stretta complementarità) ma potenzialmente esente IVA; se ODV, probabilmente commerciale (salvo copertura costi effettivi o eventi occasionali). Obbligo P.IVA dal 2026.
- ODV che organizza una sagra paesana: Regime transitorio: può rientrare nelle raccolte fondi occasionali. Nuovo regime ETS (dal 2026): decommercializzata ex art. 84 CTS se entro 65.000€/anno.
- APS che gestisce una mensa per persone bisognose (attività di interesse generale): Se i corrispettivi (se presenti) non superano i costi effettivi, l’attività è non commerciale ex art. 79 c.2 CTS.
Conclusioni
La gestione fiscale di bar e ristoranti associativi è un tema complesso, reso ancora più articolato dalle recenti riforme. È cruciale per gli ETS analizzare attentamente la natura della propria attività di somministrazione, distinguendo tra operazioni rivolte ai soci e a terzi, e tra attività istituzionali e commerciali.
L’imminente entrata in vigore del nuovo regime fiscale ETS e delle nuove regole IVA (dal 1° gennaio 2026) richiederà a molti enti di rivedere la propria posizione, con probabile necessità di aprire la Partita IVA e adeguare la contabilità. La consulenza di un professionista esperto in fiscalità del Terzo Settore è indispensabile per navigare queste complessità e garantire la conformità normativa.
Riferimenti Normativi Essenziali (Riepilogo)
- D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 148.
- D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), artt. 5, 6, 79, 84, 85.
- D.P.R. 633/1972 (IVA), art. 10 e future modifiche.