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I rimborsi ai volontari sportivi devono essere pagati con strumenti tracciabili come le retribuzioni? No, e la ragione è precisa. Ma tra rimborso documentato e forfait da 400 euro le differenze sono molte e una, chiarita ad agosto 2026, è particolarmente insidiosa.

Dopo la circolare 7/E molte SSD devono rimettere mano allo statuto per non perdere la decommercializzazione dei corrispettivi. Ma quali clausole vanno tolte, quali inserite e quali (sorpresa) non servono affatto? Guida operativa con i testi.

Gli enti sportivi che rendono prestazioni esenti IVA possono essere dispensati dagli obblighi di fatturazione e registrazione: lo conferma la circolare 7/E del 7 agosto 2026. Una semplificazione concreta, che però ha condizioni e costi da conoscere prima di sceglierla.

La Riforma dello Sport consente alle SSD costituite come società di capitali una lucratività "attenuata": dividendi entro limiti, rimborso del capitale. Ma la circolare 7/E del 7 agosto 2026 chiarisce che per fruire della decommercializzazione dell'art. 148 TUIR serve il divieto assoluto di distribuzione. Un bivio che molti statuti non hanno affrontato.

Molti dirigenti danno per scontato che, una volta optato per la 398/91, tutti i proventi commerciali dell'ASD siano coperti dal forfait. Non è così: il regime vale solo per le attività connesse agli scopi sportivi. Ecco cosa resta fuori, come gestirlo e cosa cambia con la circolare 7/E del 7 agosto 2026.