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Chi ha costruito una società sportiva dilettantistica solida arriva prima o poi a chiedersi se possa uscire dal perimetro sportivo portando con sé quanto ha accumulato. La risposta richiede di distinguere fra ciò che la norma dice espressamente e ciò che invece lascia aperto.
"Posso lavorare sotto il regime dell'ASD?" è la domanda che si pongono molti chinesiologi e operatori del benessere. Ma è formulata male: l'associazione non è un ombrello sotto cui mettersi, e il criterio che decide è un altro.
Chi percepisce stipendio e compensi da co.co.co. sportiva deve sommare anche i primi 15.000 euro esenti per verificare la causa ostativa dei 35.000 del forfettario? La domanda non ha una risposta ufficiale: ecco le due tesi, quale regge meglio e come proteggersi.
Una SSD a r.l. deve avviare l'attività in una palestra dove il proprietario ha già la sua SCIA, e dove operava un'ASD che non l'aveva mai presentata. Serve una SCIA propria? Sì e le due premesse contengono entrambe un equivoco che vale la pena sciogliere.

I rimborsi ai volontari sportivi devono essere pagati con strumenti tracciabili come le retribuzioni? No, e la ragione è precisa. Ma tra rimborso documentato e forfait da 400 euro le differenze sono molte e una, chiarita ad agosto 2026, è particolarmente insidiosa.

Dopo la circolare 7/E molte SSD devono rimettere mano allo statuto per non perdere la decommercializzazione dei corrispettivi. Ma quali clausole vanno tolte, quali inserite e quali (sorpresa) non servono affatto? Guida operativa con i testi.

La Riforma dello Sport consente alle SSD costituite come società di capitali una lucratività "attenuata": dividendi entro limiti, rimborso del capitale. Ma la circolare 7/E del 7 agosto 2026 chiarisce che per fruire della decommercializzazione dell'art. 148 TUIR serve il divieto assoluto di distribuzione. Un bivio che molti statuti non hanno affrontato.

Una ASD non ETS può ricevere entrate quasi esclusivamente da pubblicità e sponsorizzazioni e usarle per far praticare sport, anche gratis, ai propri tesserati? L'art. 9 del d.lgs. 36/2021 non lo vieta, ma per una ragione più radicale di quanto si pensi, e a una condizione che non è quantitativa.
Un fisioterapista iscritto all'albo può svolgere attività di lavoratore sportivo con mansioni di istruttore? La risposta è sì, ma il criterio non è chi sei: è cosa fai concretamente. E il confronto con il maestro di sci spiega perché.