Corsi sportivi per i tesserati: devono per forza essere anche soci?

Scopri se le quote dei corsi pagate dai tesserati non soci sono tassate. Guida alla decommercializzazione nelle ASD tra vincolo associativo e Registro RASD

“Caro Alessio, ti scrivo perché ho avuto un’accesa discussione con un collega presidente. Lui sostiene che, per non tassare le rette dei corsi sportivi (la cosiddetta decommercializzazione), i ragazzi che frequentano la palestra debbano essere obbligatoriamente iscritti nel libro soci della nostra ASD. Io invece resto convinto che, se il ragazzo ha la tessera dell’Ente di Promozione Sportiva a cui siamo affiliati, la sua quota sia istituzionale anche se non è formalmente nostro socio. Chi di noi ha ragione? Rischiamo sanzioni se non associamo tutti i corsisti?”

LA RISPOSTA

Caro Luigi, la tua è una domanda fondamentale che tocca uno dei pilastri della gestione fiscale dello sport dilettantistico. Ti dico subito che hai ragione tu: la normativa premia la “rete” associativa e non limita i benefici ai soli iscritti della singola associazione.

Ecco i punti tecnici per “vincere” il confronto con il tuo collega e, soprattutto, per gestire la tua ASD in totale sicurezza:

1. Il “vincolo associativo allargato”

Le fonti normative che regolano questa materia (l’Art. 148, comma 3 del TUIR per le imposte dirette e l’Art. 4, comma 4 del DPR 633/72 per l’IVA) parlano chiaro. Non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti di:

  • Soci e associati della propria ASD;
  • Tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali (Federazioni, Enti di Promozione Sportiva o Discipline Associate);
  • Altre associazioni che fanno parte della medesima organizzazione locale o nazionale.

2. Cosa significa in pratica?

Se la tua ASD è affiliata, ad esempio, alla UISP, tutte le rette versate dai ragazzi in possesso di una tessera UISP in corso di validità sono considerate proventi decommercializzati (cioè non tassati). Questo vale indipendentemente dal fatto che il ragazzo sia socio della tua specifica ASD o sia tesserato tramite un’altra associazione appartenente alla stessa “grande famiglia” nazionale. L’importante è che l’attività svolta sia prevista dal tuo statuto e sia coerente con le finalità istituzionali.

3. Requisiti da non dimenticare

Affinché questo “scudo fiscale” funzioni, non basta il tesseramento. Le norme ci ricordano che l’associazione deve comunque:

  • Essere regolarmente iscritta al RASD (Registro Nazionale Attività Sportive Dilettantistiche);
  • Rispettare le clausole di democraticità e assenza di scopo di lucro previste dallo statuto.

In sintesi

Non sei obbligato a iscrivere ogni corsista nel libro soci per poter beneficiare della decommercializzazione delle rette. Il tesseramento all’Ente nazionale è condizione necessaria e sufficiente per qualificare quel pagamento come istituzionale e “fuori campo IVA”

Spero che questo chiarisca ogni dubbio a te e al tuo collega. Continua così e buona stagione sportiva!

Ricorda: la corretta tenuta del libro soci resta fondamentale per la vita democratica dell'ente, ma ai fini fiscali delle rette dei corsi, il tesseramento è la tua garanzia.

Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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