Associazione Culturale fuori dal RUNTS 2026: Rischi Art. 143 e 148 TUIR

Scopri perché dal 2026 le associazioni culturali non iscritte al RUNTS perdono le agevolazioni dell'Art. 148 TUIR e quali sono i rischi di applicare l'Art. 143 per i corsi istituzionali.

Sull’articolo non mi sembra che venga preso in considerazione il fatto che all’art. 143 c. 1, secondo periodo è scritto che non sono attività commerciali le prestazioni istituzionali, senza specifica organizzazione e se i corrispettivi non eccedono i costi diretti.

E’ scritto genericamente: “Questo significa che, per un’associazione culturale non iscritta al RUNTS, è prudente considerare i corrispettivi per i corsi come ricavi commerciali, salvo casi particolari ben inquadrati a livello normativo e documentale.​” La norma mi sembra chiara: se i ricavi non superano i costi, l’attività non è commerciale. inoltre chiedo se si puo’ approfondire o avere i riferimenti normativi su questa frase: “La riforma complessiva dal 1° gennaio 2026 ha ridotto la possibilità di “tenere fuori campo” IVA e imposte dirette le entrate da corrispettivi specifici, in particolare per le realtà che scelgono di restare fuori dal Terzo Settore.​” Grazie

Gentile Flavia,

ti ringrazio per il tuo commento che mi permette di approfondire alcuni passaggi tecnici fondamentali della riforma, distinguendo tra ciò che è “teoricamente chiaro” e ciò che, nella prassi dell’accertamento fiscale, richiede estrema prudenza.

Ecco i chiarimenti basati sulla normativa vigente:

1. Il limite dell’Art. 143, comma 1, TUIR: perché la “prudenza”?

Hai ragione nel citare l’Art. 143, comma 1, secondo periodo, il quale stabilisce che non sono attività commerciali le prestazioni istituzionali rese senza specifica organizzazione e con corrispettivi che non eccedono i costi diretti. Tuttavia, la “chiarezza” della norma si scontra con due ostacoli operativi:

  • L’assenza di specifica organizzazione: Questo è il punto più critico per un’associazione culturale che eroga corsi. Nella prassi, se l’associazione ha una sede fissa, un sito web per le iscrizioni, un calendario ricorrente o utilizza professionisti esterni, l’Agenzia delle Entrate tende a contestare l’assenza di “specifica organizzazione”, riqualificando l’attività come commerciale anche se in pareggio di bilancio.
  • La natura dei costi: L’onere della prova sulla “diretta imputazione” dei costi spetta all’ente. Documentare con analiticità che ogni singolo euro incassato è stato assorbito da un costo “diretto” di quel corso è un adempimento complesso che, se non perfetto, espone l’ente a pesanti riprese a tassazione.

2. I riferimenti normativi sulla “riduzione delle tutele” dal 2026

La frase dell’articolo che hai citato — sulla riduzione della possibilità di tenere “fuori campo” le entrate — si riferisce a un cambiamento strutturale del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) operato dal Titolo X del Codice del Terzo Settore (CTS). Ecco i riferimenti richiesti:

  • Modifica dell’Art. 148, comma 3, TUIR: Con l’entrata in vigore della parte fiscale della riforma (dal 1° gennaio 2026), la formulazione dell’Art. 148 TUIR cambia radicalmente.
  • Esclusione delle associazioni culturali: Nella “nuova versione” dell’Art. 148, le associazioni culturali e quelle di formazione extra-scolastica sono state espressamente rimosse dall’elenco degli enti che possono beneficiare della “decommercializzazione” dei corrispettivi specifici versati dai soci.
  • Conseguenze per chi resta fuori dal RUNTS: Dal 2026, un’associazione culturale non iscritta al RUNTS non potrà più considerare i corrispettivi dei corsi come “istituzionali” in base all’Art. 148, ma dovrà obbligatoriamente farli ricadere sotto l’Art. 143 (con i rischi di cui al punto 1) o trattarli come ricavi commerciali.

3. Il doppio binario IRES e IVA

Per completezza, è importante notare che mentre l’IRES (imposte dirette) subirà questa stretta già dal 2026, il comparto IVA ha beneficiato di una proroga ufficiale al 1° gennaio 2036. Questo significa che i corrispettivi dei corsi per i soci resteranno “fuori campo IVA” ancora per dieci anni, ma ai fini delle imposte dirette (IRES) la loro gestione diventerà molto più rischiosa per chi sceglie di non entrare nel Terzo Settore, poiché perderà lo “scudo” specifico dell’attuale Art. 148.

In sintesi, la “prudenza” che suggerisco deriva dal fatto che, dal 2026, l’Art. 143 resterà l’unica (e fragile) ancora di salvezza per le realtà fuori dal RUNTS, rendendo ogni scostamento contabile o ogni indizio di “organizzazione” un potenziale pericolo fiscale.

Per ulteriori approfondimenti ho creato un'apposita Guida sull'argomento per tutte le associazioni culturali non iscritte al RUNTS al seguente link.

Un caro saluto

Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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