Introduzione
Descrizione generale dell’argomento
L’Imposta sul Reddito delle Società (IRES) rappresenta uno degli aspetti fiscali più rilevanti per gli Enti del Terzo Settore (ETS). Questa guida offre un’analisi completa dell’applicazione dell’IRES agli ETS, esaminando la determinazione della base imponibile, le aliquote applicabili, le agevolazioni specifiche e gli adempimenti dichiarativi.
La Riforma del Terzo Settore ha introdotto significative novità in materia di imposizione diretta, con un sistema articolato che tiene conto della natura non commerciale degli ETS e delle loro peculiarità operative. Il Codice del Terzo Settore (CTS) ha previsto un regime fiscale specifico, che si affianca e in parte sostituisce quello generale previsto dal TUIR per gli enti non commerciali.
La corretta applicazione della disciplina IRES è fondamentale per ottimizzare il carico fiscale, garantire la conformità normativa e preservare le risorse da destinare alle finalità istituzionali dell’ente.
Importanza e rilevanza per gli enti del Terzo Settore
La comprensione della disciplina IRES è essenziale per gli ETS per molteplici ragioni:
- Ottimizzazione fiscale: Una corretta pianificazione consente di ridurre legittimamente il carico fiscale
- Conformità normativa: Garantisce il rispetto degli obblighi fiscali evitando sanzioni e contestazioni
- Pianificazione finanziaria: Permette di prevedere con maggiore accuratezza l’impatto fiscale sulle risorse dell’ente
- Accesso alle agevolazioni: Consente di beneficiare delle numerose agevolazioni previste per gli ETS
- Sostenibilità economica: Un’efficiente gestione fiscale contribuisce alla sostenibilità complessiva dell’ente
- Trasparenza verso stakeholder: Una corretta gestione fiscale rafforza la credibilità verso donatori e finanziatori
La Riforma ha introdotto un sistema più organico rispetto al passato, ma anche più complesso, che richiede un’attenta analisi delle diverse disposizioni applicabili.
A chi è destinata la guida
Questa guida è rivolta a:
- Amministratori e dirigenti di enti del Terzo Settore
- Tesorieri e responsabili amministrativi degli ETS
- Commercialisti e consulenti fiscali specializzati nel non profit
- Responsabili della pianificazione finanziaria delle organizzazioni non profit
- Professionisti che operano nel settore del Terzo Settore
- Studiosi e ricercatori interessati agli aspetti fiscali del non profit
- Funzionari pubblici che si occupano di controlli e verifiche sugli ETS
Come utilizzare la guida
Per un utilizzo ottimale di questa guida:
- Inizia dalla panoramica generale sulla disciplina IRES per gli ETS
- Approfondisci le sezioni specifiche relative alla tua tipologia di ente e alle attività svolte
- Consulta gli esempi pratici per verificare l’applicazione concreta dei principi esposti
- Utilizza le checklist per verificare la corretta applicazione della normativa
- Implementa gli strumenti operativi suggeriti per ottimizzare la gestione fiscale
- Verifica periodicamente l’aggiornamento della guida per eventuali novità normative
La guida è strutturata per consentire sia una lettura completa e sequenziale, sia una consultazione mirata di specifici argomenti di interesse.
Quadro Normativo
Riferimenti legislativi principali
Il quadro normativo relativo all’IRES per gli ETS si basa principalmente su:
- D.P.R. 917/1986 (TUIR), in particolare:
- Art. 73: Soggetti passivi
- Art. 75: Base imponibile
- Art. 76-142: Determinazione della base imponibile
- Artt. 143-149: Enti non commerciali residenti
- Art. 150: ONLUS
- D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), in particolare:
- Art. 79: Disposizioni in materia di imposte sui redditi
- Art. 80: Regime forfetario degli ETS non commerciali
- Art. 84: Regime fiscale delle ODV
- Art. 85: Regime fiscale delle APS
- Art. 86: Regime forfetario per ODV e APS
- Art. 87: Obblighi contabili
- Art. 89: Coordinamento normativo
- D.Lgs. 112/2017 (Riforma dell’impresa sociale)
- Art. 18: Misure fiscali e di sostegno economico
- L. 398/1991
- Regime fiscale agevolato per associazioni sportive dilettantistiche
Decreti attuativi e regolamenti
Diversi decreti attuativi hanno completato il quadro normativo:
- D.M. 56/2023: Attività non commerciali ex art. 79, comma 2
- D.M. 107/2021: Criteri e limiti delle attività diverse
Circolari e prassi amministrativa
L’interpretazione ufficiale della normativa è fornita da:
- Circolare 19/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate: Chiarimenti sul regime fiscale degli ETS
- Circolare 6/E/2024 dell’Agenzia delle Entrate: Agevolazioni fiscali per gli ETS
- Circolare 18/2018 dell’Agenzia delle Entrate: Regime fiscale ODV
- Circolare 12/E/2009 dell’Agenzia delle Entrate: Determinazione reddito enti non commerciali
Giurisprudenza rilevante
Alcune sentenze hanno contribuito a chiarire aspetti controversi:
- Sentenza Cassazione 23329/2023: Criteri per la qualifica di ente non commerciale
- Sentenza Cassazione 15492/2022: Onere della prova nella contestazione della qualifica di ente non commerciale
- Sentenza Cassazione 4657/2021: Prevalenza dell’attività commerciale
- Sentenza Cassazione 22578/2019: Requisiti formali e sostanziali per la qualifica di ente non commerciale
Aspetti Teorici
Definizioni e concetti chiave
IRES
L’Imposta sul Reddito delle Società (IRES) è un’imposta diretta, personale e proporzionale che colpisce il reddito complessivo netto dei soggetti passivi, tra cui gli enti non commerciali e gli ETS.
Soggetti passivi
Ai sensi dell’art. 73, comma 1, lett. c) del TUIR, sono soggetti passivi IRES gli enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale.
Base imponibile
Per gli enti non commerciali, la base imponibile IRES è costituita dalla somma dei redditi fondiari, di capitale, d’impresa e diversi, ovunque prodotti e quale ne sia la destinazione, ad esclusione dei redditi esenti e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva.
Reddito complessivo
Il reddito complessivo degli enti non commerciali è determinato secondo le disposizioni dell’art. 143 del TUIR, con regole specifiche per gli ETS previste dall’art. 79 del CTS.
Attività commerciale e non commerciale
La distinzione tra attività commerciale e non commerciale è fondamentale per la determinazione della base imponibile:
- Attività commerciale: attività che presenta i requisiti dell’art. 55 del TUIR
- Attività non commerciale: attività che non presenta tali requisiti o è decommercializzata per espressa previsione normativa
Regimi forfetari
I regimi forfetari sono sistemi semplificati di determinazione del reddito imponibile che prevedono l’applicazione di coefficienti di redditività ai ricavi, senza considerare analiticamente i costi effettivamente sostenuti.
Principi generali
Tassazione per categorie di reddito
Gli enti non commerciali sono tassati secondo il principio della tassazione per categorie di reddito, a differenza degli enti commerciali che sono tassati unitariamente sul reddito d’impresa.
Principio di cassa e competenza
La determinazione dei redditi segue regole diverse a seconda della categoria:
- Redditi fondiari: principio di competenza
- Redditi di capitale: principio di cassa
- Redditi d’impresa: principio di competenza
- Redditi diversi: principio di cassa o competenza a seconda della tipologia
Principio di inerenza
I costi sono deducibili solo se inerenti all’attività da cui derivano i ricavi imponibili. Per gli enti non commerciali, questo principio si applica principalmente ai redditi d’impresa.
Principio di competenza territoriale
Sono soggetti a tassazione in Italia i redditi ovunque prodotti dagli enti residenti, salvo quanto previsto dalle convenzioni contro le doppie imposizioni.
Principio di non distribuzione degli utili
Gli ETS devono destinare eventuali utili o avanzi di gestione allo svolgimento dell’attività statutaria o ad incremento del patrimonio, principio che si riflette anche nel trattamento fiscale.
Evoluzione normativa
La disciplina IRES per gli enti non profit ha subito una significativa evoluzione:
Prima della Riforma del Terzo Settore
- Tassazione degli enti non commerciali secondo le regole generali del TUIR
- Regime agevolato per le ONLUS (art. 150 TUIR)
- Regimi specifici per ODV e APS
- Regime forfetario ex art. 145 TUIR per enti non commerciali minori
Con la Riforma del Terzo Settore
- Introduzione di criteri specifici di non commercialità per gli ETS (art. 79 CTS)
- Nuovo regime forfetario ex art. 80 CTS per tutti gli ETS
- Regime forfetario ex art. 86 CTS specifico per ODV e APS
- Coordinamento con i regimi preesistenti
Regime transitorio
- Efficacia differita delle disposizioni fiscali del CTS
- Necessità di autorizzazione della Commissione Europea
- Coesistenza temporanea di vecchi e nuovi regimi
Interpretazioni ufficiali
Le principali interpretazioni ufficiali hanno chiarito:
Circolare 19/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate
- Criteri di non commercialità specifici per gli ETS
- Modalità di determinazione della base imponibile
- Applicabilità dei regimi forfetari
- Coordinamento tra disciplina TUIR e disciplina CTS
Circolare 12/E/2009 dell’Agenzia delle Entrate
- Determinazione del reddito degli enti non commerciali
- Criteri di deducibilità dei costi
- Gestione delle perdite fiscali
Aspetti Pratici
Determinazione della base imponibile
Regole generali per gli enti non commerciali
La base imponibile IRES per gli enti non commerciali è determinata dalla somma delle seguenti categorie di reddito:
- Redditi fondiari:
- Redditi dei terreni (dominicale e agrario)
- Redditi dei fabbricati
- Determinati secondo le regole ordinarie del TUIR
- Redditi di capitale:
- Interessi, dividendi, proventi da partecipazioni
- Generalmente soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o imposta sostitutiva
- In alcuni casi concorrono alla formazione del reddito complessivo
- Redditi d’impresa:
- Derivanti dall’esercizio di attività commerciali
- Determinati secondo le regole ordinarie del reddito d’impresa
- Necessità di contabilità separata
- Redditi diversi:
- Plusvalenze, redditi occasionali, altri redditi non classificabili nelle categorie precedenti
- Determinati secondo le regole specifiche per ciascuna tipologia
Regole specifiche per gli ETS
Per gli ETS, l’art. 79 del CTS prevede regole specifiche:
- Attività di interesse generale non commerciali:
- Non concorrono alla formazione del reddito
- Sono considerate non commerciali quando svolte a titolo gratuito o con corrispettivi non superiori ai costi effettivi
- Attività di interesse generale commerciali:
- Concorrono alla formazione del reddito d’impresa
- Possibilità di optare per i regimi forfetari
- Attività diverse:
- Sempre considerate commerciali
- Concorrono alla formazione del reddito d’impresa
- Possibilità di optare per i regimi forfetari
- Raccolte fondi occasionali:
- Non imponibili se conformi all’art. 7 CTS
- Necessità di rendicontazione specifica
Determinazione analitica del reddito d’impresa
Per le attività commerciali, il reddito d’impresa è determinato:
- In regime ordinario:
- Differenza tra ricavi e costi inerenti
- Applicazione delle regole del TUIR per le imprese
- Necessità di contabilità separata
- Componenti positivi:
- Ricavi dalle vendite e prestazioni
- Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
- Altri ricavi e proventi
- Plusvalenze patrimoniali
- Sopravvenienze attive
- Componenti negativi:
- Acquisti di beni e servizi
- Costi per il personale
- Ammortamenti e svalutazioni
- Oneri diversi di gestione
- Minusvalenze patrimoniali
- Sopravvenienze passive
- Criteri di deducibilità:
- Inerenza all’attività commerciale
- Competenza temporale
- Certezza e determinabilità
- Limiti specifici per alcune tipologie di spese
Determinazione forfetaria del reddito
Gli ETS possono optare per regimi forfetari:
- Regime ex art. 80 CTS:
- Applicabile a tutti gli ETS non commerciali
- Coefficienti di redditività differenziati:
- 7% per prestazioni di servizi
- 5% per altre attività
- Limite di ricavi: 130.000 euro
- Regime ex art. 86 CTS:
- Riservato a ODV e APS
- Coefficiente di redditività del 3%
- Limite di ricavi: 130.000 euro
- Regime L. 398/91:
- Applicabile ad ASD/SSD e, in alcuni casi, a pro loco e associazioni bandistiche
- Coefficiente di redditività del 3%
- Limite di ricavi: 400.000 euro
Aliquote e calcolo dell’imposta
Aliquota ordinaria
L’aliquota IRES ordinaria è fissata al 24% del reddito imponibile.
Riduzioni di aliquota
Alcune categorie di enti beneficiano di riduzioni di aliquota:
- Enti di cui all’art. 6 del D.P.R. 601/1973:
- Riduzione al 12% (50% dell’aliquota ordinaria)
- Applicabile a specifiche categorie di enti (es. enti ospedalieri, enti di assistenza sociale)
- Disciplina oggetto di revisione
- Altre riduzioni specifiche:
- Previste da normative settoriali
- Soggette a limitazioni e condizioni particolari
Calcolo dell’imposta
Il calcolo dell’IRES segue questi passaggi:
- Determinazione del reddito complessivo:
- Somma delle diverse categorie di reddito
- Sottrazione delle perdite fiscali pregresse (nei limiti previsti)
- Applicazione delle deduzioni:
- Deduzioni specifiche per gli ETS
- Altre deduzioni previste dal TUIR
- Determinazione della base imponibile:
- Reddito complessivo meno deduzioni
- Calcolo dell’imposta lorda:
- Base imponibile × aliquota applicabile
- Applicazione delle detrazioni:
- Detrazioni specifiche per gli ETS
- Altre detrazioni previste dal TUIR
- Determinazione dell’imposta netta:
- Imposta lorda meno detrazioni
- Calcolo del saldo:
- Imposta netta meno acconti versati e ritenute subite
Agevolazioni fiscali specifiche
Decommercializzazione di attività specifiche
Alcune attività sono considerate non commerciali per espressa previsione normativa:
- Per tutti gli ETS (art. 79 CTS):
- Attività di interesse generale svolte a titolo gratuito
- Attività di interesse generale con corrispettivi non superiori ai costi effettivi
- Raccolte fondi occasionali
- Contributi pubblici per lo svolgimento di attività di interesse generale
- Per le ODV (art. 84 CTS):
- Attività di interesse generale verso associati, familiari e terzi
- Cessioni di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito
- Cessioni di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari
- Attività di somministrazione alimenti e bevande in occasione di eventi
- Per le APS (art. 85 CTS):
- Attività verso associati, familiari e terzi in conformità alle finalità istituzionali
- Somministrazione di alimenti e bevande presso sedi dell’associazione
- Organizzazione di viaggi e soggiorni turistici
- Cessione di pubblicazioni verso associati e familiari
Esclusioni dalla base imponibile
Non concorrono alla formazione della base imponibile:
- Fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche occasionali
- Contributi per lo svolgimento di attività di interesse generale
- Quote associative
- Apporti in denaro o natura a fondo perduto
- Liberalità erogate da persone fisiche, enti o società
- Corrispettivi che non eccedono i costi effettivi per attività di interesse generale
Deduzioni e detrazioni specifiche
Gli ETS beneficiano di specifiche agevolazioni:
- Deducibilità delle erogazioni liberali:
- Deducibilità dal reddito complessivo nel limite del 10% del reddito dichiarato (art. 83, c. 2 CTS)
- Possibilità di riportare l’eccedenza nei periodi d’imposta successivi fino al quarto
- Detrazioni per erogazioni liberali:
- Detrazione del 30% per erogazioni liberali in denaro o in natura (art. 83, c. 1 CTS)
- Detrazione del 35% per erogazioni liberali a favore di ODV
- Social Bonus:
- Credito d’imposta per erogazioni liberali destinate a progetti di recupero di immobili pubblici inutilizzati (art. 81 CTS)
- Misura del credito: 65% per persone fisiche, 50% per enti e società
Obblighi contabili e dichiarativi
Contabilità separata
Gli enti non commerciali che svolgono anche attività commerciale devono:
- Tenere una contabilità separata per l’attività commerciale
- Distinguere costi promiscui con criteri oggettivi
- Adottare un piano dei conti che permetta la distinzione tra attività istituzionale e commerciale
- Conservare la documentazione a supporto delle registrazioni contabili
Regimi contabili
Gli ETS possono adottare diversi regimi contabili:
- Regime ordinario:
- Obbligatorio per enti con ricavi commerciali superiori a 400.000 euro (prestazioni di servizi) o 700.000 euro (altre attività)
- Tenuta di libro giornale, libro inventari, registri IVA, scritture ausiliarie
- Regime semplificato:
- Per enti con ricavi commerciali inferiori alle soglie del regime ordinario
- Tenuta dei registri IVA integrati con i componenti non soggetti a registrazione IVA
- Regime forfetario ex art. 80 CTS:
- Per ETS con ricavi commerciali fino a 130.000 euro
- Esonero dalla tenuta delle scritture contabili (salvo registri IVA)
- Regime forfetario ex art. 86 CTS:
- Per ODV e APS con ricavi commerciali fino a 130.000 euro
- Esonero dalla tenuta delle scritture contabili (salvo registri IVA)
Dichiarazione dei redditi
Gli ETS devono presentare:
- Modello REDDITI ENC:
- Dichiarazione dei redditi per enti non commerciali
- Compilazione dei quadri relativi alle diverse categorie di reddito
- Quadri specifici:
- Quadro RG: reddito d’impresa in contabilità semplificata
- Quadro RF: reddito d’impresa in contabilità ordinaria
- Quadro RS: prospetti comuni e dati specifici
- Quadro RN: determinazione dell’IRES
- Termini di presentazione:
- Entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta
Certificazioni e comunicazioni
Ulteriori adempimenti includono:
- Certificazione Unica per compensi a dipendenti e autonomi
- Modello 770 per ritenute operate
- Comunicazione delle erogazioni liberali ricevute
- Rendicontazione 5 per mille (se beneficiari)
Casi Pratici ed Esempi
Esempio 1: ETS con attività non commerciale
Un’associazione culturale ETS svolge esclusivamente attività di interesse generale (corsi di formazione) con corrispettivi che non superano i costi effettivi.
- Ricavi da corsi: 50.000€
- Costi effettivi: 52.000€
- Qualificazione: Attività non commerciale (corrispettivi < costi)
- Base imponibile IRES: 0€ (nessun reddito commerciale)
- IRES dovuta: 0€
Esempio 2: ETS con attività commerciale in regime ordinario
Un’associazione culturale ETS svolge attività di interesse generale (corsi di formazione) con corrispettivi che superano i costi effettivi.
- Ricavi da corsi: 80.000€
- Costi effettivi: 70.000€
- Qualificazione: Attività commerciale (corrispettivi > costi)
- Base imponibile IRES: 10.000€ (80.000€ – 70.000€)
- IRES dovuta: 2.400€ (10.000€ × 24%)
Esempio 3: ETS con regime forfetario ex art. 80 CTS
Un’associazione culturale ETS svolge attività di interesse generale (corsi di formazione) con corrispettivi che superano i costi effettivi e opta per il regime forfetario.
- Ricavi da corsi: 80.000€
- Qualificazione: Attività commerciale (prestazione di servizi)
- Coefficiente di redditività: 7%
- Base imponibile IRES: 5.600€ (80.000€ × 7%)
- IRES dovuta: 1.344€ (5.600€ × 24%)
Esempio 4: ODV con regime forfetario ex art. 86 CTS
Un’ODV svolge attività commerciali connesse alle finalità istituzionali e opta per il regime forfetario specifico.
- Ricavi commerciali: 100.000€
- Coefficiente di redditività: 3%
- Base imponibile IRES: 3.000€ (100.000€ × 3%)
- IRES dovuta: 720€ (3.000€ × 24%)
Esempio 5: ETS con redditi di diverse categorie
Un ETS possiede un immobile locato e svolge attività commerciale.
- Reddito da fabbricati: 12.000€
- Reddito d’impresa: 8.000€
- Base imponibile IRES: 20.000€ (12.000€ + 8.000€)
- IRES dovuta: 4.800€ (20.000€ × 24%)
Strategie di Ottimizzazione Fiscale
Pianificazione delle attività
Strategie per ottimizzare il carico fiscale:
- Analisi preventiva della commercialità:
- Valutare l’impatto fiscale delle diverse attività
- Strutturare le attività per rispettare i criteri di non commercialità
- Separazione delle attività:
- Distinguere chiaramente attività istituzionali e commerciali
- Valutare l’opportunità di costituire enti separati per attività commerciali significative
- Pianificazione dei corrispettivi:
- Determinare i corrispettivi in modo da non superare i costi effettivi per le attività di interesse generale
- Documentare adeguatamente i costi effettivi
- Gestione delle attività diverse:
- Rispettare i limiti di secondarietà e strumentalità
- Monitorare costantemente il rapporto tra attività diverse e attività di interesse generale
Scelta del regime fiscale
Valutazioni per la scelta del regime più conveniente:
- Regime ordinario vs. forfetario:
- Analisi comparativa dei risultati fiscali nei diversi regimi
- Considerazione dei costi amministrativi e degli obblighi contabili
- Regime ex art. 80 CTS:
- Vantaggioso per attività con margini elevati
- Semplificazione degli adempimenti
- Regime ex art. 86 CTS:
- Specifico per ODV e APS
- Particolarmente vantaggioso per il coefficiente ridotto (3%)
- Regime L. 398/91:
- Valutazione della convenienza per ASD/SSD
- Considerazione del limite di ricavi più elevato (400.000€)
Gestione delle agevolazioni
Strategie per massimizzare i benefici fiscali:
- Erogazioni liberali:
- Promuovere le donazioni evidenziando i benefici fiscali per i donatori
- Rilasciare corretta documentazione per la deducibilità/detraibilità
- Social Bonus:
- Valutare progetti di recupero di immobili pubblici
- Strutturare campagne di raccolta fondi specifiche
- Contributi pubblici:
- Monitorare bandi e opportunità di finanziamento
- Verificare la non commercialità dei contributi ricevuti
- Cinque per mille:
- Ottimizzare le campagne di promozione
- Rendicontare correttamente l’utilizzo dei fondi
Gestione delle perdite fiscali
Strategie per l’utilizzo delle perdite:
- Riporto delle perdite:
- Le perdite fiscali possono essere riportate nei periodi d’imposta successivi
- Per gli enti non commerciali, le perdite da attività commerciale possono essere utilizzate solo in compensazione di redditi della stessa categoria
- Pianificazione temporale:
- Valutare l’opportunità di anticipare o posticipare componenti di reddito
- Considerare l’impatto delle perdite sulla determinazione degli acconti
Strumenti Operativi
Checklist per la determinazione dell’IRES
Una checklist per verificare la corretta determinazione dell’IRES:
- Qualificazione delle attività:
- Identificazione delle attività di interesse generale
- Verifica dei criteri di commercialità
- Classificazione delle attività diverse
- Determinazione dei redditi:
- Calcolo dei redditi fondiari
- Calcolo dei redditi di capitale
- Calcolo dei redditi d’impresa
- Calcolo dei redditi diversi
- Scelta del regime fiscale:
- Verifica dei requisiti per i regimi forfetari
- Analisi di convenienza tra i diversi regimi
- Calcolo dell’imposta:
- Determinazione della base imponibile
- Applicazione delle deduzioni e detrazioni
- Calcolo dell’imposta lorda e netta
- Verifiche finali:
- Controllo della documentazione a supporto
- Verifica della correttezza formale della dichiarazione
- Controllo dei termini di versamento
Modello di calcolo comparativo dei regimi fiscali
Un foglio di calcolo per confrontare i diversi regimi:
- Inserimento dei dati di ricavi e costi per attività
- Calcolo automatico del reddito nei diversi regimi (ordinario, art. 80 CTS, art. 86 CTS, L. 398/91)
- Confronto dell’imposta dovuta nei diversi scenari
- Evidenziazione del regime più conveniente
Schema di monitoraggio della commercialità
Uno schema per tracciare i parametri di commercialità:
- Elenco delle attività svolte con classificazione (interesse generale/diverse)
- Rilevazione mensile/trimestrale di ricavi e costi per attività
- Calcolo del rapporto ricavi/costi per le attività di interesse generale
- Calcolo della percentuale delle attività diverse rispetto al totale
- Segnalazione automatica di eventuali superamenti delle soglie
FAQ (Domande Frequenti)
- Un ETS deve sempre pagare l’IRES? No, un ETS paga l’IRES solo se produce redditi imponibili. Se svolge esclusivamente attività non commerciali o se, pur svolgendo attività commerciali, queste generano perdite fiscali, non sarà dovuta alcuna imposta.
- Come si determina se un’attività di interesse generale è commerciale o non commerciale? Un’attività di interesse generale è non commerciale quando è svolta a titolo gratuito o con corrispettivi che non superano i costi effettivi. Se i corrispettivi superano i costi effettivi, l’attività è considerata commerciale.
- Quali sono i vantaggi del regime forfetario ex art. 80 CTS? I principali vantaggi sono: semplificazione degli adempimenti contabili, determinazione forfetaria del reddito senza necessità di documentare analiticamente i costi, certezza del carico fiscale.
- Un ETS può avere contemporaneamente attività commerciali e non commerciali? Sì, un ETS può svolgere sia attività non commerciali (che non generano reddito imponibile) sia attività commerciali (che concorrono alla formazione della base imponibile IRES).
- Le perdite fiscali di un ETS possono essere riportate agli anni successivi? Sì, le perdite fiscali derivanti dall’esercizio di attività commerciali possono essere riportate nei periodi d’imposta successivi, ma possono essere utilizzate solo in compensazione di redditi della stessa categoria.
- Un ETS deve presentare la dichiarazione dei redditi anche se non ha redditi imponibili? Sì, gli ETS devono presentare la dichiarazione dei redditi (Modello REDDITI ENC) anche in assenza di redditi imponibili, per adempiere agli obblighi dichiarativi previsti dalla normativa.
- Come si applica l’IRES ai redditi di immobili di proprietà di un ETS? I redditi degli immobili di proprietà di un ETS concorrono alla formazione del reddito complessivo come redditi fondiari, salvo che l’immobile non sia utilizzato nell’esercizio di attività commerciale (nel qual caso il reddito confluisce nel reddito d’impresa) o che non sia esente in base a specifiche disposizioni.
- Quali sono le conseguenze fiscali della perdita della qualifica di ETS non commerciale? La perdita della qualifica comporta l’applicazione del regime fiscale degli enti commerciali, con tassazione unitaria di tutti i redditi come reddito d’impresa, perdita delle agevolazioni specifiche per gli ETS e obbligo di devoluzione del patrimonio incrementale.
Glossario
- CTS: Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).
- TUIR: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/1986).
- ETS: Ente del Terzo Settore.
- ODV: Organizzazione di Volontariato.
- APS: Associazione di Promozione Sociale.
- RUNTS: Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
- IRES: Imposta sul Reddito delle Società.
- Attività di interesse generale: Attività elencate nell’art. 5 del CTS.
- Attività diverse: Attività secondarie e strumentali rispetto a quelle di interesse generale (art. 6 CTS).
- Regime forfetario: Sistema di determinazione del reddito basato sull’applicazione di coefficienti di redditività ai ricavi.
- Coefficiente di redditività: Percentuale da applicare ai ricavi per determinare il reddito imponibile nei regimi forfetari.
- Decommercializzazione: Previsione normativa che considera non commerciale un’attività che altrimenti lo sarebbe.
- Contabilità separata: Obbligo di tenere una contabilità distinta per le attività commerciali svolte dagli enti non commerciali.
- Social Bonus: Credito d’imposta per erogazioni liberali destinate a progetti di recupero di immobili pubblici inutilizzati.
- Cinque per mille: Quota dell’IRPEF che i contribuenti possono destinare a enti non profit, tra cui gli ETS.