Presto i controlli sugli ETS iscritti al RUNTS: cosa prevede il D.M. 7 agosto 2025 e come prepararsi

Il Ministero del Lavoro avvia i controlli triennali sugli ETS iscritti al RUNTS. Scopri cosa prevede il D.M. 7 agosto 2025 e come preparare il tuo ente.

Con l’entrata a regime della riforma fiscale dal 2026 e il perfezionamento del quadro di vigilanza sul Terzo settore, per gli enti iscritti al RUNTS si apre una nuova stagione: quella dei controlli programmati.
Nel convegno “Il ruolo dei professionisti nella riforma del Terzo settore”, tenutosi a Firenze l’11 maggio 2026, è stato anticipato che il Ministero del Lavoro sta predisponendo i primi piani di verifica sugli enti iscritti al Registro unico del Terzo settore.

Per i professionisti e per gli stessi ETS è il momento di verificare con attenzione assetti, adempimenti e coerenza tra statuto, attività effettiva e iscrizione nel RUNTS, per farsi trovare pronti ai controlli.


Il D.M. 7 agosto 2025: il tassello che mancava

Il quadro dei controlli sugli ETS è stato definito dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 7 agosto 2025, n. 125, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre 2025.

Il decreto dà attuazione agli articoli 93 e 96 del Codice del Terzo settore e definisce in modo organico:

  • le forme dei controlli (ordinari e straordinari)
  • i contenuti (che cosa viene verificato sugli enti)
  • i termini e le modalità di esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e monitoraggio da parte del Ministero e degli Uffici del RUNTS.

L’articolo 1 del decreto chiarisce che i controlli sono svolti “nell’interesse pubblico e a tutela della funzione sociale svolta dagli enti”, sottolineando che l’obiettivo non è solo “repressivo”, ma di presidio complessivo della correttezza del sistema.


Quali ETS saranno controllati

Il D.M. 7 agosto 2025 precisa che sono sottoposti ai controlli gli ETS iscritti in specifiche sezioni del RUNTS. In particolare, rientrano nell’ambito del decreto gli enti iscritti nelle sezioni:

  • a) Organizzazioni di volontariato (ODV)
  • b) Associazioni di promozione sociale (APS)
  • c) Enti filantropici
  • e) Altri enti del Terzo settore
  • g) Reti associative.

Sono quindi esclusi, ad esempio, gli enti non ETS e gli enti non iscritti al RUNTS, che continuano a rispondere alle regole proprie della loro forma giuridica e delle eventuali discipline speciali (sport dilettantistico, enti religiosi, ecc.).


Tipologie di controlli: ordinari e straordinari

Il decreto distingue nettamente tra controlli ordinari e controlli straordinari.

  • I controlli ordinari sono quelli programmati, collegati alla revisione periodica prevista dall’articolo 51 del Codice del Terzo settore e dall’articolo 21 del D.M. 106/2020: devono essere svolti con cadenza triennale sugli ETS rientranti nell’ambito del decreto.
  • I controlli straordinari sono disposti in presenza di specifiche esigenze (es. segnalazioni, anomalie rilevate dagli Uffici RUNTS o da altre amministrazioni) e possono concentrarsi su singoli enti o situazioni particolari.

Per i professionisti questo significa che, al di là di eventuali situazioni “critiche”, ogni ETS “in bonis” deve comunque attendersi una verifica programmata nel corso del triennio.


La programmazione triennale e il 55% nel primo triennio

Un elemento pratico importante riguarda la programmazione dei controlli ordinari:

  • entro il 31 marzo di ogni anno, ciascun soggetto responsabile (Ministero, Uffici RUNTS, soggetti autorizzati) deve definire il programma dei controlli ordinari di propria competenza per il successivo triennio e caricarlo sulla piattaforma RUNTS;
  • nel primo triennio di applicazione del decreto, i controlli ordinari dovranno riguardare almeno il 55% degli ETS iscritti nelle sezioni interessate del RUNTS.

In altre parole: non tutti i 140.000 enti iscritti saranno controllati subito, ma più della metà lo saranno già nel primo triennio. È quindi realistico aspettarsi che molti ETS vengano selezionati in tempi relativamente brevi, anche sulla base di criteri di rischio o di dimensione che saranno definiti nei programmi annuali.


Che cosa viene controllato sugli ETS

Il D.M. 7 agosto 2025 indica tre grandi aree oggetto di verifica. I controlli servono ad accertare:

  1. La sussistenza e permanenza dei requisiti necessari all’iscrizione nel RUNTS
    • coerenza tra forma giuridica, sezione RUNTS e attività svolte
    • rispetto dei requisiti specifici per ODV, APS, enti filantropici, ecc.
  2. Il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale
    • prevalenza delle attività di interesse generale
    • eventuale presenza di attività diverse nei limiti e alle condizioni previste dal Codice del Terzo settore.
  3. L’adempimento degli obblighi derivanti dall’iscrizione nel RUNTS
    • corretta tenuta e deposito dei bilanci
    • pubblicità degli atti e delle informazioni obbligatorie (es. pubblicazione bilancio, bilancio sociale ove dovuto)
    • rispetto degli obblighi di trasparenza e delle regole su volontari, lavoratori e organi sociali.

Su questi fronti, il decreto costituisce una vera e propria “griglia di controllo” per gli uffici RUNTS e per i soggetti autorizzati, ma è anche una checklist per i professionisti che assistono gli enti.


Chi effettua materialmente i controlli

Il sistema è duale: prevede sia l’intervento diretto degli Uffici RUNTS, sia quello di soggetti autorizzati.

  • Gli Uffici del RUNTS (regionali/provinciali) sono responsabili dei controlli sugli enti non “affiliati” a reti o soggetti autorizzati.
  • I soggetti autorizzati (come le reti associative e, in prospettiva, altri soggetti accreditati) effettuano i controlli sugli ETS ad essi aderenti, secondo quanto risulta dalle informazioni presenti nel RUNTS; di tale autorizzazione viene data evidenza pubblica direttamente nel Registro.

Questa impostazione rende ancora più rilevante il ruolo delle reti associative e dei soggetti intermedi, che diventano di fatto “primo presidio” di vigilanza sugli enti collegati.


Cosa dovrebbero fare subito gli ETS (e i loro consulenti)

In attesa dei primi calendari operativi, è opportuno che ETS e professionisti inizino da subito a fare una revisione interna degli assetti, con un approccio proattivo. Alcuni passi pratici:

  1. Verificare la correttezza dell’iscrizione nel RUNTS
    • sezione corretta (ODV, APS, Altri ETS, ecc.)
    • corrispondenza tra statuto depositato e attività effettivamente svolte.
  2. Controllare la prevalenza delle attività di interesse generale e la gestione delle attività diverse
    • ricostruire i flussi economici per capire se le attività diverse sono effettivamente “secondarie e strumentali” rispetto a quelle di interesse generale, come richiesto dal CTS
    • verificare la coerenza con le politiche di impiego degli utili e delle risorse.
  3. Verificare organi sociali, volontari e lavoratori
    • corretta composizione e funzionamento degli organi, nel rispetto delle regole di democraticità e partecipazione
    • esistenza e aggiornamento del registro dei volontari dove obbligatorio
    • rapporto tra volontari, associati e lavoratori retribuiti, in linea con i limiti previsti per alcune tipologie di enti (es. APS).
  4. Rivedere bilanci e obblighi di trasparenza
    • verificare che bilanci e, ove richiesto, bilancio sociale siano predisposti secondo gli schemi ministeriali e regolarmente depositati
    • controllare l’adempimento degli obblighi di pubblicità sul sito (contributi pubblici, compensi a organi sociali, ecc.).

Per molti enti, una checklist strutturata e un lavoro di “bonifica” preventiva sugli ultimi esercizi possono ridurre sensibilmente il rischio di contestazioni in sede di controllo.


Il ruolo strategico dei commercialisti del Terzo settore

Il convegno di Firenze del 2026 ha sottolineato proprio questo punto: nella fase attuale della riforma, il ruolo dei professionisti (commercialisti in primis) non è più solo quello di “tenere la contabilità” ma di aiutare gli enti a stare dentro il perimetro corretto della riforma, sia civilistica che fiscale.

Con l’avvio dei controlli programmati, chi assiste ETS deve:

  • conoscere bene il D.M. 7 agosto 2025 e le sue implicazioni pratiche
  • impostare procedure interne di verifica periodica (checklist RUNTS, bilanci, attività diverse)
  • accompagnare gli enti in eventuali percorsi di adeguamento (statuti, riclassificazione attività, revisione dei rapporti di lavoro e volontariato).
Se vuoi verificare se il tuo ente è strutturato correttamente rispetto ai nuovi controlli (RUNTS, attività diverse, rapporti con volontari e lavoratori), puoi utilizzare gli strumenti gratuiti disponibili nella sezione del mio sito oppure contattarmi per una consulenza dedicata.
Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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