Introduzione
Le operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, trasformazioni) rappresentano momenti cruciali nella vita degli Enti del Terzo Settore (ETS), consentendo riorganizzazioni strutturali finalizzate all’efficientamento gestionale, all’ottimizzazione delle risorse e al potenziamento dell’impatto sociale. La Riforma del Terzo Settore ha introdotto importanti novità in materia, prevedendo un regime fiscale specifico per queste operazioni.
Questa guida analizza in modo dettagliato gli aspetti fiscali delle operazioni straordinarie nel contesto degli ETS, con particolare attenzione alle implicazioni tributarie, agli adempimenti necessari e alle opportunità di pianificazione fiscale. L’obiettivo è fornire un quadro completo e aggiornato che possa orientare gli enti nelle scelte strategiche di riorganizzazione.
A chi è destinata la guida
- Amministratori e dirigenti di Enti del Terzo Settore
- Responsabili amministrativi e finanziari di organizzazioni non profit
- Commercialisti e consulenti fiscali specializzati nel Terzo Settore
- Notai e professionisti coinvolti in operazioni straordinarie
- Studiosi e ricercatori del settore non profit
1. Quadro Normativo di Riferimento
Fonti normative principali
- Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017): in particolare l’art. 42 (trasformazione, fusione e scissione) e l’art. 83 (regime fiscale)
- Codice Civile: artt. 2498-2506-quater (disciplina generale delle operazioni straordinarie)
- D.P.R. 917/1986 (TUIR): artt. 172-173 (fusioni e scissioni) e art. 170 (trasformazioni)
- D.Lgs. 112/2017: per le operazioni straordinarie che coinvolgono imprese sociali
- Circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate: in particolare la Circolare n. 18/E del 2018
Principi generali
Il regime fiscale delle operazioni straordinarie negli ETS si basa su alcuni principi fondamentali:
- Neutralità fiscale: le operazioni straordinarie tra ETS sono generalmente fiscalmente neutrali
- Continuità dei valori fiscali: i beni trasferiti mantengono i valori fiscalmente riconosciuti
- Mantenimento delle agevolazioni: le agevolazioni fiscali si trasferiscono all’ente risultante dall’operazione, a condizione che permangano i requisiti soggettivi e oggettivi
- Vincolo di destinazione: il patrimonio deve mantenere la destinazione a finalità di interesse generale
2. Fusioni tra Enti del Terzo Settore
Tipologie di fusione
Fusione propria
- Definizione: due o più enti si fondono dando vita a un nuovo ente
- Caratteristiche: estinzione degli enti originari e costituzione di un nuovo soggetto giuridico
- Esempio: due associazioni (A e B) si fondono creando una nuova associazione (C)
Fusione per incorporazione
- Definizione: un ente (incorporante) assorbe uno o più enti (incorporati)
- Caratteristiche: estinzione degli enti incorporati e sopravvivenza dell’ente incorporante
- Esempio: un’associazione (A) incorpora un’altra associazione (B)
Regime fiscale ai fini delle imposte dirette
Neutralità fiscale
La fusione tra ETS è fiscalmente neutrale ai sensi dell’art. 172 del TUIR, applicabile anche agli enti non commerciali in virtù del rinvio operato dall’art. 144 del TUIR:
- I maggiori valori iscritti in bilancio per effetto della fusione non sono imponibili
- Le riserve in sospensione d’imposta si trasferiscono all’ente risultante dalla fusione
- Le perdite fiscali degli enti partecipanti possono essere riportate con le limitazioni previste dall’art. 172, comma 7, del TUIR
Condizioni per la neutralità fiscale
- Gli enti partecipanti devono essere iscritti al RUNTS
- L’ente risultante dalla fusione deve mantenere la qualifica di ETS
- Il patrimonio deve mantenere la destinazione a finalità di interesse generale
Casi particolari
- Fusione tra ETS commerciali: si applicano integralmente le disposizioni dell’art. 172 del TUIR
- Fusione tra ETS non commerciali: la neutralità fiscale riguarda solo eventuali beni relativi ad attività commerciali
- Fusione tra ETS con regimi fiscali diversi: l’ente risultante dalla fusione adotta il regime fiscale corrispondente alla propria natura e attività
Regime fiscale ai fini delle imposte indirette
Imposta di registro
- Atto di fusione: imposta in misura fissa (200 euro) ai sensi dell’art. 82, comma 3, del CTS
- Atti preparatori e conseguenti: imposta in misura fissa se direttamente connessi all’operazione di fusione
Imposte ipotecaria e catastale
- Applicabili in misura fissa (200 euro ciascuna) per i trasferimenti immobiliari conseguenti alla fusione, ai sensi dell’art. 82, comma 4, del CTS
IVA
- La fusione non costituisce operazione rilevante ai fini IVA, in quanto non configura una cessione di beni o una prestazione di servizi
- L’ente risultante dalla fusione subentra in tutti gli obblighi e i diritti IVA degli enti fusi
Adempimenti procedurali e documentali
Fase preliminare
- Delibera del progetto di fusione da parte degli organi competenti degli enti partecipanti
- Redazione del progetto di fusione contenente:
- Denominazione, forma giuridica e sede degli enti partecipanti
- Atto costitutivo e statuto dell’ente risultante dalla fusione
- Data di efficacia della fusione
- Trattamento riservato a particolari categorie di associati/membri
- Deposito del progetto presso le sedi degli enti e pubblicazione sul sito web
Fase deliberativa
- Delibera di fusione da parte delle assemblee degli enti partecipanti
- Periodo di opposizione dei creditori (60 giorni dalla pubblicazione)
- Atto di fusione redatto da notaio
Adempimenti fiscali
- Dichiarazione dei redditi degli enti fusi/incorporati per il periodo compreso tra l’inizio del periodo d’imposta e la data di efficacia della fusione
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’operazione di fusione
- Voltura catastale per gli immobili trasferiti
- Aggiornamento della posizione IVA
3. Scissioni di Enti del Terzo Settore
Tipologie di scissione
Scissione totale
- Definizione: un ente si scinde integralmente in due o più enti preesistenti o di nuova costituzione
- Caratteristiche: estinzione dell’ente scisso e trasferimento dell’intero patrimonio
- Esempio: un’associazione (A) si scinde dando vita a due nuove associazioni (B e C)
Scissione parziale
- Definizione: un ente trasferisce parte del proprio patrimonio a uno o più enti preesistenti o di nuova costituzione
- Caratteristiche: sopravvivenza dell’ente scisso e trasferimento parziale del patrimonio
- Esempio: un’associazione (A) trasferisce parte del suo patrimonio a una nuova associazione (B)
Regime fiscale ai fini delle imposte dirette
Neutralità fiscale
La scissione tra ETS è fiscalmente neutrale ai sensi dell’art. 173 del TUIR, applicabile anche agli enti non commerciali:
- I maggiori valori iscritti in bilancio per effetto della scissione non sono imponibili
- Le riserve in sospensione d’imposta si trasferiscono agli enti beneficiari in proporzione al patrimonio netto trasferito
- Le perdite fiscali dell’ente scisso si trasferiscono agli enti beneficiari in proporzione al patrimonio netto trasferito
Condizioni per la neutralità fiscale
- Gli enti partecipanti devono essere iscritti al RUNTS
- Gli enti beneficiari devono mantenere la qualifica di ETS
- Il patrimonio trasferito deve mantenere la destinazione a finalità di interesse generale
Casi particolari
- Scissione con beneficiaria preesistente: la neutralità fiscale si applica solo se non si realizza un’operazione elusiva
- Scissione non proporzionale: richiede particolare attenzione per evitare contestazioni di elusività
- Scissione con trasferimento di ramo d’azienda commerciale: si applicano le disposizioni specifiche dell’art. 173 del TUIR
Regime fiscale ai fini delle imposte indirette
Imposta di registro
- Atto di scissione: imposta in misura fissa (200 euro) ai sensi dell’art. 82, comma 3, del CTS
- Atti preparatori e conseguenti: imposta in misura fissa se direttamente connessi all’operazione di scissione
Imposte ipotecaria e catastale
- Applicabili in misura fissa (200 euro ciascuna) per i trasferimenti immobiliari conseguenti alla scissione, ai sensi dell’art. 82, comma 4, del CTS
IVA
- La scissione non costituisce operazione rilevante ai fini IVA
- Gli enti beneficiari subentrano negli obblighi e nei diritti IVA dell’ente scisso relativamente ai beni e ai rapporti giuridici trasferiti
Adempimenti procedurali e documentali
Fase preliminare
- Delibera del progetto di scissione da parte degli organi competenti degli enti partecipanti
- Redazione del progetto di scissione contenente:
- Denominazione, forma giuridica e sede degli enti partecipanti
- Elementi patrimoniali da trasferire a ciascun ente beneficiario
- Criteri di attribuzione delle quote/posizioni agli associati/membri dell’ente scisso
- Data di efficacia della scissione
- Deposito del progetto presso le sedi degli enti e pubblicazione sul sito web
Fase deliberativa
- Delibera di scissione da parte delle assemblee degli enti partecipanti
- Periodo di opposizione dei creditori (60 giorni dalla pubblicazione)
- Atto di scissione redatto da notaio
Adempimenti fiscali
- Dichiarazione dei redditi dell’ente scisso per il periodo compreso tra l’inizio del periodo d’imposta e la data di efficacia della scissione (in caso di scissione totale)
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’operazione di scissione
- Voltura catastale per gli immobili trasferiti
- Aggiornamento della posizione IVA
4. Trasformazioni di Enti del Terzo Settore
Tipologie di trasformazione
Trasformazione omogenea
- Definizione: trasformazione tra enti della stessa natura (es. da associazione a fondazione)
- Caratteristiche: mantenimento della soggettività giuridica e continuità patrimoniale
- Esempio: un’associazione ETS si trasforma in fondazione ETS
Trasformazione eterogenea
- Definizione: trasformazione tra enti di natura diversa (es. da società a ente non commerciale)
- Caratteristiche: cambio della natura giuridica con continuità patrimoniale
- Esempio: una società si trasforma in associazione ETS o viceversa
Regime fiscale ai fini delle imposte dirette
Trasformazione omogenea tra ETS
- Neutralità fiscale: la trasformazione non costituisce realizzo di plusvalenze o minusvalenze
- Continuità dei valori fiscali: i beni mantengono i valori fiscalmente riconosciuti
- Mantenimento delle agevolazioni: le agevolazioni fiscali si conservano se permangono i requisiti
Trasformazione eterogenea
- Da società a ETS: può configurare un’ipotesi di destinazione dei beni a finalità estranee all’esercizio d’impresa, con conseguente tassazione delle plusvalenze latenti (art. 171, comma 1, TUIR)
- Da ETS a società: può configurare un’ipotesi di conferimento dell’azienda, con conseguente tassazione delle plusvalenze latenti (art. 171, comma 2, TUIR)
- Eccezioni: la neutralità fiscale può essere riconosciuta in specifici casi previsti dalla normativa o dalla prassi
Regime fiscale ai fini delle imposte indirette
Imposta di registro
- Trasformazione omogenea tra ETS: imposta in misura fissa (200 euro) ai sensi dell’art. 82, comma 3, del CTS
- Trasformazione eterogenea: il regime dipende dalla natura dell’operazione e degli enti coinvolti
Imposte ipotecaria e catastale
- Trasformazione omogenea tra ETS: imposte in misura fissa (200 euro ciascuna) ai sensi dell’art. 82, comma 4, del CTS
- Trasformazione eterogenea: il regime dipende dalla natura dell’operazione e degli enti coinvolti
IVA
- La trasformazione non costituisce generalmente operazione rilevante ai fini IVA
- In caso di trasformazione eterogenea, possono emergere problematiche specifiche relative alla continuità della soggettività passiva IVA
Adempimenti procedurali e documentali
Fase deliberativa
- Delibera di trasformazione da parte dell’organo competente dell’ente
- Redazione dell’atto di trasformazione contenente il nuovo statuto
- Periodo di opposizione dei creditori (60 giorni dalla pubblicazione, in caso di trasformazione eterogenea)
- Atto di trasformazione redatto da notaio
Adempimenti fiscali
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’operazione di trasformazione
- Aggiornamento della posizione IVA
- Dichiarazione dei redditi relativa al periodo ante-trasformazione (in caso di trasformazione eterogenea)
- Iscrizione/cancellazione dal RUNTS a seconda dei casi
5. Operazioni Straordinarie Transfrontaliere
Fusioni e scissioni transfrontaliere
Quadro normativo
- Direttiva 2005/56/CE: recepita in Italia con il D.Lgs. 108/2008
- Regolamento (UE) 2015/848: relativo alle procedure di insolvenza transfrontaliere
- Normativa nazionale: applicabile in via residuale
Regime fiscale
- Neutralità fiscale: riconosciuta per le operazioni tra enti residenti in Stati membri dell’UE, a determinate condizioni
- Exit tax: possibile applicazione in caso di trasferimento di attivi all’estero
- Convenzioni contro le doppie imposizioni: da verificare per evitare fenomeni di doppia imposizione
Trasferimento di sede all’estero
Implicazioni fiscali
- Trasferimento in Stato UE/SEE: possibile neutralità fiscale a determinate condizioni
- Trasferimento in Stato extra-UE/SEE: generalmente considerato come cessazione dell’attività con conseguente tassazione delle plusvalenze latenti
- Mantenimento della qualifica di ETS: da verificare in base alla normativa del paese di destinazione
Adempimenti
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate
- Dichiarazione dei redditi relativa al periodo ante-trasferimento
- Cancellazione dal RUNTS (se applicabile)
6. Aspetti Critici e Opportunità di Pianificazione
Valutazione preventiva dell’operazione
Analisi di convenienza
- Aspetti fiscali: valutazione dell’impatto fiscale complessivo dell’operazione
- Aspetti economici: analisi dei costi e dei benefici attesi
- Aspetti organizzativi: valutazione dell’impatto sulla struttura e sui processi
Due diligence
- Due diligence legale: verifica della conformità normativa e statutaria
- Due diligence fiscale: analisi della posizione fiscale degli enti coinvolti
- Due diligence contabile: verifica della situazione patrimoniale e finanziaria
Rischi di contestazione e strumenti di tutela
Elusione fiscale
- Abuso del diritto: rischio di contestazione se l’operazione è priva di sostanza economica
- Interpello preventivo: possibilità di presentare istanza di interpello anti-abuso all’Agenzia delle Entrate
- Documentazione: importanza di documentare le valide ragioni economiche dell’operazione
Continuità delle agevolazioni
- Verifica dei requisiti: necessità di verificare il mantenimento dei requisiti per le agevolazioni fiscali
- Ruling: possibilità di richiedere un accordo preventivo con l’Amministrazione finanziaria
Opportunità di pianificazione
Ottimizzazione fiscale
- Scelta della tipologia di operazione: valutazione della soluzione più efficiente dal punto di vista fiscale
- Timing dell’operazione: individuazione del momento più opportuno per realizzare l’operazione
- Strutturazione dell’operazione: definizione della struttura più adeguata alle esigenze degli enti coinvolti
Valorizzazione del patrimonio
- Allocazione degli asset: possibilità di ottimizzare l’allocazione degli asset tra gli enti coinvolti
- Gestione delle riserve: pianificazione della destinazione delle riserve
- Utilizzo delle perdite fiscali: possibilità di utilizzare le perdite fiscali pregresse nel rispetto dei limiti normativi
7. Casi Pratici ed Esempi
Caso 1: Fusione tra due associazioni ETS
Scenario: Due associazioni di promozione sociale (APS) iscritte al RUNTS decidono di fondersi per ottimizzare le risorse e ampliare l’impatto sociale.
Aspetti fiscali:
- Imposte dirette: operazione fiscalmente neutrale, con mantenimento dei valori fiscalmente riconosciuti dei beni
- Imposte indirette: atto di fusione soggetto a imposta di registro in misura fissa (200 euro)
- Agevolazioni fiscali: mantenimento delle agevolazioni previste per le APS
Adempimenti:
- Redazione e approvazione del progetto di fusione
- Delibere assembleari di approvazione della fusione
- Atto di fusione redatto da notaio
- Comunicazione al RUNTS
- Dichiarazione dei redditi dell’associazione incorporata per il periodo ante-fusione
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate
Caso 2: Scissione di una fondazione ETS
Scenario: Una fondazione ETS decide di scindere le proprie attività in due rami distinti, trasferendo parte del patrimonio a una nuova fondazione.
Aspetti fiscali:
- Imposte dirette: operazione fiscalmente neutrale, con ripartizione proporzionale delle posizioni soggettive
- Imposte indirette: atto di scissione soggetto a imposta di registro in misura fissa (200 euro)
- Immobili: trasferimento degli immobili soggetto a imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (200 euro ciascuna)
Adempimenti:
- Redazione e approvazione del progetto di scissione
- Delibera dell’organo competente
- Atto di scissione redatto da notaio
- Iscrizione della nuova fondazione al RUNTS
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate
- Voltura catastale per gli immobili trasferiti
Caso 3: Trasformazione da associazione a impresa sociale
Scenario: Un’associazione ETS decide di trasformarsi in impresa sociale costituita in forma di società a responsabilità limitata.
Aspetti fiscali:
- Imposte dirette: potenziale emersione di plusvalenze tassabili sui beni destinati all’attività commerciale
- Imposte indirette: atto di trasformazione soggetto a imposta di registro in misura fissa (200 euro)
- Regime fiscale: passaggio dal regime fiscale degli ETS a quello delle imprese sociali
Adempimenti:
- Delibera assembleare di trasformazione
- Atto di trasformazione redatto da notaio
- Iscrizione al Registro delle Imprese nella sezione speciale delle imprese sociali
- Comunicazione al RUNTS per la cancellazione
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate
- Dichiarazione dei redditi per il periodo ante-trasformazione
8. Aspetti Contabili e di Bilancio
Principi contabili applicabili
Enti che adottano il principio di competenza
- OIC 4: documento interpretativo per le fusioni e scissioni
- OIC 24: per la contabilizzazione delle immobilizzazioni immateriali
- Principi contabili per gli ETS: in fase di elaborazione da parte dell’Organismo Italiano di Contabilità
Enti che adottano il principio di cassa
- Rendiconto per cassa: modalità di rappresentazione delle operazioni straordinarie
- Nota integrativa: informazioni da fornire sulle operazioni straordinarie
Rappresentazione in bilancio
Fusioni
- Metodo della continuità dei valori contabili: i beni sono iscritti ai valori contabili precedenti
- Avanzo/disavanzo da fusione: trattamento contabile e fiscale
- Informativa in nota integrativa: descrizione dell’operazione e degli effetti contabili
Scissioni
- Continuità dei valori contabili: mantenimento dei valori contabili precedenti
- Ripartizione del patrimonio netto: criteri di attribuzione agli enti beneficiari
- Informativa in nota integrativa: descrizione dell’operazione e degli effetti contabili
Trasformazioni
- Continuità contabile: mantenimento dei valori contabili in caso di trasformazione omogenea
- Discontinuità contabile: possibile rivalutazione/svalutazione in caso di trasformazione eterogenea
- Informativa in nota integrativa: descrizione dell’operazione e degli effetti contabili
Relazione di missione
La relazione di missione deve fornire informazioni dettagliate sulle operazioni straordinarie, in particolare:
- Motivazioni strategiche dell’operazione
- Effetti sulla struttura organizzativa e sulle attività dell’ente
- Impatto sul perseguimento delle finalità istituzionali
- Modifiche nella composizione del patrimonio
- Variazioni nella base associativa (se applicabile)
9. FAQ – Domande Frequenti
D: Le operazioni straordinarie tra ETS sono sempre fiscalmente neutrali?
R: In linea di principio sì, a condizione che gli enti coinvolti siano iscritti al RUNTS e che l’ente risultante dall’operazione mantenga la qualifica di ETS. Tuttavia, in caso di operazioni che coinvolgono enti con regimi fiscali diversi o in caso di trasformazioni eterogenee, possono emergere profili di imposizione.
D: È possibile realizzare operazioni straordinarie tra ETS e soggetti non ETS?
R: Sì, è possibile, ma in questi casi la neutralità fiscale potrebbe non essere garantita. In particolare, nelle operazioni che comportano il passaggio da un regime fiscale agevolato a un regime ordinario (o viceversa), possono emergere plusvalenze tassabili.
D: In caso di fusione tra ETS, come vengono gestite le agevolazioni fiscali di cui godevano gli enti partecipanti?
R: Le agevolazioni fiscali si trasferiscono all’ente risultante dalla fusione, a condizione che permangano i requisiti soggettivi e oggettivi per beneficiarne. È importante verificare caso per caso il mantenimento di tali requisiti.
D: È necessario richiedere autorizzazioni preventive per realizzare operazioni straordinarie tra ETS?
R: Non sono previste autorizzazioni preventive specifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria. Tuttavia, in caso di dubbi sull’applicabilità del regime di neutralità fiscale, è possibile presentare un’istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate. Inoltre, per alcune tipologie di enti (es. fondazioni) potrebbero essere necessarie autorizzazioni da parte delle autorità di vigilanza.
D: Come vengono gestite le perdite fiscali pregresse in caso di fusione tra ETS?
R: Le perdite fiscali pregresse degli enti partecipanti alla fusione possono essere riportate dall’ente risultante dalla fusione, con le limitazioni previste dall’art. 172, comma 7, del TUIR (test di vitalità e limite del patrimonio netto). Queste limitazioni si applicano solo alle perdite relative ad eventuali attività commerciali svolte dagli ETS.
D: In caso di scissione di un ETS, come viene ripartito il patrimonio tra gli enti beneficiari?
R: La ripartizione del patrimonio deve essere definita nel progetto di scissione, nel rispetto del vincolo di destinazione del patrimonio a finalità di interesse generale. Dal punto di vista fiscale, le posizioni soggettive (es. riserve in sospensione d’imposta, perdite fiscali) si trasferiscono agli enti beneficiari in proporzione al patrimonio netto trasferito.
Conclusioni
Le operazioni straordinarie rappresentano importanti opportunità di riorganizzazione e sviluppo per gli Enti del Terzo Settore, consentendo di ottimizzare le risorse, ampliare l’impatto sociale e adattarsi ai cambiamenti del contesto operativo. Il regime fiscale di queste operazioni, caratterizzato in linea generale dalla neutralità fiscale, favorisce i processi di aggregazione e ristrutturazione nel settore non profit.
Tuttavia, la complessità normativa e le specificità di ciascuna operazione richiedono un’attenta pianificazione e una valutazione preventiva degli aspetti fiscali, legali e organizzativi. È fondamentale che gli ETS si avvalgano della consulenza di professionisti specializzati nel settore, per assicurare la corretta realizzazione delle operazioni straordinarie e il pieno rispetto della normativa applicabile.
In prospettiva, con la piena attuazione della Riforma del Terzo Settore e l’emanazione di ulteriori chiarimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria, il quadro normativo delle operazioni straordinarie nel Terzo Settore potrà consolidarsi, offrendo maggiore certezza agli operatori e favorendo ulteriormente i processi di riorganizzazione e sviluppo del settore.