Titoli di Solidarietà e Altri Strumenti Finanziari per gli ETS: Guida Completa

Questa guida analizza in modo dettagliato i titoli di solidarietà e gli altri strumenti finanziari disponibili per gli ETS, con particolare attenzione agli aspetti normativi, fiscali e operativi.

Introduzione

Il finanziamento rappresenta una delle sfide più significative per gli Enti del Terzo Settore (ETS), che necessitano di risorse adeguate per realizzare le proprie finalità di interesse generale. Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) ha introdotto importanti novità in materia di strumenti finanziari dedicati agli ETS, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di accesso al credito e di raccolta di capitali.

Questa guida analizza in modo dettagliato i titoli di solidarietà e gli altri strumenti finanziari disponibili per gli ETS, con particolare attenzione agli aspetti normativi, fiscali e operativi, e soprattutto alla distinzione tra strumenti operativi e strumenti ancora sospesi.

Un avvertimento iniziale, perché è importante non creare aspettative sbagliate: i titoli di solidarietà ex art. 77 CTS, pur previsti dal Codice del Terzo Settore dal 2017, non sono ancora pienamente operativi nel 2026. La comfort letter della Commissione UE del 7 marzo 2025, che ha sbloccato l’intero Titolo X del CTS sulla fiscalità degli ETS, non ha coperto l’art. 77, che resta tra le poche disposizioni in attesa di una specifica autorizzazione UE. Inoltre, manca ancora il decreto attuativo MEF che dovrebbe regolarne il funzionamento concreto. Di conseguenza, gli “esempi pratici” che leggerete più avanti sono scenari teorici di funzionamento previsto, non operazioni effettivamente attivate sul mercato italiano.

In questo quadro, gli ETS che cercano oggi finanza esterna devono guardare ad altri strumenti realmente operativi: social bonus (art. 81 CTS), microcredito, social bond di mercato, fondi di impact investing, finanziamenti bancari ordinari.

A chi è destinata la guida

  • Amministratori e dirigenti di Enti del Terzo Settore.
  • Responsabili finanziari e fundraiser di organizzazioni non profit.
  • Istituti di credito e intermediari finanziari interessati al settore.
  • Investitori curiosi di finanza sociale e sostenibile.
  • Consulenti e professionisti del settore non profit.

💡 Tool consigliato: prima di valutare strumenti finanziari complessi, assicurati che la struttura della tua organizzazione sia solida. Dai un’occhiata alla Checklist Operativa ETS 2026 e ai Modelli di Statuto per Enti del Terzo Settore.

1. Titoli di Solidarietà: lo Stato dell’Arte

Cosa prevede l’art. 77 CTS

I titoli di solidarietà sono strumenti finanziari introdotti dall’art. 77 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) che, una volta operativi, dovrebbero consentire agli istituti di credito di emettere obbligazioni, altri titoli di debito e certificati di deposito con l’obiettivo di sostenere le attività degli Enti del Terzo Settore.

Caratteristiche previste dalla norma:

  • Emittenti: banche italiane, comunitarie ed extracomunitarie autorizzate ad operare in Italia.
  • Beneficiari: Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, escluse le imprese sociali costituite in forma di società.
  • Strumenti previsti: obbligazioni e titoli di debito (T.U.F.), certificati di deposito (T.U.B.).
  • Durata: non inferiore a 36 mesi per obbligazioni e titoli di debito; non inferiore a 12 mesi per i certificati di deposito.
  • Tasso di rendimento: almeno pari al maggiore tra il rendimento lordo annuo di titoli analoghi dell’emittente e quello dei titoli di Stato con vita residua similare. Possibile applicare un tasso inferiore, riducendo corrispondentemente il tasso sui finanziamenti agli ETS.
  • Destinazione obbligata dei fondi: la totalità della raccolta deve essere destinata a finanziamenti agli ETS o, in alternativa, può essere oggetto di erogazione liberale a favore degli ETS.

Stato attuale di operatività

Qui sta il punto su cui voglio essere chiaro. L’art. 77 CTS è ancora sospeso. Per essere precisi:

  • La comfort letter della Direzione Generale Concorrenza della Commissione UE del 7 marzo 2025 ha riconosciuto la compatibilità con il diritto europeo del Titolo X del CTS (artt. 79-89, fiscalità ETS), ma non si è estesa all’art. 77 (e all’art. 78 sul social lending).
  • Il D.L. 17 giugno 2025, n. 84 ha sbloccato l’operatività del Titolo X dal 1° gennaio 2026, ma ha mantenuto la necessità di un’apposita autorizzazione UE per l’art. 77.
  • Il decreto attuativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze previsto dall’art. 77, comma 15, CTS, che dovrebbe disciplinare nel dettaglio modalità di emissione, gestione separata dei fondi, criteri di destinazione, crediti d’imposta per le banche emittenti, non è stato ancora emanato.
  • A oggi (2026), non risultano emissioni concrete di titoli di solidarietà “ex art. 77 CTS” sul mercato italiano.

Conseguenza pratica: gli ETS che oggi cercano finanza esterna non possono fare affidamento sui titoli di solidarietà come strumento concretamente disponibile. Quando sentirete parlare di “social bond” o “obbligazioni etiche” emesse da banche italiane, si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di emissioni di mercato (vedi sezione 4), non di titoli ex art. 77 CTS.

Quadro normativo di riferimento

  • Art. 77 del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore): norma istitutiva (sospesa).
  • D.L. 17 giugno 2025, n. 84, art. 8: ha confermato la sospensione dell’art. 77 in attesa di autorizzazione UE specifica.
  • Decreto attuativo MEF previsto dall’art. 77 c. 15 CTS: non ancora emanato.
  • Provvedimento Banca d’Italia 8 novembre 2016: disposizioni sulla raccolta del risparmio dei soggetti diversi dalle banche, rilevante per l’inquadramento generale.

💡 Voglio essere chiaro fino in fondo: se in passato avete letto articoli (o ricevuto proposte) che presentavano i titoli di solidarietà come strumento operativo, sappiate che si trattava di interpretazioni ottimistiche dello stato della normativa. Oggi, nel 2026, lo strumento esiste sulla carta ma non sul mercato. La situazione potrebbe sbloccarsi nei prossimi anni, e vi terrò aggiornati.

2. Regime fiscale (quando entrerà in vigore)

Le agevolazioni fiscali previste dall’art. 77 CTS si applicheranno solo dopo l’autorizzazione UE e l’emanazione del decreto MEF. A regime, dovrebbero prevedere:

Per gli investitori

  • Persone fisiche: gli interessi, i premi e gli altri proventi sono assoggettati alla medesima ritenuta prevista per i titoli di Stato (oggi 12,5%), anziché il 26% ordinario sui redditi finanziari.
  • Persone giuridiche: gli interessi concorrono alla formazione del reddito d’impresa secondo le regole ordinarie.

Per le banche emittenti

  • Credito d’imposta: pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro effettuate dalla banca a favore degli ETS in caso di emissione dei titoli, fino a uno specifico limite (definito dal decreto attuativo).
  • No commissioni di collocamento: la banca emittente non può applicare commissioni di collocamento sui titoli di solidarietà.

Per gli ETS beneficiari

  • Non imponibilità dei finanziamenti ricevuti (sono prestiti, non ricavi).
  • Interessi passivi: deducibili secondo le regole ordinarie, per la parte relativa ad attività commerciali.
  • Obblighi di rendicontazione: la banca emittente deve pubblicare annualmente l’elenco dei finanziamenti erogati, i beneficiari, l’impatto sociale.

Riassumendo: regime molto favorevole sia per gli investitori (aliquota dimezzata) sia per le banche (credito d’imposta). Ma fino all’effettiva operatività della norma, sono previsioni teoriche.

3. Social Bond e Obbligazioni Sociali (strumenti realmente operativi)

A differenza dei titoli di solidarietà “ex art. 77 CTS”, i social bond di mercato sono strumenti finanziari realmente operativi, sviluppati dalla prassi bancaria italiana ed europea senza dipendere da autorizzazioni UE specifiche.

Definizione e caratteristiche

I social bond sono obbligazioni emesse da istituti di credito i cui proventi sono destinati al finanziamento di progetti con impatto sociale positivo. Non sono disciplinati specificamente dal CTS, ma seguono framework volontari come gli ICMA Social Bond Principles o gli ICMA Sustainability Bond Guidelines.

Caratteristiche tipiche:

  • Emittenti: banche e altri intermediari finanziari.
  • Beneficiari: organizzazioni non profit, progetti sociali, ambientali o culturali (non solo ETS iscritti al RUNTS).
  • Meccanismo: l’emittente destina parte dell’importo raccolto, o lo spread sui tassi, a progetti sociali.
  • Rendimento: generalmente in linea con i tassi di mercato. Niente agevolazioni fiscali specifiche (l’aliquota sui proventi resta al 26%).
  • Trasparenza: rendicontazione volontaria, secondo standard di mercato (ICMA, Borsa Italiana ExtraMOT).

Differenze rispetto ai titoli di solidarietà ex art. 77

CaratteristicaTitoli di Solidarietà ex art. 77 CTSSocial Bond di mercato
Base normativaArt. 77 CTS (sospeso)Prassi di mercato, ICMA Principles
OperativitàNon operativiPienamente operativi
Agevolazioni fiscaliPreviste (aliquota 12,5%)Nessuna (aliquota 26%)
BeneficiariSolo ETS iscritti al RUNTSQualsiasi organizzazione/progetto sociale
Durata minima36 mesi (obbligazioni)Nessun vincolo
TrasparenzaObblighi ex legeAutodisciplina (ICMA)
Esempi concretiNessuno ad oggiNumerose emissioni di Intesa Sanpaolo, UniCredit, Cassa Depositi e Prestiti, Banca Etica

Esempi di social bond di mercato

  1. Cassa Depositi e Prestiti Social Bond: emissioni periodiche con destinazione a progetti di housing sociale, infrastrutture sanitarie, microimpresa.
  2. Intesa Sanpaolo Sustainability Bond: emissioni multiple, con destinazione mista (sociale e ambientale).
  3. Banca Etica – Obbligazioni Etiche: dal 2015, titoli destinati a finanziare progetti ad alto impatto sociale e ambientale, una delle esperienze più consolidate in Italia.
  4. UniCredit Social Bond: emissioni dedicate a progetti di inclusione sociale.

Per gli ETS, i social bond di mercato non rappresentano “una fonte diretta di finanziamento”, ma piuttosto un canale indiretto: la banca emittente raccoglie capitale e poi finanzia progetti sociali, tra cui può rientrare anche il vostro. Il rapporto resta quello classico ente-banca finanziatrice, non quello ente-investitore diretto.

4. Social Bonus (art. 81 CTS): strumento alternativo realmente operativo

Mentre i titoli di solidarietà ex art. 77 sono sospesi, il Social Bonus dell’art. 81 CTS è pienamente operativo dal 2022 ed è oggi uno degli strumenti più interessanti per gli ETS che cercano finanza privata.

Caratteristiche

  • Strumento: credito d’imposta del 65% per persone fisiche o 50% per soggetti IRES sulle erogazioni liberali in denaro a favore di ETS che hanno presentato progetti di recupero di immobili pubblici inutilizzati o di beni mobili o immobili confiscati alla criminalità organizzata.
  • Beneficiari diretti: gli ETS iscritti al RUNTS che gestiscono i progetti.
  • Beneficiari indiretti: i donatori (persone fisiche o imprese) che possono dedurre/detrarre l’erogazione.
  • Plafond annuo: massimo del credito d’imposta utilizzabile in tre quote annuali di pari importo.
  • Limite per il donatore: 15% del reddito imponibile per le persone fisiche; 5 per mille dei ricavi annui per le imprese.

Stato di operatività

Il Social Bonus è operativo dal D.P.C.M. 23 luglio 2020 e successivi atti applicativi. I progetti vanno presentati al Ministero del Lavoro tramite la piattaforma dedicata. Negli ultimi anni il numero di progetti ammessi è cresciuto, anche se la finanza convogliata resta relativamente modesta rispetto al potenziale.

💡 Per chi gestisce un ETS: se avete in animo un progetto di recupero di un immobile pubblico inutilizzato o di un bene confiscato, il Social Bonus è oggi una delle leve fiscali più potenti per attrarre finanza privata. Vale la pena studiarlo bene con il vostro commercialista.

5. Microcredito

Il microcredito è uno strumento concreto e operativo, particolarmente adatto agli ETS di piccole dimensioni.

Tipologie

  • Microcredito imprenditoriale: fino a 75.000 € (soglia elevata dal D.M. 211/2024, prima era 40.000 €), destinato a sostenere l’avvio o lo sviluppo di attività di lavoro autonomo o microimpresa. Applicabile alle imprese sociali e ad alcuni ETS che svolgono attività commerciale strutturata.
  • Microcredito sociale: fino a 5.000 € (elevabili in casi specifici), destinato a persone in condizione di particolare vulnerabilità economica e sociale.

Caratteristiche

  • Senza garanzie reali: il finanziamento è erogato senza richiedere garanzie immobiliari o pignoramenti.
  • Servizi ausiliari obbligatori: il microcredito imprenditoriale prevede anche servizi non finanziari di accompagnamento (tutoraggio, formazione, supporto gestionale).
  • Soggetti erogatori: banche, intermediari finanziari iscritti all’Albo art. 111 TUB.
  • Beneficiari: imprese sociali, ETS che svolgono attività commerciale, ma anche persone fisiche con progetti di microimpresa o autoimpiego in ambito sociale.

💡 Strumento utile per: ETS che vogliono avviare una piccola attività di autofinanziamento (es. negozio solidale, laboratorio artigianale, e-commerce di beni dei volontari), e che hanno bisogno di un capitale iniziale modesto senza dover offrire garanzie patrimoniali.

6. Altri Strumenti Finanziari per gli ETS

Strumenti di debito

Finanziamenti agevolati

  • Cassa Depositi e Prestiti: linee di finanziamento dedicate al Terzo Settore.
  • Finanziamenti regionali: programmi di sostegno finanziario a livello regionale (es. POR FESR, FEASR).
  • Prestiti a tasso agevolato: erogati da istituti di credito nell’ambito di convenzioni con CSV o reti associative.
  • Fondi di garanzia: il Fondo di Garanzia per le PMI è accessibile alle imprese sociali e ad alcuni ETS commerciali.

Prestiti partecipativi

  • Caratteristiche: prestiti il cui rendimento è in parte legato ai risultati dell’ente.
  • Vantaggi: flessibilità nella restituzione, allineamento degli interessi tra finanziatore e finanziato.
  • Applicabilità: adatti per progetti innovativi con potenziale di generazione di ricavi.

Strumenti di equity (limitati per gli ETS associativi)

Gli ETS associativi (associazioni, fondazioni) non possono raccogliere capitale di rischio nel senso classico del termine, perché non hanno soci capitalisti. Gli strumenti di equity sono accessibili principalmente alle imprese sociali in forma di società di capitali.

Fondi di investimento dedicati

  • Fondi di impact investing: investono in imprese sociali e progetti ad alto impatto.
  • Fondi di venture philanthropy: combinano finanziamenti con supporto strategico (in alcuni casi anche per ETS non commerciali, come capitalizzazione “filantropica”).
  • Fondi di investimento etici: selezionano gli investimenti in base a criteri ESG.

Equity crowdfunding

  • Accessibilità: solo per imprese sociali costituite in forma di società di capitali (SRL, SPA, cooperative).
  • Piattaforme autorizzate: intermediari registrati presso la Consob, soggetti al Regolamento (UE) 2020/1503 (ECSP, European Crowdfunding Service Provider).

Strumenti ibridi

  • Obbligazioni convertibili: meccanismo di conversione del debito in equity. Principalmente per imprese sociali societarie.
  • Strumenti finanziari partecipativi: per le imprese sociali in forma societaria, possibilità di emettere strumenti finanziari ex art. 2346 c.c. (per SpA).

7. Strumenti Finanziari Innovativi

Social Impact Bond (SIB)

I Social Impact Bond sono strumenti basati sul principio “pay for success” (pagamento a risultato).

  • Meccanismo: gli investitori finanziano un progetto sociale e vengono rimborsati solo se il progetto raggiunge determinati obiettivi misurabili. L’ente pubblico paga solo se i risultati attesi vengono raggiunti.
  • Attori coinvolti: investitori privati, ente pubblico (outcome payer), fornitore di servizi (ETS), valutatore indipendente.
  • Vantaggi: trasferimento del rischio dall’ente pubblico agli investitori, focus sui risultati.
  • Stato in Italia: fase ancora sperimentale, con alcuni progetti pilota (es. progetto “Restart Romagna” post-alluvione, alcuni progetti regionali). La diffusione è limitata e la complessità contrattuale elevata.

Green Bond e Sustainability Bond

  • Green Bond: obbligazioni i cui proventi sono destinati a progetti con impatto ambientale positivo, secondo gli ICMA Green Bond Principles.
  • Sustainability Bond: obbligazioni che finanziano progetti con impatto sia sociale sia ambientale.
  • Applicabilità per gli ETS: gli ETS possono essere beneficiari indiretti di finanziamenti derivanti da green/sustainability bond emessi da banche o enti pubblici. Difficilmente possono essere emittenti diretti (solo le imprese sociali in forma societaria di dimensioni sufficienti).

Fintech e piattaforme digitali

Lending crowdfunding (peer-to-peer lending)

  • Funzionamento: prestiti erogati da una pluralità di finanziatori (persone fisiche e giuridiche) attraverso piattaforme online.
  • Regolamentazione: piattaforme autorizzate da Banca d’Italia o operanti sotto il regime UE ECSP.
  • Applicabilità per gli ETS: alcune piattaforme italiane (es. Ginger, Produzioni dal Basso, Eppela) offrono modalità di “lending” o “reward crowdfunding” adatte agli ETS, specie per progetti specifici.

Donation crowdfunding

  • Meccanismo: donazioni senza controprestazione attraverso piattaforme online (es. GoFundMe, Rete del Dono, ChariBlast).
  • Per gli ETS: rientra nelle erogazioni liberali ex art. 83 CTS, con detrazione/deduzione per i donatori. Strumento concretamente operativo e in espansione.

💡 Approfondisci: consulta la guida Crowdfunding: Guida completa agli aspetti fiscali per gli aspetti specifici del crowdfunding.

Invoice trading

  • Meccanismo: cessione di fatture commerciali attraverso piattaforme digitali.
  • Utilità per gli ETS: soluzione per problemi di liquidità legati a ritardi nei pagamenti da parte di enti pubblici o committenti privati. Particolarmente utile per ETS con attività commerciale strutturata o per imprese sociali.

8. Accesso agli Strumenti Finanziari: aspetti pratici

Valutazione del fabbisogno finanziario

Prima di accedere a strumenti finanziari, gli ETS dovrebbero:

  • Analizzare il fabbisogno: importo necessario, durata, finalità precisa.
  • Valutare la sostenibilità: capacità di rimborso, costo del finanziamento, impatto sulla cassa operativa.
  • Considerare alternative non-debito: erogazioni liberali, raccolte fondi, social bonus, contributi pubblici. Per molti ETS, queste fonti sono fiscalmente più convenienti del debito.

Preparazione della documentazione

Per accedere agli strumenti finanziari, gli ETS devono generalmente predisporre:

  • Documentazione istituzionale: statuto, atto costitutivo, certificato di iscrizione al RUNTS.
  • Documentazione economico-finanziaria: bilanci degli ultimi 3 esercizi, rendiconto gestionale, budget previsionali.
  • Progetto di investimento: descrizione dettagliata, piano economico-finanziario, impatto sociale atteso.
  • Piano di rimborso: proiezione dei flussi di cassa attesi.

Criteri di valutazione degli intermediari

  • Solidità patrimoniale: patrimonio netto, immobilizzazioni, liquidità.
  • Capacità di generare risorse: entrate stabili, diversificazione delle fonti di finanziamento.
  • Governance: qualità della gestione, trasparenza, sistemi di controllo.
  • Impatto sociale: per i finanziatori di impact investing, misurazione e rendicontazione dell’impatto generato sono centrali.

9. Casi Pratici

Caso 1: Housing sociale finanziato con un mix di strumenti (scenario realistico oggi)

Scenario: una fondazione ETS intende realizzare un progetto di housing sociale per famiglie in difficoltà economica del valore di 5 milioni di euro.

Strumenti utilizzabili oggi:

  1. Mutuo bancario a condizioni convenzionate (es. da Banca Etica o CDP) per 3 milioni.
  2. Erogazioni liberali raccolte tramite campagna mirata, sfruttando il Social Bonus se il progetto rientra nei criteri di recupero di immobile pubblico (1 milione).
  3. Cofinanziamento regionale o di fondazioni bancarie (1 milione).

Vantaggi:

  • Fondazione: copertura completa del fabbisogno senza ricorso a strumenti sospesi.
  • Donatori: detrazione/deduzione ex art. 83 CTS, eventualmente credito d’imposta del 65% se rientra nel Social Bonus.
  • Beneficiari finali: accesso a alloggi a canone sostenibile.

Caso 2: Sviluppo di un’impresa sociale

Scenario: un’impresa sociale che opera nel settore dell’inserimento lavorativo intende espandere l’attività.

Strumenti utilizzabili oggi:

  1. Equity crowdfunding: raccolta di 200.000 € attraverso piattaforma autorizzata Consob (l’impresa sociale è in forma di SRL).
  2. Microcredito imprenditoriale: fino a 75.000 € per investimenti in macchinari e personale.
  3. Fondo di Garanzia PMI: accesso al credito bancario fino a 300.000 € con garanzia pubblica.

Vantaggi:

  • Diversificazione delle fonti di finanziamento.
  • Coinvolgimento della comunità attraverso l’equity crowdfunding.
  • Accesso a finanziamenti senza richiesta di garanzie personali per gli amministratori.

Caso 3: Piccola ODV che ha bisogno di liquidità per un nuovo progetto

Scenario: una piccola ODV che gestisce un servizio di assistenza domiciliare ha bisogno di 30.000 € per acquistare un nuovo veicolo attrezzato.

Strumenti utilizzabili oggi:

  1. Microcredito sociale o convenzioni con istituti di credito dedicate al Terzo Settore.
  2. Erogazioni liberali con detrazione 35% per i donatori (art. 83 CTS).
  3. Donation crowdfunding su piattaforme dedicate (es. Rete del Dono).
  4. Bandi delle fondazioni bancarie: spesso prevedono contributi a fondo perduto per acquisto di mezzi e attrezzature di interesse sociale.

Vantaggi: combinazione di fonti senza debito strutturato, con possibile copertura totale del fabbisogno senza esposizione bancaria.

Conclusioni e Raccomandazioni

Il quadro degli strumenti finanziari per gli ETS è oggi caratterizzato da una contraddizione: il CTS prevede strumenti molto interessanti (titoli di solidarietà, social lending), ma molti di essi non sono ancora operativi. Allo stesso tempo, esiste un’offerta variegata di strumenti realmente attivi che gli ETS possono utilizzare. I punti da fissare:

  1. Titoli di solidarietà ex art. 77 CTS: ancora sospesi. Non fate affidamento su questo strumento per i prossimi progetti, finché non arriverà l’autorizzazione UE specifica e il decreto attuativo MEF.
  2. Social Bonus (art. 81 CTS) e Erogazioni Liberali (art. 83 CTS): leve fiscali realmente operative. Per molti ETS sono le fonti di finanza esterna più convenienti.
  3. Social Bond di mercato: realmente operativi, ma non comportano agevolazioni fiscali specifiche e raggiungono gli ETS solo indirettamente, attraverso finanziamenti bancari.
  4. Microcredito (fino a 75.000 €): strumento concreto per gli ETS di piccole dimensioni che vogliono avviare attività di autofinanziamento.
  5. Equity crowdfunding: solo per imprese sociali in forma societaria.
  6. Non sottovalutate gli strumenti tradizionali: erogazioni liberali, raccolte fondi, contributi pubblici, donation crowdfunding. Per molti ETS rappresentano l’80-90% della finanza esterna utile.
  7. Pianificate con anticipo: la raccolta di finanza esterna richiede tempo, documentazione, una storia bilanciale solida. Non si improvvisa nei momenti di emergenza di cassa.

💡 Tool e guide consigliate:

Riferimenti Normativi Essenziali (Riepilogo)

  • D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (CTS), artt. 77 (sospeso), 78 (sospeso), 81 (Social Bonus), 83 (erogazioni liberali).
  • D.L. 17 giugno 2025, n. 84, art. 8: piena operatività Titolo X dal 2026, esclusione art. 77.
  • D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112 (Impresa Sociale), art. 18 (sospeso per la parte fiscale).
  • Comfort letter Commissione UE del 7 marzo 2025.
  • D.P.C.M. 23 luglio 2020 (Social Bonus).
  • D.M. 17 ottobre 2014, n. 176 e D.M. 211/2024 (microcredito).
  • Regolamento (UE) 2020/1503 (European Crowdfunding Service Provider).
  • D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385 (TUB).
  • D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF).
  • Provvedimento Banca d’Italia 8 novembre 2016 (raccolta del risparmio).

FAQ Operative

Voglio finanziare il nostro progetto di housing sociale con titoli di solidarietà. Da dove parto?

Sono onesto: oggi (2026) non parti, perché lo strumento dei “titoli di solidarietà ex art. 77 CTS” non è ancora operativo. La norma esiste nel Codice del Terzo Settore dal 2017, ma manca l’autorizzazione UE specifica (che la comfort letter del marzo 2025 non ha coperto) e manca il decreto attuativo MEF che dovrebbe disciplinarne il funzionamento. Le banche italiane oggi non emettono titoli “ex art. 77 CTS”. Per finanziare un progetto di housing sociale, le strade concretamente percorribili sono: a) mutuo bancario con istituti specializzati (Banca Etica, CDP, banche di credito cooperativo); b) erogazioni liberali con detrazione 35% o deduzione 10% per i donatori (art. 83 CTS); c) Social Bonus (art. 81 CTS) se il progetto rientra nei criteri (recupero di immobile pubblico inutilizzato o bene confiscato), con credito d’imposta del 65% per persone fisiche o 50% per imprese; d) cofinanziamenti pubblici o di fondazioni bancarie, sempre molto utili per progetti di housing sociale.

La nostra impresa sociale (SRL) vuole raccogliere 300.000 € per espandere l’attività. Possiamo fare equity crowdfunding?

Sì, l’equity crowdfunding è uno degli strumenti più adatti per le imprese sociali costituite in forma di società di capitali. La procedura: a) scegliere una piattaforma autorizzata (in Italia operano diverse piattaforme, autorizzate Consob o sotto il regime UE ECSP del Regolamento 2020/1503); b) predisporre la documentazione: business plan, statuto della SRL impresa sociale, ultimo bilancio, prospetto informativo dell’offerta; c) definire la campagna: importo target, percentuale di equity offerta, timeline, comunicazione; d) lancio della campagna: comunicazione attiva alla propria base di sostenitori, agli investitori interessati al sociale, alla comunità locale. Vantaggi specifici per l’impresa sociale: capitale “paziente” (gli investitori che entrano nel capitale di un’impresa sociale sanno che gli utili sono limitati e non sono mossi solo dalla logica del rendimento), coinvolgimento della comunità, brand awareness. Considerazione strategica: l’equity crowdfunding richiede una gestione successiva degli investitori, con assemblee, comunicazioni periodiche, gestione delle quote. Non è “raccolta a perdere”, è capitale di rischio vero. Va pianificato bene.

Cosa sono concretamente i “social bond” che vedo offerti dalle banche italiane?

Sono obbligazioni di mercato emesse dalle banche secondo standard volontari di trasparenza (tipicamente gli ICMA Social Bond Principles), i cui proventi sono destinati a progetti con impatto sociale positivo. Non sono titoli di solidarietà ex art. 77 CTS (che, come detto, sono sospesi). Conseguenze pratiche: a) per voi investitori: rendimento in linea con i tassi di mercato, tassazione ordinaria al 26% sui proventi (no agevolazione fiscale come sarebbe per i titoli di solidarietà); b) per gli ETS: i fondi raccolti dalle banche tramite social bond vengono utilizzati per finanziare progetti sociali, ma non come “erogazione diretta agli ETS”. Tipicamente, gli ETS possono accedere a questa finanza attraverso normali finanziamenti bancari, magari a condizioni leggermente migliorate. Per gli ETS che vogliono “diventare partner” di programmi finanziati con social bond, è utile costruire relazioni dirette con le banche emittenti (Intesa Sanpaolo, CDP, Banca Etica), presentando progetti finanziabili.

Quale strumento finanziario consigli concretamente a una piccola ODV che cerca finanza esterna nel 2026?

Per una piccola ODV (entrate sotto 100.000 €), gli strumenti che hanno senso oggi sono, in ordine di priorità: 1) Raccolte fondi e donation crowdfunding: art. 7 CTS per le occasionali (fuori IRES e IVA), erogazioni liberali ex art. 83 CTS (detrazione 35% per i donatori). Sono la strada più “naturale” per il volontariato. 2) Bandi di fondazioni bancarie (Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ecc.): erogazioni a fondo perduto per progetti specifici, di solito tra 5.000 e 50.000 €. Ottima fonte. 3) 5×1000: piccolo ma costante flusso, da curare con attenzione. 4) Microcredito sociale (fino a 5.000 €) o microcredito imprenditoriale (fino a 75.000 €) per esigenze di liquidità specifiche. 5) Social Bonus (art. 81 CTS) se avete un progetto di recupero di un immobile pubblico inutilizzato: leva fiscale potentissima. 6) Convenzioni con la PA (art. 56 CTS) per servizi rimborsabili dall’ente pubblico: non è “finanza esterna” in senso classico, ma garantisce flussi di cassa stabili. Cosa scartare oggi: titoli di solidarietà ex art. 77 (sospesi), equity crowdfunding (non applicabile alle associazioni), social impact bond (troppo complessi per piccole realtà). Una ODV con 50.000 € di entrate e un buon network di donatori e amministratori comunali può attivare un mix di queste fonti che copra ampiamente il fabbisogno.


📩 La parola a te

Il panorama della finanza per il Terzo Settore italiano è in trasformazione, e nel 2026 conviene avere un quadro lucido di cosa è operativo e cosa no. I titoli di solidarietà sono un’opportunità “promessa” da otto anni: speriamo che l’autorizzazione UE specifica arrivi presto, ma finché non arriva non possiamo fingere che lo strumento sia disponibile. Nel frattempo, esistono leve concrete (Social Bonus, microcredito, social bond di mercato, erogazioni liberali con detrazione 35%) che, opportunamente combinate, coprono i fabbisogni della maggior parte degli ETS italiani.

  • State progettando un investimento importante (recupero immobile, ampliamento attività, acquisto attrezzature) e volete capire quali strumenti finanziari combinare?
  • Avete sentito parlare di social bond emessi dalla vostra banca e volete capire se possono finanziare progetti del vostro ETS?
  • Siete una impresa sociale che valuta l’equity crowdfunding per espandersi e cercate orientamento sui passi concreti da fare?

Raccontatemi nei commenti la vostra situazione: la finanza sociale è uno di quei terreni dove ogni caso ha le sue specificità, e mettere a confronto progetti concreti è il modo migliore per capire quale strumento si adatta meglio. Per i presidenti di ETS che leggono questa guida pensando “ma allora gli strumenti finanziari per noi sono pochi”, una considerazione finale: la combinazione di leve fiscali esistenti (erogazioni liberali al 35%, Social Bonus al 65%, raccolte fondi occasionali fuori IRES, 5×1000) è già oggi una macchina di finanziamento molto più efficace di quanto si tende a credere. Il vero limite non è la mancanza di strumenti, ma spesso la mancanza di pianificazione strategica della raccolta fondi e di comunicazione efficace verso donatori, sostenitori, fondazioni bancarie, enti pubblici. La finanza sociale, per gli ETS, è prima di tutto una questione di metodo e di relazioni: gli strumenti tecnici vengono dopo.

Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

Articoli: 131

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.