La fiscalità delle Raccolte Fondi per gli ETS

Questa guida analizza la fiscalità delle diverse tipologie di raccolte fondi organizzate dagli ETS, distinguendo tra quelle occasionali e quelle abituali, ed esaminando le implicazioni ai fini delle imposte sui redditi (IRES) e dell'IVA.

Introduzione

Descrizione generale dell’argomento

Le raccolte fondi rappresentano un’attività essenziale per la sostenibilità economica degli Enti del Terzo Settore (ETS), consentendo loro di finanziare le proprie attività di interesse generale. Il Codice del Terzo Settore (CTS) riconosce l’importanza di questa attività e ne disciplina specificamente il trattamento fiscale, prevedendo un regime agevolato per le raccolte fondi occasionali e stabilendo regole precise per quelle abituali. Questa guida analizza la fiscalità delle diverse tipologie di raccolte fondi organizzate dagli ETS, distinguendo tra quelle occasionali e quelle abituali, ed esaminando le implicazioni ai fini delle imposte sui redditi (IRES) e dell’IVA.

Comprendere le regole fiscali applicabili alle raccolte fondi è fondamentale per gli ETS per pianificare correttamente le proprie iniziative di fundraising, evitare contestazioni fiscali e massimizzare le risorse da destinare alle finalità istituzionali. La guida si sofferma in particolare sulle disposizioni dell’Art. 7 del CTS (attività di raccolta fondi) e dell’Art. 79 del CTS (disposizioni fiscali generali).

Importanza e rilevanza per gli ETS

  • Sostenibilità economica: Le raccolte fondi sono uno strumento chiave per finanziare le attività.
  • Conformità fiscale: Applicare correttamente le regole fiscali evita sanzioni e problemi con l’Amministrazione Finanziaria.
  • Trasparenza: Una gestione fiscale corretta delle raccolte fondi aumenta la fiducia dei donatori e degli stakeholder.
  • Pianificazione: Conoscere le implicazioni fiscali permette di scegliere le modalità di raccolta fondi più efficienti.

A chi è destinata la guida

Questa guida è rivolta a:

  • Enti del Terzo Settore (ETS): Amministratori, responsabili fundraising, personale amministrativo.
  • Volontari coinvolti nell’organizzazione di eventi di raccolta fondi.
  • Commercialisti e Consulenti Fiscali che assistono gli ETS.
  • Reti Associative e Centri Servizi per il Volontariato (CSV).

Come utilizzare la guida

  1. Identifica la tipologia di raccolta fondi che l’ente intende organizzare (occasionale o abituale).
  2. Verifica le condizioni per beneficiare del regime agevolato per le raccolte occasionali.
  3. Comprendi il trattamento fiscale (IRES e IVA) per ciascuna tipologia.
  4. Presta attenzione agli obblighi di rendicontazione e trasparenza.
  5. Consulta gli esempi pratici e le FAQ.

Quadro Normativo

Riferimenti legislativi principali

  • D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore – CTS):
    • Art. 7: Attività di raccolta fondi (definizione, tipologie, regime fiscale agevolato per quelle occasionali).
    • Art. 79: Disposizioni generali in materia di imposte sui redditi per gli ETS (esclusione dal reddito dei fondi da raccolte occasionali, qualifica attività commerciali).
    • Art. 87: Obblighi di rendicontazione specifici per le raccolte fondi pubbliche occasionali.
  • D.P.R. 917/1986 (TUIR): Norme generali sulla determinazione del reddito d’impresa.
  • D.P.R. 633/1972 (Disciplina IVA): Norme generali sull’applicazione dell’IVA.
  • D.M. 25 maggio 1995: Individuazione delle attività commerciali connesse agli scopi istituzionali (rilevante per la L. 398/1991).

Circolari e prassi amministrativa

  • Circolare 19/E/2023: Chiarimenti sul regime fiscale degli ETS (include riferimenti alle raccolte fondi).
  • Circolare 59/E/2007: Chiarimenti sulle raccolte fondi occasionali (ante-riforma, ma alcuni principi restano validi).
  • Risoluzioni specifiche dell’Agenzia delle Entrate.

Aspetti Teorici

Definizione di Raccolta Fondi (Art. 7 CTS)

Per raccolta fondi si intende “il complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva”.

Tipologie di Raccolte Fondi

Il CTS distingue principalmente tra:

  1. Raccolte fondi occasionali: Realizzate in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.
  2. Raccolte fondi abituali: Svolte in modo continuativo e organizzato.

Raccolte Fondi Occasionali (Art. 7, c. 2, CTS)

  • Caratteristiche: Devono essere svolte pubblicamente e in concomitanza con eventi specifici (celebrazioni, ricorrenze, campagne di sensibilizzazione).
  • Modalità: Possono avvenire anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori.
  • Regime fiscale agevolato: I fondi raccolti attraverso queste iniziative non concorrono a formare il reddito imponibile dell’ETS ai fini IRES (Art. 79, c. 1, lett. a).
  • IVA: Le cessioni di beni di modico valore e le prestazioni di servizi effettuate in tale contesto sono escluse dal campo di applicazione dell’IVA.

Condizioni per l’occasionalità

  • Pubblicità: La raccolta deve essere rivolta al pubblico indistinto.
  • Concomitanza: Deve essere legata temporalmente a specifici eventi (celebrazioni, ricorrenze, campagne di sensibilizzazione).
  • Modico valore: I beni offerti in cambio delle donazioni devono avere un valore simbolico e significativamente inferiore all’importo dell’offerta (prassi indica un valore non superiore a pochi euro o comunque sproporzionato rispetto all’offerta).

Raccolte Fondi Abituali

  • Caratteristiche: Attività di raccolta fondi svolte in modo continuativo, organizzato e non legate a specifici eventi occasionali.
  • Esempi: Gestione di un negozio solidale permanente, vendita continuativa di prodotti con il marchio dell’ente, organizzazione periodica di eventi a pagamento con finalità di fundraising.
  • Regime fiscale: Queste attività sono generalmente considerate attività commerciali ai fini fiscali.
    • IRES: I proventi concorrono alla formazione del reddito imponibile, da determinare secondo le regole ordinarie (analitiche) o forfetarie (Art. 80 o 86 CTS, se applicabili).
    • IVA: Le operazioni sono soggette a IVA secondo le regole ordinarie (salvo regimi speciali come la L. 398/1991 per ODV/APS/ASD).

Distinzione tra Raccolta Fondi e Attività Commerciale

  • La linea di demarcazione tra raccolta fondi abituale e attività commerciale può essere sottile.
  • Si considera attività commerciale quando l’attività è svolta con organizzazione di mezziabitualità e verso corrispettivo che tende a remunerare il valore del bene/servizio offerto (anche se il ricavato è destinato a fini istituzionali).
  • La raccolta fondi occasionale è invece caratterizzata dalla non corrispettività (l’offerta è liberale e il bene/servizio ha valore modico) e dall’occasionalità legata a specifici eventi.

Trattamento Fiscale IRES

Raccolte Fondi Occasionali

  • I fondi raccolti non sono imponibili ai fini IRES (Art. 79, c. 1, lett. a, CTS).
  • Non è necessario tenere una contabilità separata per queste attività, ma è obbligatoria una specifica rendicontazione (vedi sotto).

Raccolte Fondi Abituali (Attività Commerciali)

  • I proventi derivanti da raccolte fondi abituali sono considerati ricavi commerciali.
  • Il reddito imponibile è determinato secondo il regime fiscale applicabile all’ETS:
    • Regime Ordinario ENC: Determinazione analitica (Ricavi – Costi inerenti). Obbligo di contabilità separata.
    • Regime Forfetario Art. 80 CTS (Altri ETS, ricavi comm. ≤ 100k€): Reddito = Ricavi * 7%.
    • Regime Forfetario Art. 86 CTS (ODV/APS, ricavi comm. ≤ 130k€): Reddito = Ricavi * 3%.
    • Regime Forfetario L. 398/1991 (ASD/SSD, ODV/APS, ricavi comm. ≤ 400k€): Reddito = Ricavi * 3%.

Trattamento Fiscale IVA

Raccolte Fondi Occasionali

  • Le cessioni di beni di modico valore e le prestazioni di servizi effettuate durante raccolte fondi occasionali sono fuori dal campo di applicazione dell’IVA (Art. 7, c. 2, CTS).
  • Non vi sono obblighi IVA per queste operazioni.

Raccolte Fondi Abituali (Attività Commerciali)

  • Le operazioni sono soggette a IVA secondo le regole ordinarie (aliquote applicabili, fatturazione, registrazione, liquidazione, dichiarazione).
  • Eccezioni/Semplificazioni:
    • Regime Forfetario L. 398/1991 (ASD/SSD, ODV/APS): Versamento forfetario IVA (50% dell’imposta su operazioni imponibili) e dispensa dagli obblighi di registrazione e dichiarazione.
    • Regime Forfetario Art. 86 CTS (ODV/APS): Richiama implicitamente le semplificazioni IVA della L. 398/1991.
    • Regime Forfetario Art. 80 CTS (Altri ETS): Non prevede semplificazioni IVA; si applica il regime ordinario.

Obblighi di Rendicontazione e Trasparenza

Rendiconto per Raccolte Fondi Occasionali (Art. 87, c. 6, CTS)

  • Per ciascuna raccolta fondi pubblica occasionale, l’ETS deve redigere, entro quattro mesi dalla chiusura della raccolta, un apposito e separato rendiconto.
  • Il rendiconto deve indicare in modo chiaro e trasparente le entrate e le spese relative a ciascuna celebrazione, ricorrenza o campagna di sensibilizzazione.
  • Deve essere tenuto e conservato per 10 anni.
  • Non è richiesta l’approvazione formale da parte di organi sociali, ma deve essere disponibile per eventuali controlli.

Trasparenza generale

  • È buona prassi, anche per le raccolte abituali, garantire la massima trasparenza sull’utilizzo dei fondi raccolti, ad esempio attraverso il bilancio sociale o sezioni dedicate sul sito web.

Casi Pratici

Esempio 1: Banchetto occasionale con vendita di torte

Situazione: Un’ODV organizza un banchetto in piazza in occasione della Giornata del Volontariato, offrendo torte fatte dai volontari in cambio di offerte libere. Qualifica: Raccolta fondi pubblica occasionale (concomitanza con ricorrenza, offerta di beni di modico valore).

IRES: I fondi raccolti non sono imponibili.

IVA: Le offerte sono fuori campo IVA.

Adempimenti: Redigere il rendiconto specifico della raccolta entro 4 mesi.

Esempio 2: Cena sociale annuale

Situazione: Un’APS organizza la sua cena sociale annuale, chiedendo ai partecipanti un contributo che copre i costi della cena e lascia un margine per finanziare le attività.

Qualifica: Dipende dalle modalità:

  • Se è rivolta solo agli associati e il contributo è un corrispettivo specifico per la cena, potrebbe rientrare nella decommercializzazione Art. 85 CTS (se l’APS è ETS).
  • Se è aperta al pubblico o il contributo è una donazione libera con la cena come “omaggio”, potrebbe essere una raccolta fondi occasionale (se legata a una ricorrenza/celebrazione).
  • Se è un evento periodico a pagamento con finalità prevalente di raccolta fondi, potrebbe essere considerata attività commerciale. 

Trattamento fiscale: Varia a seconda della qualifica (non imponibile, fuori campo IVA, oppure imponibile IRES/IVA secondo il regime dell’ente).

Esempio 3: Vendita continuativa di gadget

Situazione: Una Fondazione ETS vende magliette e altri gadget con il proprio logo tramite un e-commerce sul proprio sito web in modo continuativo.

Qualifica: Attività commerciale (raccolta fondi abituale).

IRES: I ricavi concorrono al reddito imponibile (regime ordinario o forfetario Art. 80 se ricavi < 100k€).

IVA: Operazioni soggette a IVA (regime ordinario).

Adempimenti: Contabilità separata, fatturazione, liquidazioni IVA, dichiarazioni fiscali.

Esempio 4: Campagna SMS solidale

Situazione: Un ETS lancia una campagna di raccolta fondi tramite SMS solidale in concomitanza con un’emergenza umanitaria.

Qualifica: Raccolta fondi pubblica occasionale (legata a campagna di sensibilizzazione).

IRES: I fondi raccolti (al netto dei costi degli operatori telefonici) non sono imponibili.

IVA: Non applicabile.

Adempimenti: Redigere il rendiconto specifico della campagna.

Strumenti e Modelli

Schema Rendiconto Raccolta Fondi Occasionale

Non esiste un modello ministeriale ufficiale, ma un possibile schema potrebbe includere:

RENDICONTO RACCOLTA FONDI OCCASIONALE (ai sensi dell’Art. 87, c. 6, D.Lgs. 117/2017)

Ente: [Denominazione ETS]

C.F.: [Codice Fiscale ETS]

Evento/Campagna: [Descrizione evento/campagna, es. Banchetto Giornata Volontariato]

Periodo di svolgimento: Dal [Data inizio] al [Data fine]

Data redazione rendiconto: [Data]

ENTRATE

  • Offerte liberali in denaro: € [Importo]
  • Proventi da cessione beni modico valore: € [Importo]
  • Altre entrate (specificare): € [Importo] 

Totale Entrate: € [Totale A]

SPESE

  • Acquisto beni offerti: € [Importo]
  • Materiale promozionale/informativo: € [Importo]
  • Affitto spazi/attrezzature: € [Importo]
  • Costi personale dedicato (quota parte): € [Importo]
  • Altre spese (specificare): € [Importo] 

Totale Spese: € [Totale B]

RISULTATO NETTO DELLA RACCOLTA: € [Totale A – Totale B]

Note illustrative: [Breve descrizione delle modalità di svolgimento e dell’utilizzo previsto dei fondi netti]

Il Legale Rappresentante [Firma]

FAQ – Domande Frequenti

D: Qual è il limite di valore per considerare un bene di “modico valore” nelle raccolte occasionali?

R: La legge non fissa un importo preciso. La prassi amministrativa e la dottrina ritengono che il valore debba essere simbolico e sproporzionato rispetto all’offerta ricevuta. Si consiglia prudenza, mantenendo il valore del bene entro pochi euro.

D: Quante raccolte fondi occasionali si possono fare in un anno?

R: La legge non pone un limite numerico, ma l’occasionalità deve essere legata a specifici eventi (celebrazioni, ricorrenze, campagne di sensibilizzazione). Un numero eccessivo di eventi ravvicinati potrebbe far perdere il carattere dell’occasionalità e configurare un’attività abituale.

D: I costi sostenuti per le raccolte fondi occasionali sono deducibili?

R: Poiché i proventi delle raccolte occasionali non sono imponibili, i relativi costi non sono deducibili ai fini IRES. Devono però essere indicati nel rendiconto specifico.

D: Se una raccolta fondi abituale è svolta solo da volontari, è comunque considerata commerciale?

R: Sì, l’utilizzo di volontari non modifica la natura commerciale dell’attività se questa è svolta in modo abituale, organizzato e verso corrispettivo (anche se il ricavato è destinato a fini istituzionali).

D: È necessario un documento specifico per cedere beni di modico valore durante una raccolta occasionale?

R: No, generalmente non è richiesta documentazione fiscale (scontrino, ricevuta) per la cessione di beni di modico valore in cambio di offerte liberali durante raccolte occasionali, essendo operazioni fuori campo IVA.

Glossario

CTS: Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).

Ente del Terzo Settore (ETS): Ente iscritto al RUNTS.

IRES: Imposta sul Reddito delle Società.

IVA: Imposta sul Valore Aggiunto.

Modico valore: Valore esiguo o simbolico.

Occasionale: Evento non abituale, legato a specifiche circostanze.

Raccolta fondi: Attività volta a ottenere risorse finanziarie per sostenere le finalità dell’ente.

Rendiconto: Documento che illustra le entrate e le uscite di una specifica attività o periodo.

Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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