Introduzione
Descrizione generale dell’argomento
Le raccolte fondi rappresentano un’attività essenziale per la sostenibilità economica degli Enti del Terzo Settore (ETS), consentendo loro di finanziare le proprie attività di interesse generale. Il Codice del Terzo Settore (CTS) riconosce l’importanza di questa attività e ne disciplina specificamente il trattamento fiscale, prevedendo un regime agevolato per le raccolte fondi occasionali e stabilendo regole precise per quelle abituali.
Questa guida analizza la fiscalità delle diverse tipologie di raccolte fondi organizzate dagli ETS, distinguendo tra quelle occasionali e quelle abituali, ed esaminando le implicazioni ai fini delle imposte sui redditi (IRES) e dell’IVA.
Comprendere le regole fiscali applicabili alle raccolte fondi è fondamentale per gli ETS per pianificare correttamente le proprie iniziative di fundraising, evitare contestazioni fiscali e massimizzare le risorse da destinare alle finalità istituzionali. La guida si sofferma in particolare sulle disposizioni dell’art. 7 del CTS (attività di raccolta fondi) e dell’art. 79 del CTS (disposizioni fiscali generali), ora pienamente operativi dopo l’entrata in vigore del Titolo X il 1° gennaio 2026.
Importanza e rilevanza per gli ETS
- Sostenibilità economica: le raccolte fondi sono uno strumento chiave per finanziare le attività.
- Conformità fiscale: applicare correttamente le regole fiscali evita sanzioni e problemi con l’Amministrazione Finanziaria.
- Trasparenza: una gestione fiscale corretta delle raccolte fondi aumenta la fiducia dei donatori e degli stakeholder.
- Pianificazione: conoscere le implicazioni fiscali permette di scegliere le modalità di raccolta fondi più efficienti.
A chi è destinata la guida
Questa guida è rivolta a:
- Enti del Terzo Settore (ETS): amministratori, responsabili fundraising, personale amministrativo.
- Volontari coinvolti nell’organizzazione di eventi di raccolta fondi.
- Commercialisti e Consulenti Fiscali che assistono gli ETS.
- Reti Associative e Centri Servizi per il Volontariato (CSV).
Come utilizzare la guida
- Identifica la tipologia di raccolta fondi che l’ente intende organizzare (occasionale o abituale).
- Verifica le condizioni per beneficiare del regime agevolato per le raccolte occasionali.
- Comprendi il trattamento fiscale (IRES e IVA) per ciascuna tipologia.
- Presta attenzione agli obblighi di rendicontazione e trasparenza.
- Consulta gli esempi pratici e le FAQ.
💡 Tool consigliato: per il quadro completo degli adempimenti del tuo ETS, tieni a portata di mano la Checklist Operativa ETS 2026 e la Checklist Adempimenti per Enti Non Profit.
Quadro Normativo
Riferimenti legislativi principali
- D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo Settore – CTS):
- Art. 7: attività di raccolta fondi (definizione, tipologie, regime fiscale agevolato per quelle occasionali).
- Art. 79: disposizioni generali in materia di imposte sui redditi per gli ETS (esclusione dal reddito dei fondi da raccolte occasionali, criteri di non commercialità con tolleranza 6% triennale).
- Art. 80: regime forfetario generale per gli ETS non commerciali.
- Art. 84: regime fiscale specifico per le ODV.
- Art. 85: regime fiscale specifico per le APS.
- Art. 86: regime forfetario per ODV e APS.
- Art. 87: obblighi contabili e di rendicontazione specifici per le raccolte fondi pubbliche occasionali.
- D.Lgs. 4 dicembre 2025, n. 186 (correttivo CTS): in particolare artt. 2 e 6.
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR): norme generali sulla determinazione del reddito d’impresa.
- D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (Decreto IVA): norme generali sull’applicazione dell’IVA. La riforma IVA per il Terzo Settore è stata prorogata al 1° gennaio 2036.
- D.M. 25 maggio 1995: individuazione delle attività commerciali connesse agli scopi istituzionali (rilevante per la L. 398/1991, oggi applicabile solo ad ASD/SSD).
Circolari e prassi amministrativa
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 1/E del 19 febbraio 2026: prassi organica sulla fiscalità ETS.
- Linee guida del Ministero del Lavoro del 9 gennaio 2025: chiarimenti operativi sulle raccolte fondi degli ETS.
- Circolare 19/E/2023: chiarimenti precedenti sul regime fiscale degli ETS.
- Circolare 59/E/2007: chiarimenti sulle raccolte fondi occasionali (ante-riforma, alcuni principi restano validi).
- Risoluzioni specifiche dell’Agenzia delle Entrate.
Aspetti Teorici
Definizione di Raccolta Fondi (Art. 7 CTS)
Per raccolta fondi si intende “il complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva”.
Tipologie di Raccolte Fondi
Il CTS distingue principalmente tra:
- Raccolte fondi occasionali: realizzate in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.
- Raccolte fondi abituali: svolte in modo continuativo e organizzato.
Raccolte Fondi Occasionali (Art. 7, c. 2, CTS)
- Caratteristiche: devono essere svolte pubblicamente e in concomitanza con eventi specifici (celebrazioni, ricorrenze, campagne di sensibilizzazione).
- Modalità: possono avvenire anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori.
- Regime fiscale agevolato: i fondi raccolti attraverso queste iniziative non concorrono a formare il reddito imponibile dell’ETS ai fini IRES (art. 79, c. 4, lett. b, CTS).
- IVA: le cessioni di beni di modico valore e le prestazioni di servizi effettuate in tale contesto sono fuori dal campo di applicazione dell’IVA.
Condizioni per l’occasionalità
- Pubblicità: la raccolta deve essere rivolta al pubblico indistinto.
- Concomitanza: deve essere legata temporalmente a specifici eventi (celebrazioni, ricorrenze, campagne di sensibilizzazione).
- Modico valore: i beni offerti in cambio delle donazioni devono avere un valore simbolico e significativamente inferiore all’importo dell’offerta (prassi indica un valore non superiore a pochi euro o comunque sproporzionato rispetto all’offerta).
- Non sistematicità: pur non essendoci un numero massimo prefissato per legge, la prassi e le linee guida ministeriali del 2025 confermano che troppe iniziative ravvicinate possono far perdere il carattere di occasionalità (orientativamente, non più di 2-3 grandi eventi all’anno, anche se la valutazione va fatta caso per caso).
Raccolte Fondi Abituali
- Caratteristiche: attività di raccolta fondi svolte in modo continuativo, organizzato e non legate a specifici eventi occasionali.
- Esempi: gestione di un negozio solidale permanente, vendita continuativa di prodotti con il marchio dell’ente, organizzazione periodica di eventi a pagamento con finalità di fundraising.
- Regime fiscale: queste attività sono generalmente considerate attività commerciali ai fini fiscali.
- IRES: i proventi concorrono alla formazione del reddito imponibile, da determinare secondo le regole ordinarie (analitiche) o forfetarie (art. 80, 86 CTS, se applicabili).
- IVA: le operazioni sono soggette a IVA secondo le regole ordinarie (salvo regimi speciali come la L. 398/1991 per ASD/SSD non iscritte al RUNTS).
Distinzione tra Raccolta Fondi e Attività Commerciale
La linea di demarcazione tra raccolta fondi abituale e attività commerciale può essere sottile. Si considera attività commerciale quando l’attività è svolta con organizzazione di mezzi, abitualità e verso corrispettivo che tende a remunerare il valore del bene/servizio offerto (anche se il ricavato è destinato a fini istituzionali). La raccolta fondi occasionale è invece caratterizzata dalla non corrispettività (l’offerta è liberale e il bene/servizio ha valore modico) e dall’occasionalità legata a specifici eventi.
Trattamento Fiscale IRES
Raccolte Fondi Occasionali
- I fondi raccolti non sono imponibili ai fini IRES (art. 79, c. 4, lett. b, CTS).
- Non è necessario tenere una contabilità separata per queste attività, ma è obbligatoria una specifica rendicontazione (vedi sotto).
Raccolte Fondi Abituali (Attività Commerciali)
I proventi derivanti da raccolte fondi abituali sono considerati ricavi commerciali. Il reddito imponibile è determinato secondo il regime fiscale applicabile all’ETS:
- Regime Ordinario ENC: determinazione analitica (ricavi – costi inerenti). Obbligo di contabilità separata. Aliquota IRES 24%.
- Regime Forfetario Art. 80 CTS (generale per ETS non commerciali): nessuna soglia massima, funziona con coefficienti a scaglioni:
- Per prestazioni di servizi: 7% fino a 130.000 €, 10% da 130.001 a 300.000 €, 17% oltre 300.000 €.
- Per altre attività: 5% fino a 130.000 €, 7% da 130.001 a 300.000 €, 14% oltre 300.000 €.
- Regime Forfetario Art. 86 CTS (ODV e APS): soglia di accesso 85.000 € di ricavi commerciali (ridotta dal D.Lgs. 186/2025), con coefficienti differenziati: 1% per le ODV, 3% per le APS.
- Regime Forfetario L. 398/1991: dal 1° gennaio 2026 applicabile solo ad ASD/SSD non iscritte al RUNTS, plafond 400.000 €, coefficiente 3%.
Trattamento Fiscale IVA
Raccolte Fondi Occasionali
- Le cessioni di beni di modico valore e le prestazioni di servizi effettuate durante raccolte fondi occasionali sono fuori dal campo di applicazione dell’IVA (art. 7 c. 2 CTS).
- Non vi sono obblighi IVA per queste operazioni.
Raccolte Fondi Abituali (Attività Commerciali)
- Le operazioni sono soggette a IVA secondo le regole ordinarie (aliquote applicabili, fatturazione, registrazione, liquidazione, dichiarazione).
- Importante: il D.Lgs. 186/2025 ha prorogato al 1° gennaio 2036 l’entrata in vigore della riforma IVA per il Terzo Settore. Fino a quella data, restano le regole IVA previgenti, con l’esclusione IVA per le operazioni verso soci ex art. 4 c. 4 DPR 633/72.
- Semplificazioni per chi applica il regime art. 86 CTS (ODV e APS): esonero da versamento, dichiarazione e tenuta dei registri IVA, fermo l’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto.
- Per ASD/SSD non iscritte al RUNTS in regime L. 398/91: versamento forfetario dell’IVA al 50% dell’imposta su operazioni imponibili.
💡 Approfondisci: per il quadro completo sulla proroga IVA, consulta la guida IVA e Terzo Settore: proroga al 2036.
Obblighi di Rendicontazione e Trasparenza
Rendiconto per Raccolte Fondi Occasionali (Art. 87, c. 6, CTS)
- Per ciascuna raccolta fondi pubblica occasionale, l’ETS deve redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, un apposito e separato rendiconto.
- Il rendiconto deve indicare in modo chiaro e trasparente le entrate e le spese relative a ciascuna celebrazione, ricorrenza o campagna di sensibilizzazione.
- Deve essere tenuto e conservato per 10 anni.
- È parte integrante del bilancio annuale dell’ente (allegato).
- Non è richiesta l’approvazione formale separata, ma deve essere disponibile per eventuali controlli.
Trasparenza generale
È buona prassi, anche per le raccolte abituali, garantire la massima trasparenza sull’utilizzo dei fondi raccolti, ad esempio attraverso il bilancio sociale o sezioni dedicate sul sito web. La trasparenza è anche un fattore chiave di fundraising: i donatori abituali apprezzano molto la possibilità di verificare l’utilizzo effettivo delle loro donazioni.
Casi Pratici
Esempio 1: Banchetto occasionale con vendita di torte
Situazione: un’ODV organizza un banchetto in piazza in occasione della Giornata del Volontariato, offrendo torte fatte dai volontari in cambio di offerte libere.
- Qualifica: raccolta fondi pubblica occasionale (concomitanza con ricorrenza, offerta di beni di modico valore).
- IRES: i fondi raccolti non sono imponibili (art. 79 c. 4 lett. b CTS).
- IVA: le offerte sono fuori campo IVA.
- Adempimenti: redigere il rendiconto specifico della raccolta nel bilancio dell’anno.
Esempio 2: Cena sociale annuale
Situazione: un’APS organizza la sua cena sociale annuale, chiedendo ai partecipanti un contributo che copre i costi della cena e lascia un margine per finanziare le attività.
Qualifica: dipende dalle modalità:
- Se è rivolta solo agli associati e il contributo è un corrispettivo specifico per la cena, potrebbe rientrare nella decommercializzazione art. 85 CTS. Attenzione però al comma 7 dell’art. 85 che esclude la somministrazione di alimenti e bevande dalla decommercializzazione generale, salvo stretta complementarità.
- Se è aperta al pubblico ed è legata a una ricorrenza/celebrazione specifica con offerta libera o contributo modico, può essere raccolta fondi occasionale.
- Se è un evento periodico a pagamento con finalità prevalente di raccolta fondi, è considerata attività commerciale.
Trattamento fiscale: varia a seconda della qualifica (non imponibile, fuori campo IVA, oppure imponibile IRES/IVA secondo il regime dell’ente).
Esempio 3: Vendita continuativa di gadget
Situazione: una Fondazione ETS vende magliette e altri gadget con il proprio logo tramite un e-commerce sul proprio sito web in modo continuativo, con ricavi annui di 50.000 €.
- Qualifica: attività commerciale (raccolta fondi abituale).
- IRES: i ricavi concorrono al reddito imponibile. Con regime forfetario art. 80 CTS (coefficiente 5% per le “altre attività” sotto 130.000 €): 50.000 × 5% = 2.500 €, IRES 24% = 600 €.
- IVA: operazioni soggette a IVA con regole ordinarie.
- Adempimenti: contabilità separata, fatturazione elettronica, liquidazioni IVA, dichiarazioni fiscali.
Esempio 4: Campagna SMS solidale
Situazione: un ETS lancia una campagna di raccolta fondi tramite SMS solidale in concomitanza con un’emergenza umanitaria, con incasso di 80.000 €.
- Qualifica: raccolta fondi pubblica occasionale (legata a campagna di sensibilizzazione).
- IRES: i fondi raccolti (al netto dei costi degli operatori telefonici) non sono imponibili.
- IVA: non applicabile.
- Adempimenti: redigere il rendiconto specifico della campagna, con dettaglio delle entrate e dei costi.
Esempio 5: ODV con vendita continuativa di prodotti realizzati da assistiti
Situazione: una ODV vende durante tutto l’anno prodotti realizzati dagli assistiti (oggetti artigianali, biscotti, ecc.) presso un piccolo negozio aperto al pubblico, con ricavi di 25.000 €.
- Qualifica: rientra nell’art. 84 c. 1 lett. c) CTS se l’attività è svolta senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato. Da valutare caso per caso: la presenza di un negozio fisico aperto stabilmente con dipendenti spinge verso la commercialità.
- Se decommercializzato ex art. 84 CTS: nessun imponibile IRES, fuori campo IVA. Soglia complessiva 65.000 € di entrate.
- Se commerciale: regime forfetario art. 86 CTS (sotto 85.000 €) con coefficiente 1% per le ODV. 25.000 × 1% × 24% = 60 € di IRES.
💡 Approfondisci: per la disciplina specifica delle ODV, consulta la guida La fiscalità delle Organizzazioni di Volontariato (ODV) e per gli aspetti delle APS La fiscalità delle Associazioni di Promozione Sociale (APS).
Strumenti e Modelli
Schema Rendiconto Raccolta Fondi Occasionale
Non esiste un modello ministeriale ufficiale, ma un possibile schema potrebbe includere:
RENDICONTO RACCOLTA FONDI OCCASIONALE (ai sensi dell’art. 87, c. 6, D.Lgs. 117/2017)
Ente: [Denominazione ETS] C.F.: [Codice Fiscale ETS] Evento/Campagna: [Descrizione evento/campagna, es. Banchetto Giornata Volontariato] Periodo di svolgimento: dal [Data inizio] al [Data fine] Data redazione rendiconto: [Data]
ENTRATE
- Offerte liberali in denaro: € [Importo]
- Proventi da cessione beni modico valore: € [Importo]
- Altre entrate (specificare): € [Importo]
- Totale Entrate: € [Totale A]
SPESE
- Acquisto beni offerti: € [Importo]
- Materiale promozionale/informativo: € [Importo]
- Affitto spazi/attrezzature: € [Importo]
- Costi personale dedicato (quota parte): € [Importo]
- Altre spese (specificare): € [Importo]
- Totale Spese: € [Totale B]
RISULTATO NETTO DELLA RACCOLTA: € [Totale A – Totale B]
Note illustrative: [Breve descrizione delle modalità di svolgimento e dell’utilizzo previsto dei fondi netti]
Il Legale Rappresentante: [Firma]
Conclusioni e Raccomandazioni
Le raccolte fondi sono il motore finanziario di molti ETS, e dal 2026 hanno un quadro fiscale più chiaro e stabile. I punti da fissare:
- Le raccolte occasionali sono fiscalmente neutre: fuori IRES e fuori IVA, purché rispettino i requisiti di occasionalità, pubblicità e modicità del valore dei beni offerti. Sono il modo più efficiente di finanziare l’ente.
- Le raccolte abituali sono attività commerciali: vanno gestite come tali, con scelta consapevole del regime fiscale tra ordinario, art. 80 CTS, art. 86 CTS o (solo per ASD/SSD non RUNTS) L. 398/91.
- Le soglie sono cambiate: art. 86 a 85.000 € (era 130.000 €), coefficienti 1% per ODV e 3% per APS. Verificate sempre prima di applicare un regime.
- L’IVA è prorogata al 2036: per gli ETS non scatta l’obbligo generalizzato di partita IVA dal 2026. Le raccolte fondi occasionali restano fuori campo IVA sia ora che dopo il 2036.
- Il rendiconto separato è obbligatorio: per ogni raccolta occasionale, redazione entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, conservazione per 10 anni, allegato al bilancio.
- Trasparenza come strategia: una rendicontazione chiara e pubblicata sul sito web è il modo migliore per fidelizzare i donatori. Le persone donano due volte di più quando vedono come sono stati usati i loro soldi.
💡 Tool e guide consigliate:
Riferimenti Normativi Essenziali (Riepilogo)
- D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (CTS), artt. 7, 79, 80, 84, 85, 86, 87 c. 6.
- D.Lgs. 4 dicembre 2025, n. 186 (correttivo CTS), artt. 2 e 6.
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR).
- D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (Decreto IVA).
- L. 16 dicembre 1991, n. 398 (regime forfetario, applicabile dal 2026 solo ad ASD/SSD non RUNTS).
- D.M. 25 maggio 1995 (attività commerciali connesse agli scopi istituzionali).
- D.M. 39/2020 (modelli di bilancio ETS).
- Direttiva UE 2020/285 (recepita per la soglia 85.000 € art. 86).
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 1/E del 19 febbraio 2026 (fiscalità ETS).
- Linee guida Ministero del Lavoro 9 gennaio 2025 (raccolte fondi ETS).
FAQ Operative
Qual è il limite di valore per considerare un bene di “modico valore” nelle raccolte occasionali? La legge non fissa un importo preciso. La prassi amministrativa e la dottrina ritengono che il valore debba essere simbolico e sproporzionato rispetto all’offerta ricevuta. In termini pratici, si parla di beni dal valore di pochi euro (gadget, oggetti artigianali simbolici, piccoli prodotti agroalimentari). Il principio chiave è che il valore del bene non deve essere “corrispettivo” rispetto all’offerta: se si chiedono 10 euro per una bottiglia di vino del valore commerciale di 9 euro, non è più una raccolta fondi ma una vendita. Si consiglia prudenza, soprattutto se in caso di controllo: tenere il valore del bene chiaramente sotto soglia “simbolica” mette al riparo da contestazioni. Una buona pratica è documentare nel rendiconto il valore di costo dei beni offerti.
Quante raccolte fondi occasionali si possono fare in un anno? La legge non fissa un numero massimo prefissato. Le linee guida del Ministero del Lavoro del 9 gennaio 2025 hanno però chiarito che il carattere di occasionalità si valuta caso per caso, considerando la frequenza, l’organizzazione e l’effettiva concomitanza con eventi specifici. In via orientativa, 2-3 grandi eventi all’anno tipicamente non sollevano problemi (Natale, Giornata del Volontariato, evento estivo, ad esempio); più di 4-5 raccolte annue richiedono una valutazione attenta della reale occasionalità. Una raccolta “occasionale” che si ripete tutte le settimane perde, per natura, il carattere di occasionalità. Documentate sempre l’evento specifico a cui la raccolta è collegata (delibera del consiglio, locandina, comunicazione pubblica): è la prima prova in caso di controllo.
Un’ODV può vendere prodotti realizzati dagli assistiti durante tutto l’anno nel suo negozietto, senza che diventi attività commerciale? Dipende da come è organizzata l’attività. L’art. 84 c. 1 lett. c) del CTS prevede una decommercializzazione strutturale per le ODV che vendono beni prodotti dagli assistiti, a condizione che: a) l’attività sia svolta direttamente dalla ODV senza intermediari; b) senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato; c) le entrate complessive della ODV non superino 65.000 € annui. Quindi un piccolo punto vendita gestito da volontari, con orari limitati, prezzi calmierati e ricavi modesti, può rientrare nella decommercializzazione. Un negozio fisico aperto con orari commerciali, dipendenti retribuiti, marketing strutturato è invece commerciale. Per le ODV sopra i 65.000 €, valutate il regime art. 86 CTS (coefficiente 1%): è comunque molto conveniente.
Il nostro circolo (non RUNTS) faceva la cena annuale con la L. 398/91. Nel 2026 cosa cambia? Cambia molto. Dal 1° gennaio 2026, per effetto dell’art. 89 c. 1 lett. c) del CTS, la L. 398/91 è applicabile esclusivamente ad ASD e SSD non iscritte al RUNTS. Per i circoli ricreativi, le associazioni culturali, le Pro Loco “generiche”, il regime non è più disponibile. Le alternative sono: a) iscrivervi al RUNTS come APS (se ne avete i requisiti), con accesso al regime forfetario art. 86 CTS (coefficiente 3% per APS, soglia 85.000 €); b) restare fuori dal RUNTS, perdendo le agevolazioni del Titolo X e applicando il regime ordinario o il forfetario art. 145 TUIR. Per la cena annuale specificamente: se è in concomitanza con una ricorrenza precisa (anniversario del circolo, festa patronale, ecc.) e l’offerta è modica, può rientrare nella raccolta fondi occasionale dell’art. 7 CTS (fuori IRES e IVA) per gli ETS iscritti al RUNTS. Fate la simulazione completa con il vostro commercialista: per molti circoli storici l’ingresso nel RUNTS come APS si rivela oggi la scelta più conveniente.
📩 La parola a te
Le raccolte fondi sono uno dei pochi terreni del Terzo Settore dove la fiscalità “lavora a favore” del non profit: zero IRES e zero IVA per quelle occasionali, regimi forfetari molto favorevoli per quelle abituali. Conoscere bene le regole significa, concretamente, mettere a disposizione dell’ente più risorse per le sue attività di interesse generale.
- La vostra raccolta fondi natalizia del prossimo anno la state organizzando come occasionale ma temete di “passare” alla soglia della commercialità per il numero di iniziative?
- Avete un negozio solidale o un’attività di e-commerce continuativa e volete capire il regime fiscale più conveniente?
- State pensando a una campagna SMS solidale o a un crowdfunding e vi servono indicazioni operative su rendicontazione e adempimenti?
Raccontatemi nei commenti la vostra situazione: il fundraising italiano è molto creativo, e ogni iniziativa ha sue specificità fiscali che meritano una valutazione caso per caso. Per chi sta organizzando per la prima volta un evento di raccolta fondi nella propria associazione, un piccolo consiglio operativo: il rendiconto separato dell’art. 87 c. 6 CTS è obbligatorio sempre per le occasionali, anche se la cifra raccolta è modesta. Conviene predisporre un template prima ancora dell’evento, da compilare a chiusura, perché ricostruire entrate e spese a mesi di distanza è sempre più complicato del previsto. E un rendiconto ben fatto, pubblicato sul sito web, vi farà guadagnare molta più credibilità verso i donatori della prossima campagna.