Guida pratica alla scelta del regime fiscale per gli ETS

Questa guida pratica è pensata per aiutare gli ETS a orientarsi tra le diverse possibilità, fornendo criteri di valutazione, schemi comparativi e indicazioni operative per scegliere il regime fiscale più adatto alla propria realtà.

Introduzione

Descrizione generale dell’argomento

La scelta del regime fiscale più appropriato è una decisione strategica per ogni Ente del Terzo Settore (ETS). Dal 2026 la fiscalità del Titolo X del Codice del Terzo Settore (CTS) è a regime per gli ETS iscritti al RUNTS, e impatta su IRES/IRAP, qualificazione “commerciale/non commerciale” e gestione delle attività.

Attenzione (2026): la riforma IVA per gli enti associativi non è entrata pienamente in vigore nel 2026, perché la decorrenza è stata prorogata al 2036; quindi la scelta del regime va ragionata tenendo separati: imposte dirette (Titolo X) e IVA (proroga).

Importanza e rilevanza per gli ETS

  • Ottimizzazione fiscale: Scegliere il regime più conveniente riduce l’imposizione fiscale e libera risorse per le attività istituzionali.
  • Semplificazione amministrativa: Alcuni regimi forfetari comportano significative semplificazioni contabili e IVA.
  • Conformità: Evitare errori nella scelta del regime previene contestazioni e sanzioni.
  • Pianificazione strategica: La scelta del regime fiscale influisce sulla pianificazione delle attività e sulla sostenibilità economica dell’ente.

A chi è destinata la guida

Questa guida è rivolta a:

  • Amministratori e dirigenti di ETS in fase di costituzione o che valutano un cambio di regime.
  • Tesorieri e responsabili amministrativi degli ETS.
  • Commercialisti e Consulenti Fiscali che assistono gli ETS nella scelta e gestione del regime fiscale.

Come utilizzare la guida

  1. Analizza la situazione del tuo ETS: Tipologia, qualifica fiscale, volume e natura delle attività.
  2. Esamina i diversi regimi fiscali disponibili per la tua categoria di ETS.
  3. Confronta i regimi in termini di tassazione, adempimenti e vantaggi/svantaggi.
  4. Utilizza gli schemi decisionali e gli esempi per orientare la scelta.
  5. Valuta l’impatto della scelta sulla gestione complessiva dell’ente.
  6. Consulta il tuo consulente fiscale per una valutazione personalizzata.

Quadro Normativo

Riferimenti legislativi principali

  • D.Lgs. 117/2017 (CTS): artt. 79, 80, 84, 85, 86.
  • DPR 917/1986 (TUIR): artt. 143–148 (per gli enti non ETS e per i rinvii “compatibili”).
  • DPR 633/1972 (IVA): disciplina IVA; per molte operazioni associative permane l’esclusione fino al 2036 per effetto della proroga.
  • L. 398/1991: regime forfetario storicamente centrale per ASD/SSD; per ETS non sportivi non è normalmente l’opzione primaria nel 2026.

Analisi Preliminare dell’Ente

Prima di scegliere il regime fiscale, analizza:

  1. Tipologia di ETS: ODV, APS, fondazione ETS, ente filantropico, altri ETS.
  2. Iscrizione RUNTS: nel 2026 è la base per applicare il Titolo X agli ETS (e distinguere ETS vs non ETS).
  3. Qualifica fiscale: l’ente è “non commerciale” o rischia prevalenza commerciale ex art. 79 CTS?
  4. Attività svolte: istituzionali, attività diverse (art. 6 CTS), attività commerciali verso terzi.
  5. Volume ricavi: distinguere entrate totali e ricavi commerciali (quelli contano per art. 80 e art. 86).
  6. Struttura organizzativa: personale, volontari, costi fissi, contabilità separata.
  7. Obiettivi: crescita, nuovi servizi, sponsorizzazioni, vendita beni/servizi, convenzioni.

Panoramica dei Regimi Fiscali Disponibili

1) Regime ordinario per enti non commerciali (ENC)

  • Applicabilità: ETS che svolgono attività commerciali e non applicano regimi forfetari CTS.
  • IRES: determinazione analitica del reddito commerciale (ricavi – costi inerenti).
  • IVA: ordinaria sulle operazioni IVA‑rilevanti; per molte attività associative verso soci/tesserati resta l’esclusione fino al 2036 (quando applicabile).
  • Contabilità: separata per la parte commerciale, con livello (ordinaria/semplificata) coerente ai ricavi.
  • Vantaggi: deducibilità analitica costi, aderenza alla redditività reale.
  • Svantaggi: complessità e necessità di procedure interne solide.

2) Regime forfetario art. 80 CTS (ETS non ODV/APS)

  • Applicabilità: ETS non commerciali diversi da ODV/APS con ricavi commerciali entro la soglia prevista dal CTS.
  • IRES/IRAP: imponibile forfetario (coefficiente CTS).
  • IVA: non è “forfetizzata” dal CTS: per le operazioni IVA‑rilevanti si applicano regole ordinarie, tenendo conto della proroga 2036 per i corrispettivi associativi.
  • Vantaggi: semplifica imposte dirette.
  • Svantaggi: può essere penalizzante se margini reali sono inferiori al coefficiente.

3) Regime specifico ODV (art. 84 CTS)

  • Applicabilità: ODV iscritte RUNTS, con regole speciali e decommercializzazioni tipiche previste dal CTS.
  • Parte commerciale residua: può essere gestita in ordinario o, se ne ricorrono i presupposti, con il forfetario art. 86 CTS.
  • IVA: ordinaria sulle operazioni IVA‑rilevanti, con proroga 2036 su molte entrate associative.

4) Regime specifico APS (art. 85 CTS)

  • Applicabilità: APS iscritte RUNTS con decommercializzazioni sulle attività tipiche verso associati ed equiparati.
  • Attività commerciali residue: ordinario ENC oppure art. 86 CTS (se accessibile).
  • IVA: ordinaria sulle operazioni IVA‑rilevanti, con proroga 2036 per molte operazioni associative.

5) Regime forfetario art. 86 CTS (ODV e APS) — aggiornato 2026

  • Applicabilità: ODV e APS con ricavi commerciali dell’anno precedente ≤ 85.000 euro.
  • Imposte dirette: determinazione forfetaria del reddito con coefficienti CTS (molto contenuti).
  • IVA: non va descritta come “dispensa 398”: l’IVA dipende dalle operazioni; nel 2026 molte entrate associative restano escluse fino al 2036, mentre le operazioni verso terzi restano IVA‑rilevanti.

6) Regime L. 398/1991 (perché non è la prima scelta per ETS non sportivi)

La 398/1991 resta uno strumento centrale soprattutto per ASD/SSD e sport dilettantistico, ma per un ETS “non sportivo” nel 2026 la scelta naturale passa dai regimi CTS (art. 80, 86) e dall’analisi ex art. 79.
In pratica: la 398 non va presentata come “regime forfetario generale ETS”, ma come regime settoriale/di contesto, utile per chi opera nello sport o in casi particolari che richiedono valutazione ad hoc.

Dal 2026 la fiscalità del Titolo X CTS è operativa per gli ETS iscritti al RUNTS. Sul fronte IVA, invece, il passaggio dall’esclusione all’esenzione per molte operazioni associative è stato prorogato al 2036: nel 2026 molte attività verso soci/tesserati restano fuori campo IVA (esclusione), mentre le operazioni verso terzi seguono le regole IVA ordinarie.

Criteri di Valutazione e Confronto

CriterioRegime ordinario ENCArt. 80 CTS (altri ETS)Art. 84 CTS (ODV)Art. 86 CTS (ODV/APS)L. 398/1991 (sport)
SogliaNessunaSoglia CTS (ricavi comm.)Regole/soglie CTSRicavi comm. ≤ 85.000 €Ricavi comm. ≤ 400.000 €
Reddito imponibileAnaliticoForfetario (coeff. CTS)Regole speciali + residuoForfetario (coeff. CTS)Forfetario
IVA (2026)Ordinaria sulle operazioni IVA‑rilevanti; esclusione prorogata su molte operazioni associative fino al 2036IdemIdemIdemMeccanismo 398 (sport)
ComplessitàAltaMediaMediaBassa/MediaBassa
Quando tende a convenireSe costi alti/margini bassi, o attività complesseSe vuoi semplificare imposte diretteSe ODV “tipica”Se ODV/APS con comm. contenutoSe ente sportivo con comm. significativa
Quali sono i coefficienti di redditività (forfettizzazione) nel 2026?

Nel 2026 i regimi forfetari del CTS determinano il reddito imponibile applicando ai ricavi commerciali un coefficiente di redditività previsto dalla norma. I coefficienti sono molto ridotti per ODV/APS in art. 86 CTS (1% e 3%), mentre per l’art. 80 CTS (altri ETS) sono a scaglioni e distinguono tra prestazioni di servizi e altre attività.

Nota operativa: ai ricavi determinati con i coefficienti si sommano anche alcuni componenti positivi “extra” (es. plusvalenze, sopravvenienze attive, dividendi/interessi, proventi immobiliari) secondo quanto richiamato dall’art. 80 CTS al TUIR.

Tabella 2026: limiti e coefficienti (Art. 86 CTS vs Art. 80 CTS)

RegimeSoggettiLimite ricavi per accesso/permanenzaCoefficiente redditività (imposte dirette)Note IVA (contesto 2026)
Art. 86 CTSODVRicavi commerciali anno precedente ≤ 85.000 €1% dei ricavi commerciali Molte entrate associative restano escluse IVA fino al 2036 (proroga); IVA ordinaria sulle operazioni verso terzi.
Art. 86 CTSAPSRicavi commerciali anno precedente ≤ 85.000 €3% dei ricavi commerciali Come sopra: esclusioni prorogate fino al 2036 + IVA ordinaria sulle operazioni IVA‑rilevanti.
Art. 80 CTSETS non commerciali (diversi da ODV/APS) – prestazioni di serviziNessun “tetto” unico; coefficienti per scaglioni di ricavi (fino a 130.000; 130.001–300.000; oltre 300.000) ​7% (≤130.000) / 10% (130.001–300.000) / 17% (>300.000) ​IVA: gestione ordinaria per le operazioni rilevanti; per le entrate associative opera la proroga fino al 2036 ove applicabile.
Art. 80 CTSETS non commerciali (diversi da ODV/APS) – altre attivitàCome sopra (scaglioni) ​5% (≤130.000) / 7% (130.001–300.000) / 14% (>300.000)​Come sopra.

Aspetti Operativi della Scelta

Quando scegliere o rivalutare il regime?

– In fase di costituzione: definisci il modello economico e la previsione di ricavi commerciali.
– Ogni anno: verifica soglie (in particolare art. 86 = 85.000) e rischio prevalenza commerciale.

Come gestire l’opzione e il passaggio tra regimi?

Aggiorna questa sezione eliminando “vincolo triennale/quinquennale” se non vuoi entrare in tecnicismi dichiarativi troppo variabili; meglio mantenere un’impostazione operativa: scelta coerente, monitoraggio annuale, adeguamento in caso di superamento soglia.

Come posso procedere per il monitoraggio dei ricavi?

Imposta un controllo trimestrale/semestrale dei ricavi commerciali (non delle entrate totali) e una mappa IVA per tipologia di entrata: nel 2026 è il modo più semplice per evitare errori e “sforamenti” inattesi.

IVA 2026: cosa cambia per gli ETS?

Nel 2026 la riforma IVA degli enti associativi non è “definitiva”: è stata prorogata al 2036, quindi molte prestazioni istituzionali verso soci/tesserati restano escluse IVA fino al 2035, mentre le operazioni verso terzi seguono le regole IVA ordinarie.

Cosa succede se un ETS non commerciale supera la prevalenza dell’attività commerciale?

Può perdere la qualifica di ente non commerciale e applicare regole ordinarie più gravose su imposte e adempimenti.

I regimi forfetari del CTS (art. 80, 86) sono applicabili nel 2026?

Sì: dal 2026 la fiscalità del Titolo X è operativa per gli ETS iscritti al RUNTS; per ODV/APS l’art. 86 è accessibile se i ricavi commerciali dell’anno precedente non superano 85.000 euro.

Nel 2026 l’IVA è passata definitivamente da esclusione a esenzione?

 No: il nuovo assetto IVA è stato prorogato al 2036, quindi nel 2026 molte entrate associative restano escluse IVA fino al 2035 (quando applicabile).

Approfondimenti

Temi correlati

Glossario

Contabilità separata: Sistema per distinguere componenti commerciali e istituzionali.

CTS: Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).

Decommercializzazione: Considerare non commerciali attività che altrimenti lo sarebbero.

Ente del Terzo Settore (ETS): Ente iscritto al RUNTS.

Ente non commerciale (ENC): Ente senza scopo di lucro prevalente.

IRAP: Imposta Regionale sulle Attività Produttive.

IRES: Imposta sul Reddito delle Società.

IVA: Imposta sul Valore Aggiunto.

Regime forfetario: Regime fiscale semplificato.

Ricavi commerciali: Proventi derivanti da attività commerciali.

RUNTS: Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

TUIR: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986).

Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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