5×1000: Guida Completa alla Gestione e Rendicontazione

Questa guida fornisce un quadro completo e aggiornato sulla gestione e rendicontazione del 5x1000, con particolare attenzione alle novità introdotte per il 2025.

Introduzione

Il contributo del cinque per mille rappresenta una delle più importanti forme di finanziamento per gli Enti del Terzo Settore (ETS) e per altre categorie di enti che svolgono attività di rilevanza sociale. Istituito dalla Legge n. 266/2005 (Finanziaria 2006) e successivamente stabilizzato con la Legge n. 190/2014, questo strumento permette ai contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille della propria IRPEF a enti che operano in settori di interesse collettivo.

La Riforma del Terzo Settore ha modificato sostanzialmente i beneficiari e le procedure di accesso al contributo, con l’obiettivo di razionalizzare e semplificare il sistema. Questa guida fornisce un quadro completo e aggiornato sulla gestione e rendicontazione del 5×1000, con particolare attenzione alle novità introdotte per il 2025.

A chi è destinata la guida

  • Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS
  • Organizzazioni di Volontariato (ODV) e Associazioni di Promozione Sociale (APS)
  • ONLUS in fase di transizione al RUNTS
  • Associazioni Sportive Dilettantistiche
  • Enti della ricerca scientifica e dell’università
  • Enti della ricerca sanitaria
  • Amministratori, consulenti e professionisti del settore non profit

1. Quadro Normativo di Riferimento

Evoluzione normativa

  • Legge n. 266/2005 (Finanziaria 2006): Istituzione del 5×1000
  • Legge n. 190/2014: Stabilizzazione del contributo
  • D.Lgs. n. 111/2017: Disciplina dell’istituto del 5×1000 nell’ambito della Riforma del Terzo Settore
  • D.P.C.M. 23 luglio 2020: Disciplina delle modalità e dei termini per l’accesso al riparto del 5×1000
  • D.D. 22 settembre 2021 n. 488: Approvazione modulistica per la rendicontazione
  • D.D. 13 dicembre 2022 n. 396: Aggiornamento della modulistica per la rendicontazione e introduzione della piattaforma informatica
  • D.L. 202/2024 (Decreto Milleproroghe): Proroga al 31 dicembre 2025 per le ONLUS

Soggetti beneficiari

Attualmente, i potenziali beneficiari della ripartizione del 5×1000 sono:

  1. Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, inclusi:
    • Organizzazioni di Volontariato (ODV)
    • Associazioni di Promozione Sociale (APS)
    • Enti filantropici
    • Imprese sociali (incluse le cooperative sociali, tranne quelle costituite in forma di società)
    • Reti associative
    • Società di mutuo soccorso
    • Associazioni riconosciute e non riconosciute
    • Fondazioni
  2. ONLUS (fino al 31 dicembre 2025, in attesa della completa transizione al RUNTS)
  3. Associazioni Sportive Dilettantistiche iscritte al Registro Nazionale delle attività sportive dilettantistiche che svolgono una rilevante attività di interesse sociale
  4. Enti della ricerca scientifica e dell’università:
    • Università e istituti universitari statali e non statali legalmente riconosciuti
    • Consorzi interuniversitari
    • Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica
    • Enti e istituzioni di ricerca
  5. Enti della ricerca sanitaria
  6. Enti per la tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici
  7. Comuni (per le attività sociali svolte nel comune di residenza del contribuente)
  8. Enti gestori delle aree protette

2. Procedura di Accreditamento e Iscrizione

Per gli Enti del Terzo Settore (ETS)

Gli ETS iscritti al RUNTS devono esercitare l’opzione per l’inserimento nell’elenco dei beneficiari del 5×1000 direttamente sul portale del RUNTS, seguendo questa procedura:

  1. Accesso all’area riservata del RUNTS con SPID o carta d’identità elettronica del legale rappresentante o di un componente dell’organo di amministrazione
  2. Selezione dell’opzione “Cinque per mille” e inserimento dell’IBAN sul quale si desidera ricevere l’accredito (o indicazione della Tesoreria presente nella provincia dove ha sede legale l’ente)
  3. Download della distinta, firma digitale e ricaricamento sul portale
  4. Invio della pratica

Scadenza: 10 aprile 2025 (ai sensi dell’art. 3, comma 2, D.P.C.M. 23 luglio 2020)

Per le Cooperative Sociali e Imprese Sociali non costituite in forma di società

  1. Verifica preliminare della presenza nell’elenco permanente (art. 8, D.P.C.M. 23 luglio 2020)
  2. Se già presenti nell’elenco: inserimento nel RUNTS delle coordinate bancarie
  3. Se non presenti nell’elenco:
    • Accesso al portale del Registro
    • Valorizzazione della voce “Accreditamento al 5×1000” e indicazione dell’IBAN

Nota: Le cooperative sociali e le imprese sociali che non si trovano nell’elenco degli enti iscritti al RUNTS devono rivolgersi alla Camera di Commercio competente per verificare la propria iscrizione nella sezione speciale.

Per le ONLUS

Le ONLUS beneficiano di un regime transitorio fino al 31 dicembre 2025 (D.L. 202/2024):

  1. ONLUS già iscritte nell’elenco permanente: non sono tenute ad alcun ulteriore adempimento
  2. ONLUS non iscritte nell’elenco permanente: devono presentare apposita richiesta telematica all’Agenzia delle Entrate (direttamente o tramite intermediario abilitato) entro il 10 aprile 2025

Nota importante: Le ONLUS, per entrare a far parte degli ETS, devono presentare apposita domanda all’ufficio del RUNTS territorialmente competente entro il 31 marzo del periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea (recentemente ottenuta).

Per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD)

Le ASD devono:

  1. Essere iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche
  2. Svolgere una rilevante attività di interesse sociale, con i seguenti requisiti:
    • Affiliazione agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI
    • Presenza del settore giovanile
    • Svolgimento in via prevalente di una delle seguenti attività:
      • Avviamento e formazione allo sport di giovani di età inferiore a 18 anni
      • Avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni
      • Avviamento alla pratica sportiva nei confronti di soggetti svantaggiati

Procedura:

  • ASD già presenti nell’elenco permanente: nessun adempimento necessario se permangono i requisiti
  • ASD non presenti nell’elenco: presentazione telematica della domanda all’Agenzia delle Entrate entro il 10 aprile 2025

Per gli Enti della Ricerca Scientifica e dell’Università

La domanda va presentata al Ministero dell’Università e della Ricerca entro il 10 aprile 2025 tramite la piattaforma GEA (Gestione iniziative e progetti di ricerca): https://www.gea.mur.gov.it/Home/CinquePerMille

Requisito preliminare: Iscrizione all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche (è sufficiente che l’iscrizione sia stata anche solo richiesta entro il 10 aprile )

Comunicazione dati per l’accredito: Tramite pratica di variazione dati sulla stessa piattaforma, possibilmente entro il 31 maggio 2025

Per gli Enti della Ricerca Sanitaria

La domanda va presentata al Ministero della Salute entro il 10 aprile 2025 tramite PEC all’indirizzo: dgrst@postacert.sanita.it

Documentazione da allegare:

  • Dichiarazione sull’attività di ricerca sanitaria svolta
  • Informazioni sui contributi erogati
  • Dettagli sulle strutture di ricerca utilizzate per la realizzazione dei programmi approvati dal Ministero della Salute

Iscrizione tardiva

In caso di mancata iscrizione entro il 10 aprile 2025, è possibile usufruire del termine più ampio con scadenza al 30 settembre 2025, previo pagamento di una sanzione di 250 euro da versare con modello F24 Elide (codice tributo 8115).

Condizione: I requisiti abilitativi all’iscrizione devono essere posseduti alla data della scadenza originaria (10 aprile 2025).

Calendario delle scadenze 2025

  • 10 aprile 2025: Termine per la presentazione delle domande di iscrizione
  • 20 aprile 2025: Pubblicazione degli elenchi degli enti iscritti
  • 30 aprile 2025: Termine per la segnalazione di eventuali errori
  • 1° maggio 2025: Pubblicazione degli elenchi aggiornati
  • 30 settembre 2025: Termine ultimo per l’iscrizione tardiva (con sanzione)

3. Rendicontazione del Contributo

Obblighi generali

Tutti gli enti beneficiari del 5×1000, indipendentemente dall’importo percepito, hanno l’obbligo di:

  1. Redigere un rendiconto e una relazione illustrativa entro 12 mesi dalla data di percezione del contributo
  2. Conservare la documentazione per 10 anni

Rendicontazione per contributi inferiori a 20.000 euro

Gli enti che ricevono un contributo inferiore a 20.000 euro devono:

  1. Compilare il rendiconto utilizzando la modulistica approvata con D.D. 22.09.2021 n. 488
  2. Conservare il rendiconto e la relazione illustrativa per 10 anni
  3. Non è richiesta la trasmissione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Rendicontazione per contributi pari o superiori a 20.000 euro

Gli enti che ricevono un contributo pari o superiore a 20.000 euro devono:

  1. Compilare il rendiconto utilizzando la modulistica aggiornata con D.D. 13.12.2022 n. 396
  2. Utilizzare esclusivamente la piattaforma informatica dedicata per la compilazione e trasmissione del rendiconto e della relazione illustrativa
  3. Non inviare i singoli giustificativi di spesa (che devono comunque essere conservati in originale per 10 anni)

Nota importante: Non saranno accettate rendicontazioni trasmesse con altre modalità (es. PEC o raccomandata)

Obbligo di pubblicazione

Tutti gli enti beneficiari, indipendentemente dall’importo ricevuto, devono:

  1. Pubblicare sul proprio sito web gli importi percepiti e il rendiconto con la relazione illustrativa entro 60 giorni dal termine ultimo previsto per la redazione del rendiconto
  2. Comunicare l’avvenuta pubblicazione all’Amministrazione erogatrice entro i successivi 7 giorni

Spese ammissibili e non ammissibili

Spese non ammissibili:

  • Spese di pubblicità sostenute per campagne di sensibilizzazione sulla destinazione del 5×1000
  • Uscite effettuate a titolo di investimenti finanziari
  • Multe e sanzioni (civili e amministrative)
  • Spese non costituenti esborso finanziario (sostenute tramite compensazione di crediti)
  • Spese sostenute dopo la cessazione dell’attività istituzionale dell’ente

Spese ammissibili:

Le spese devono essere:

  • Riconducibili alle finalità istituzionali dell’ente
  • Sostenute nel periodo di riferimento
  • Documentate da giustificativi intestati all’ente beneficiario
  • Effettivamente pagate entro la data di redazione del rendiconto

4. Modelli e Strumenti Pratici

Modello di rendiconto per contributi inferiori a 20.000 euro

Il modello di rendiconto (approvato con D.D. 22.09.2021 n. 488) deve contenere:

RENDICONTO DEGLI IMPORTI DEL “5 PER MILLE DELL’IRPEF” PERCEPITI DAGLI AVENTI DIRITTO

  • Anagrafica:
    • Denominazione sociale
    • Codice fiscale
    • Sede legale
    • Indirizzo di posta elettronica
    • Scopo dell’attività sociale
    • Rappresentante legale
  • Rendiconto delle spese sostenute:
    1. Risorse umane (dettagliare i costi)
    2. Spese di funzionamento (dettagliare i costi)
    3. Spese per acquisto beni e servizi (dettagliare i costi)
    4. Spese per attività di interesse generale dell’ente (dettagliare i costi)
    5. Accantonamento (è possibile accantonare in tutto o in parte l’importo percepito, fermo restando che l’Ente beneficiario deve specificare nella relazione allegata al rendiconto le finalità dell’accantonamento)
  • Altre informazioni:
    • Data di percezione del contributo
    • Importo percepito
    • Totale spese sostenute

Relazione illustrativa

La relazione illustrativa deve descrivere in modo chiaro e dettagliato:

  1. La destinazione e l’utilizzo del contributo percepito
  2. Le attività svolte grazie al contributo
  3. I beneficiari diretti e indiretti
  4. I risultati ottenuti
  5. Le motivazioni di eventuali accantonamenti

Piattaforma informatica per contributi pari o superiori a 20.000 euro

La piattaforma informatica dedicata (introdotta con D.D. 13.12.2022 n. 396) consente di:

  1. Compilare il rendiconto in formato digitale
  2. Allegare la relazione illustrativa
  3. Trasmettere la documentazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  4. Comunicare l’avvenuta pubblicazione sul sito web dell’ente

5. Controlli e Sanzioni

Controlli amministrativi

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (o l’amministrazione competente) può effettuare:

  1. Controlli amministrativi sulla documentazione trasmessa
  2. Verifiche a campione sulla veridicità delle dichiarazioni rese
  3. Richieste di esibizione dei giustificativi di spesa in originale

Sanzioni

In caso di irregolarità o violazioni, possono essere applicate le seguenti sanzioni:

  1. Recupero delle somme: In caso di dichiarazioni mendaci o utilizzo del contributo per finalità diverse da quelle istituzionali
  2. Sanzioni amministrative: Per omessa rendicontazione o pubblicazione
  3. Esclusione dal riparto del contributo: Per gravi o ripetute violazioni degli obblighi di rendicontazione

6. Casi Pratici ed Esempi

Esempio 1: Associazione di Promozione Sociale (contributo di 15.000 euro)

Scenario: Un’APS riceve un contributo di 15.000 euro dal 5×1000 e decide di utilizzarlo per l’acquisto di attrezzature e per il finanziamento di un progetto educativo.

Adempimenti:

  1. Redazione del rendiconto e della relazione illustrativa entro 12 mesi dalla percezione
  2. Conservazione della documentazione per 10 anni
  3. Pubblicazione sul proprio sito web entro 60 giorni dal termine per la redazione
  4. Comunicazione dell’avvenuta pubblicazione entro 7 giorni

Esempio di rendiconto:

  • Risorse umane: 0 €
  • Spese di funzionamento: 2.000 € (utenze, affitto sede)
  • Acquisto beni e servizi: 8.000 € (computer, proiettore, materiale didattico)
  • Attività di interesse generale: 5.000 € (progetto educativo nelle scuole)
  • Totale: 15.000 €

Esempio 2: Fondazione ETS (contributo di 35.000 euro)

Scenario: Una Fondazione ETS riceve un contributo di 35.000 euro e lo utilizza per un progetto di assistenza sociale.

Adempimenti:

  1. Compilazione del rendiconto tramite la piattaforma informatica dedicata
  2. Redazione della relazione illustrativa dettagliata
  3. Trasmissione della documentazione tramite la piattaforma
  4. Pubblicazione sul proprio sito web
  5. Comunicazione dell’avvenuta pubblicazione

Esempio di rendiconto:

  • Risorse umane: 15.000 € (educatori, assistenti sociali)
  • Spese di funzionamento: 5.000 € (utenze, affitto spazi)
  • Acquisto beni e servizi: 10.000 € (materiali, servizi di trasporto)
  • Attività di interesse generale: 5.000 € (attività ricreative per anziani)
  • Totale: 35.000 €

Esempio 3: ONLUS in fase di transizione al RUNTS

Scenario: Una ONLUS che ha ricevuto il contributo del 5×1000 sta pianificando la transizione al RUNTS.

Considerazioni:

  1. La ONLUS può continuare a beneficiare del 5×1000 fino al 31 dicembre 2025
  2. Gli obblighi di rendicontazione rimangono invariati
  3. Dopo l’iscrizione al RUNTS, l’ente dovrà seguire le procedure previste per gli ETS

7. FAQ – Domande Frequenti

D: È possibile utilizzare il contributo del 5×1000 per coprire le spese di pubblicità per la campagna 5×1000?

R: No, le disposizioni vigenti (art. 16, c. 4 D.P.C.M. 23.07.2020) non consentono di utilizzare il contributo per coprire le spese di pubblicità sostenute per campagne di sensibilizzazione sulla destinazione del 5×1000.

D: È possibile accantonare il contributo ricevuto per utilizzarlo successivamente?

R: Sì, è possibile accantonare in tutto o in parte l’importo percepito, specificando nella relazione illustrativa le finalità dell’accantonamento. L’utilizzo delle somme accantonate deve essere rendicontato nell’anno di effettivo impiego.

D: Cosa succede se un ente non presenta la rendicontazione entro i termini previsti?

R: L’omessa rendicontazione comporta l’obbligo di restituzione del contributo percepito e può determinare l’esclusione dal riparto del 5×1000 per l’anno successivo.

D: Un ente che ha ricevuto un contributo di 19.500 euro deve utilizzare la piattaforma informatica?

R: No, solo gli enti che ricevono contributi pari o superiori a 20.000 euro sono tenuti a utilizzare la piattaforma informatica. Gli enti che ricevono importi inferiori devono compilare il rendiconto cartaceo e conservarlo, senza obbligo di trasmissione.

D: È necessario allegare i giustificativi di spesa alla rendicontazione?

R: No, i giustificativi di spesa non devono essere allegati alla rendicontazione, ma devono essere conservati in originale per 10 anni presso la sede dell’ente ed esibiti su richiesta dell’amministrazione.

D: Un’associazione che non ha un proprio sito web come può adempiere all’obbligo di pubblicazione?

R: In assenza di un proprio sito web, l’ente può pubblicare il rendiconto sul sito web della rete associativa a cui aderisce o su un sito web dedicato alla trasparenza del Terzo Settore.

8. Riferimenti Normativi e Link Utili

Principali riferimenti normativi

  • Legge n. 266/2005 (Finanziaria 2006), art. 1, comma 337
  • Legge n. 190/2014 (Stabilizzazione del 5×1000)
  • D.Lgs. n. 111/2017 (Disciplina dell’istituto del 5×1000)
  • D.P.C.M. 23 luglio 2020 (Modalità e termini per l’accesso al 5×1000)
  • D.D. 22 settembre 2021 n. 488 (Modulistica per la rendicontazione)
  • D.D. 13 dicembre 2022 n. 396 (Aggiornamento modulistica e piattaforma informatica)
  • D.L. 202/2024 (Decreto Milleproroghe), art. 12

Link utili

Conclusioni

Il contributo del 5×1000 rappresenta una risorsa preziosa per gli enti che operano nel Terzo Settore e in altri ambiti di interesse sociale. La corretta gestione e rendicontazione di questo contributo non solo garantisce la conformità alle normative vigenti, ma rafforza anche la trasparenza e la fiducia dei donatori.

Gli enti beneficiari devono prestare particolare attenzione alle scadenze per l’accreditamento, alle modalità di rendicontazione (che variano in base all’importo ricevuto) e agli obblighi di pubblicazione. È fondamentale anche conservare adeguatamente tutta la documentazione relativa all’utilizzo del contributo, per poterla esibire in caso di controlli.

Con l’evoluzione normativa in corso, in particolare per quanto riguarda la piena attuazione della Riforma del Terzo Settore, è importante mantenersi aggiornati sulle eventuali modifiche alle procedure e agli adempimenti relativi al 5×1000.

Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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