I regimi fiscali per gli ETS

Questa guida offre un'analisi comparativa dei diversi regimi fiscali applicabili agli ETS, esaminandone caratteristiche, vantaggi, limitazioni e modalità di accesso.

⚠️ AGGIORNAMENTO REGIMI E IVA
L’analisi dei regimi fiscali qui presentata va letta alla luce della proroga IVA al 2036. I regimi forfetari del Codice del Terzo Settore (es. art. 86 per ODV/APS) restano opzionabili, ma l’obbligo di abbandonare l’esclusione IVA sui corrispettivi dei soci scatta solo tra 10 anni.
👉 Guida pratica: quale regime scegliere aspettando il 2036? >

Introduzione

Descrizione generale dell’argomento

I regimi fiscali per gli Enti del Terzo Settore (ETS) rappresentano uno degli aspetti più innovativi e complessi della Riforma introdotta dal D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore). Questa guida offre un’analisi comparativa dei diversi regimi fiscali applicabili agli ETS, esaminandone caratteristiche, vantaggi, limitazioni e modalità di accesso.

Il Codice del Terzo Settore ha introdotto un sistema articolato di regimi fiscali, pensato per rispondere alle diverse esigenze e caratteristiche degli enti non profit. Accanto al regime ordinario, basato sulle regole generali del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), sono stati previsti regimi forfetari specifici, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti e ridurre il carico fiscale per gli ETS di minori dimensioni.

La scelta del regime fiscale più adatto rappresenta una decisione strategica per ogni ETS, con importanti ripercussioni sulla gestione amministrativa, sulla pianificazione fiscale e sulla sostenibilità economica dell’ente.

Importanza e rilevanza per gli enti del Terzo Settore

La scelta del regime fiscale ottimale è fondamentale per molteplici ragioni:

  • Ottimizzazione del carico fiscale: I diversi regimi comportano livelli di tassazione differenti, con possibilità di significativi risparmi d’imposta
  • Semplificazione amministrativa: I regimi forfetari consentono una notevole riduzione degli adempimenti contabili e dichiarativi
  • Pianificazione strategica: La conoscenza dei diversi regimi permette scelte consapevoli nella strutturazione delle attività
  • Sostenibilità economica: Un regime fiscale adeguato contribuisce alla sostenibilità complessiva dell’ente
  • Conformità normativa: La corretta applicazione del regime scelto garantisce il rispetto degli obblighi fiscali
  • Trasparenza verso stakeholder: Un regime fiscale chiaro e appropriato rafforza la credibilità verso donatori e finanziatori

La Riforma ha introdotto un sistema più organico rispetto al passato, ma anche più complesso, che richiede un’attenta valutazione delle diverse opzioni disponibili.

A chi è destinata la guida

Questa guida è rivolta a:

  • Amministratori e dirigenti di enti del Terzo Settore
  • Tesorieri e responsabili amministrativi degli ETS
  • Commercialisti e consulenti fiscali specializzati nel non profit
  • Fondatori di nuovi enti che intendono acquisire la qualifica di ETS
  • Responsabili della pianificazione strategica delle organizzazioni non profit
  • Professionisti che operano nel settore del Terzo Settore
  • Studiosi e ricercatori interessati agli aspetti fiscali del non profit

Come utilizzare la guida

Per un utilizzo ottimale di questa guida:

  1. Inizia dalla panoramica generale dei regimi fiscali disponibili
  2. Approfondisci le sezioni specifiche relative ai regimi di tuo interesse
  3. Utilizza le tabelle comparative per un confronto immediato tra i diversi regimi
  4. Consulta gli esempi pratici per verificare l’applicazione concreta ai casi reali
  5. Utilizza i modelli di calcolo per simulare l’impatto dei diversi regimi sulla tua organizzazione
  6. Verifica periodicamente l’aggiornamento della guida per eventuali novità normative

La guida è strutturata per consentire sia una lettura completa e sequenziale, sia una consultazione mirata di specifici regimi fiscali di interesse.

Quadro Normativo

Riferimenti legislativi principali

Il quadro normativo relativo ai regimi fiscali degli ETS si basa principalmente su:

  • D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), in particolare:
    • Art. 79: Disposizioni in materia di imposte sui redditi
    • Art. 80: Regime forfetario degli ETS non commerciali
    • Art. 84: Regime fiscale delle ODV
    • Art. 85: Regime fiscale delle APS
    • Art. 86: Regime forfetario per ODV e APS
    • Art. 87: Obblighi contabili
  • D.P.R. 917/1986 (TUIR), in particolare:
    • Art. 73: Soggetti passivi
    • Artt. 143-149: Enti non commerciali residenti
    • Art. 144: Determinazione dei redditi
    • Art. 145: Regime forfetario degli enti non commerciali
  • D.Lgs. 112/2017 (Riforma dell’impresa sociale)
    • Art. 18: Misure fiscali e di sostegno economico
  • L. 398/1991
    • Regime fiscale agevolato per associazioni sportive dilettantistiche

Decreti attuativi e regolamenti

Diversi decreti attuativi hanno completato il quadro normativo:

  • D.M. 56/2023: Attività non commerciali ex art. 79, comma 2
  • D.M. 107/2021: Criteri e limiti delle attività diverse

Circolari e prassi amministrativa

L’interpretazione ufficiale della normativa è fornita da:

  • Circolare 19/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate: Chiarimenti sul regime fiscale degli ETS
  • Circolare 6/E/2024 dell’Agenzia delle Entrate: Agevolazioni fiscali per gli ETS
  • Risoluzione 89/E/2022 dell’Agenzia delle Entrate: Erogazioni liberali agli ETS
  • Circolare 18/2018 dell’Agenzia delle Entrate: Regime fiscale ODV

Giurisprudenza rilevante

Alcune sentenze hanno contribuito a chiarire aspetti controversi:

  • Sentenza Cassazione 23329/2023: Criteri per la qualifica di ente non commerciale
  • Sentenza Cassazione 15492/2022: Onere della prova nella contestazione della qualifica di ente non commerciale
  • Sentenza Commissione Tributaria Regionale Lombardia 2356/2023: Applicabilità del regime forfetario

Aspetti Teorici

Definizioni e concetti chiave

Regime fiscale

Il regime fiscale è l’insieme delle norme che disciplinano la determinazione della base imponibile, le aliquote applicabili, gli adempimenti contabili e dichiarativi di un soggetto passivo d’imposta.

Regime ordinario

Il regime ordinario è il sistema generale di tassazione basato sulla determinazione analitica del reddito imponibile, calcolato come differenza tra ricavi e costi inerenti all’attività.

Regime forfetario

Il regime forfetario è un sistema semplificato di tassazione che prevede la determinazione del reddito imponibile applicando coefficienti di redditività ai ricavi, senza considerare analiticamente i costi effettivamente sostenuti.

Coefficiente di redditività

Percentuale che, applicata ai ricavi, determina forfetariamente il reddito imponibile nel regime forfetario. Varia in base alla tipologia di attività e al regime specifico.

Attività commerciale e non commerciale

La distinzione tra attività commerciale e non commerciale è fondamentale per l’applicazione dei regimi fiscali:

  • Attività commerciale: attività che presenta i requisiti dell’art. 55 del TUIR
  • Attività non commerciale: attività che non presenta tali requisiti o è decommercializzata per espressa previsione normativa

Ente commerciale e non commerciale

  • Ente non commerciale: ente che non ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale
  • Ente commerciale: ente che ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale

Principi generali

Principio di capacità contributiva

La tassazione deve essere commisurata alla capacità contributiva del soggetto, principio che trova applicazione anche nei regimi forfetari attraverso coefficienti di redditività differenziati.

Principio di semplificazione

I regimi forfetari rispondono all’esigenza di semplificare gli adempimenti per gli enti di minori dimensioni, riducendo gli oneri amministrativi.

Principio di neutralità fiscale

La scelta del regime fiscale non dovrebbe influenzare le decisioni operative dell’ente, ma nella pratica può avere un impatto significativo sulla pianificazione delle attività.

Principio di proporzionalità

Gli adempimenti richiesti devono essere proporzionati alle dimensioni e alla complessità dell’ente, principio che giustifica regimi semplificati per gli enti minori.

Principio di certezza del diritto

Le norme fiscali devono garantire certezza e prevedibilità, aspetto particolarmente rilevante nella fase transitoria della Riforma.

Evoluzione normativa

L’evoluzione dei regimi fiscali per gli enti non profit ha seguito un percorso di progressiva specializzazione:

Prima della Riforma del Terzo Settore

  • Regime ordinario ex TUIR per tutti gli enti non commerciali
  • Regime forfetario ex art. 145 TUIR per enti non commerciali minori
  • Regime L. 398/91 per associazioni sportive dilettantistiche
  • Regimi specifici per ONLUS, ODV e APS

Con la Riforma del Terzo Settore

  • Mantenimento del regime ordinario come sistema base
  • Introduzione del regime forfetario ex art. 80 CTS per tutti gli ETS
  • Introduzione del regime forfetario ex art. 86 CTS specifico per ODV e APS
  • Coordinamento con il regime L. 398/91 per ASD/SSD
  • Disciplina specifica per le imprese sociali

Regime transitorio

  • Efficacia differita delle disposizioni fiscali del CTS
  • Necessità di autorizzazione della Commissione Europea
  • Coesistenza temporanea di vecchi e nuovi regimi

Interpretazioni ufficiali

Le principali interpretazioni ufficiali hanno chiarito:

Circolare 19/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate

  • Ambito di applicazione dei diversi regimi
  • Modalità di opzione e vincoli temporali
  • Coordinamento tra regimi CTS e regimi preesistenti
  • Adempimenti contabili e dichiarativi

Circolare 18/2018 dell’Agenzia delle Entrate

  • Regime fiscale delle ODV
  • Attività decommercializzate
  • Applicabilità del regime forfetario ex art. 86

Aspetti Pratici

Panoramica dei regimi fiscali disponibili

Regime ordinario

Il regime ordinario rappresenta il sistema base di tassazione, applicabile a tutti gli ETS che non optano per regimi forfetari.

Caratteristiche principali:

  • Determinazione analitica del reddito imponibile
  • Tassazione separata delle diverse categorie di reddito (fondiari, capitale, impresa, diversi)
  • Applicazione dell’aliquota IRES del 24%
  • Deducibilità dei costi inerenti all’attività commerciale
  • Applicazione delle regole ordinarie IVA

Adempimenti:

  • Contabilità ordinaria o semplificata in base ai ricavi
  • Dichiarazione dei redditi completa
  • Dichiarazione IVA (se soggetti)
  • Registri IVA e altri libri contabili obbligatori

Soggetti interessati:

  • ETS con prevalente attività commerciale
  • ETS con struttura amministrativa adeguata
  • ETS con significativi costi deducibili
  • ETS che superano i limiti per i regimi forfetari

Regime forfetario ex art. 80 CTS

Regime specifico per gli ETS non commerciali, che semplifica la determinazione del reddito imponibile.

Caratteristiche principali:

  • Determinazione forfetaria del reddito imponibile
  • Coefficienti di redditività differenziati per tipologia di attività:
    • 7% per prestazioni di servizi
    • 5% per altre attività
  • Applicazione dell’aliquota IRES del 24%
  • Esclusione da IVA per le attività commerciali occasionali

Limiti di accesso:

  • Ricavi commerciali fino a 130.000 euro
  • Qualifica di ETS non commerciale

Adempimenti:

  • Contabilità semplificata
  • Dichiarazione dei redditi con quadri specifici
  • Esonero da alcuni adempimenti IVA per attività occasionali

Soggetti interessati:

  • ETS non commerciali di piccole dimensioni
  • ETS con limitata struttura amministrativa
  • ETS con costi effettivi inferiori ai coefficienti di redditività

Regime forfetario ex art. 86 CTS

Regime ultra-agevolato riservato a ODV e APS, con significative semplificazioni.

Caratteristiche principali:

  • Determinazione forfetaria del reddito imponibile
  • Coefficiente di redditività del 3% per tutte le attività
  • Applicazione dell’aliquota IRES del 24%
  • Esonero dagli obblighi IVA
  • Esclusione da studi di settore, parametri e ISA

Limiti di accesso:

  • Ricavi commerciali fino a 130.000 euro
  • Esclusivamente per ODV e APS

Adempimenti:

  • Esonero dalla registrazione e tenuta delle scritture contabili
  • Conservazione dei documenti emessi e ricevuti
  • Dichiarazione dei redditi semplificata
  • Esonero dagli obblighi IVA

Soggetti interessati:

  • ODV e APS di piccole dimensioni
  • Enti con limitata struttura amministrativa
  • Enti con prevalente utilizzo di volontari

Regime L. 398/91

Regime specifico per associazioni sportive dilettantistiche, applicabile anche ad alcuni ETS.

Caratteristiche principali:

  • Determinazione forfetaria del reddito imponibile
  • Coefficiente di redditività del 3%
  • Forfetizzazione dell’IVA (50% per sponsorizzazioni, 33% per pubblicità)
  • Applicazione dell’aliquota IRES del 24%

Limiti di accesso:

  • Proventi commerciali fino a 400.000 euro
  • Principalmente per ASD/SSD
  • Applicabile anche a pro loco e associazioni bandistiche

Adempimenti:

  • Registro IVA minimo (D.M. 11/2/1997)
  • Conservazione dei documenti
  • Dichiarazione dei redditi semplificata
  • Versamenti IVA trimestrali

Soggetti interessati:

  • Associazioni sportive dilettantistiche
  • Pro loco e associazioni bandistiche
  • ETS che svolgono attività sportive dilettantistiche

Confronto tra i regimi fiscali

Tabella comparativa

CaratteristicaRegime OrdinarioRegime Art. 80 CTSRegime Art. 86 CTSRegime L. 398/91
SoggettiTutti gli ETSETS non commercialiSolo ODV e APSASD/SSD, pro loco
Limite ricaviNessuno130.000 €130.000 €400.000 €
Reddito imponibileAnaliticoForfetario (5-7%)Forfetario (3%)Forfetario (3%)
IVAOrdinariaOrdinaria (con esenzioni)EsoneroForfetizzazione
ContabilitàOrdinaria/semplificataSemplificataEsoneroRegistro minimo
Vincolo temporaleNessunoTriennaleTriennaleAnnuale
Vantaggi principaliDeduzione costi effettiviSemplificazioneMassima semplificazioneLimite ricavi elevato
Svantaggi principaliComplessitàCoefficienti elevatiSolo per ODV/APSLimitato a specifici enti

Vantaggi e svantaggi dei regimi forfetari

Vantaggi:

  • Semplificazione degli adempimenti contabili
  • Certezza del carico fiscale
  • Riduzione dei costi amministrativi
  • Minori controlli analitici sui costi

Svantaggi:

  • Impossibilità di dedurre i costi effettivi
  • Penalizzazione per enti con alta incidenza di costi
  • Vincoli temporali per l’opzione
  • Limitazioni soggettive e oggettive

Criteri di scelta del regime ottimale

La scelta del regime fiscale più conveniente dipende da diversi fattori:

  1. Tipologia di ente:
    • ODV e APS possono accedere a tutti i regimi
    • Altri ETS possono scegliere tra regime ordinario e art. 80
    • ASD/SSD possono optare per il regime L. 398/91
  2. Volume dei ricavi commerciali:
    • Fino a 130.000 €: possibilità di accesso ai regimi forfetari CTS
    • Fino a 400.000 €: regime L. 398/91 per i soggetti ammessi
    • Oltre i limiti: regime ordinario
  3. Struttura dei costi:
    • Alta incidenza dei costi: potenzialmente più conveniente il regime ordinario
    • Bassa incidenza dei costi: più convenienti i regimi forfetari
  4. Complessità amministrativa:
    • Struttura amministrativa sviluppata: sostenibile il regime ordinario
    • Risorse amministrative limitate: preferibili i regimi forfetari
  5. Pianificazione temporale:
    • Considerare il vincolo triennale dei regimi forfetari CTS
    • Valutare l’evoluzione prevista dell’ente nel medio periodo

Modalità di accesso e gestione dei regimi

Opzione per i regimi forfetari

Regime ex art. 80 CTS:

  1. Opzione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta precedente
  2. Vincolo triennale (salvo superamento dei limiti)
  3. Comunicazione di revoca nella dichiarazione dei redditi

Regime ex art. 86 CTS:

  1. Opzione nella dichiarazione dei redditi o nella dichiarazione di inizio attività
  2. Vincolo triennale (salvo superamento dei limiti)
  3. Comunicazione di revoca nella dichiarazione dei redditi

Regime L. 398/91:

  1. Opzione con comunicazione alla SIAE e all’Agenzia delle Entrate
  2. Vincolo annuale con rinnovo automatico
  3. Revoca con le stesse modalità dell’opzione

Adempimenti contabili specifici

Regime ordinario:

  • Contabilità ordinaria (ricavi > 400.000 €) o semplificata
  • Registri IVA (acquisti, vendite, corrispettivi)
  • Registro beni ammortizzabili
  • Libro giornale (contabilità ordinaria)

Regime ex art. 80 CTS:

  • Contabilità separata per attività commerciali
  • Registri IVA per attività commerciali non occasionali
  • Conservazione documenti

Regime ex art. 86 CTS:

  • Conservazione documenti emessi e ricevuti
  • Annotazione entrate in apposito registro

Regime L. 398/91:

  • Registro IVA minimo (D.M. 11/2/1997)
  • Conservazione documenti

Passaggio tra regimi

Da regime ordinario a forfetario:

  1. Verifica dei requisiti di accesso
  2. Opzione nella dichiarazione dei redditi
  3. Gestione delle rimanenze e dei componenti sospesi

Da regime forfetario a ordinario:

  1. Attesa della scadenza del vincolo o superamento dei limiti
  2. Comunicazione nella dichiarazione dei redditi
  3. Adeguamento del sistema contabile

Tra regimi forfetari:

  1. Verifica dei requisiti specifici
  2. Rispetto dei vincoli temporali
  3. Opzione nella dichiarazione dei redditi

Gestione del superamento dei limiti

Superamento dei limiti di ricavi:

  • Regime ex art. 80 e 86: passaggio al regime ordinario dall’anno successivo
  • Regime L. 398/91: passaggio al regime ordinario dal mese successivo

Perdita dei requisiti soggettivi:

  • Cessazione immediata dell’applicazione del regime agevolato
  • Passaggio al regime applicabile in base alla nuova qualifica

Casi Pratici

Esempio 1: Scelta del regime per una ODV

Situazione: Una ODV che svolge attività di assistenza sociale presenta i seguenti dati:

  • Attività istituzionali non commerciali: assistenza a persone svantaggiate
  • Attività commerciali marginali: vendita occasionale di manufatti prodotti dagli assistiti
  • Ricavi commerciali: 40.000 euro
  • Costi diretti relativi all’attività commerciale: 25.000 euro

Opzioni disponibili:

  1. Regime ordinario
  2. Regime forfetario ex art. 80 CTS (coefficiente 5%)
  3. Regime forfetario ex art. 86 CTS (coefficiente 3%)

Analisi comparativa:

RegimeCalcoloReddito imponibileIRES (24%)
Ordinario40.000 – 25.00015.000 €3.600 €
Art. 80 CTS40.000 × 5%2.000 €480 €
Art. 86 CTS40.000 × 3%1.200 €288 €

Considerazioni aggiuntive:

  • Regime ordinario: necessità di contabilità analitica, ma possibilità di dedurre i costi effettivi
  • Regime art. 80: semplificazione contabile, ma coefficiente più elevato
  • Regime art. 86: massima semplificazione e coefficiente più basso

Conclusione: Il regime più conveniente è quello ex art. 86 CTS, che garantisce il minor carico fiscale e la massima semplificazione amministrativa.

Esempio 2: Scelta del regime per un’APS

Situazione: Un’APS che gestisce un circolo culturale presenta i seguenti dati:

  • Attività istituzionali: organizzazione eventi culturali per soci
  • Attività commerciali: somministrazione alimenti e bevande ai soci, vendita pubblicazioni
  • Ricavi commerciali: 120.000 euro
  • Costi diretti relativi all’attività commerciale: 90.000 euro

Opzioni disponibili:

  1. Regime ordinario
  2. Regime forfetario ex art. 80 CTS (coefficiente 7% per servizi, 5% per vendite)
  3. Regime forfetario ex art. 86 CTS (coefficiente 3%)

Analisi comparativa:

RegimeCalcoloReddito imponibileIRES (24%)
Ordinario120.000 – 90.00030.000 €7.200 €
Art. 80 CTS(100.000 × 7%) + (20.000 × 5%)8.000 €1.920 €
Art. 86 CTS120.000 × 3%3.600 €864 €

Considerazioni aggiuntive:

  • Alta incidenza dei costi, ma comunque inferiore ai coefficienti di redditività
  • Necessità di valutare anche gli aspetti IVA (esonero nel regime art. 86)
  • Valutazione della complessità amministrativa

Conclusione: Il regime più conveniente è quello ex art. 86 CTS, nonostante l’alta incidenza dei costi.

Esempio 3: Scelta del regime per un ETS generico

Situazione: Un’associazione culturale ETS (non ODV né APS) presenta i seguenti dati:

  • Attività istituzionali: organizzazione eventi culturali
  • Attività commerciali: corsi di formazione a pagamento
  • Ricavi commerciali: 80.000 euro
  • Costi diretti relativi all’attività commerciale: 50.000 euro

Opzioni disponibili:

  1. Regime ordinario
  2. Regime forfetario ex art. 80 CTS (coefficiente 7% per servizi)

Analisi comparativa:

RegimeCalcoloReddito imponibileIRES (24%)
Ordinario80.000 – 50.00030.000 €7.200 €
Art. 80 CTS80.000 × 7%5.600 €1.344 €

Considerazioni aggiuntive:

  • Non essendo ODV o APS, non può accedere al regime ex art. 86
  • Incidenza dei costi (62,5%) inferiore al coefficiente di redditività inverso (93%)

Conclusione: Il regime più conveniente è quello ex art. 80 CTS, che garantisce un significativo risparmio fiscale.

Esempio 4: Scelta del regime per un’ASD

Situazione: Un’associazione sportiva dilettantistica presenta i seguenti dati:

  • Attività istituzionali: attività sportiva dilettantistica
  • Attività commerciali: sponsorizzazioni, pubblicità, somministrazione ai soci
  • Ricavi commerciali: 250.000 euro
  • Costi diretti relativi all’attività commerciale: 180.000 euro

Opzioni disponibili:

  1. Regime ordinario
  2. Regime L. 398/91 (coefficiente 3%)

Analisi comparativa:

RegimeCalcoloReddito imponibileIRES (24%)
Ordinario250.000 – 180.00070.000 €16.800 €
L. 398/91250.000 × 3%7.500 €1.800 €

Considerazioni aggiuntive:

  • Vantaggi anche sul fronte IVA con la forfetizzazione
  • Semplificazione degli adempimenti contabili
  • Limite di ricavi (400.000 €) ampiamente rispettato

Conclusione: Il regime L. 398/91 è nettamente più conveniente, con un risparmio fiscale significativo.

Strumenti e Modelli

Checklist per la scelta del regime fiscale

✓ Identificare la tipologia di ente (ODV, APS, altro ETS, ASD/SSD)
✓ Verificare il volume dei ricavi commerciali
✓ Calcolare l’incidenza dei costi diretti sui ricavi commerciali
✓ Verificare i requisiti soggettivi per l’accesso ai regimi agevolati
✓ Valutare la struttura amministrativa disponibile
✓ Considerare le prospettive di sviluppo nel medio periodo
✓ Verificare gli adempimenti richiesti da ciascun regime
✓ Calcolare il carico fiscale nei diversi regimi
✓ Considerare gli aspetti IVA
✓ Valutare i vincoli temporali dei regimi forfetari
✓ Verificare le modalità di opzione e i termini
✓ Considerare le conseguenze del superamento dei limiti

Modello per il calcolo comparativo dei regimi

DATI DI BASE
- Tipologia di ente: [ODV / APS / Altro ETS / ASD/SSD]
- Ricavi commerciali: [importo]
- Di cui da prestazioni di servizi: [importo]
- Di cui da altre attività: [importo]
- Costi diretti commerciali: [importo]
- Incidenza costi/ricavi: [percentuale]

REGIME ORDINARIO
- Reddito imponibile: [Ricavi - Costi]
- IRES (24%): [importo]
- Adempimenti: [elenco]

REGIME FORFETARIO ART. 80 CTS
- Applicabile: [Sì/No]
- Reddito da servizi: [Ricavi servizi × 7%]
- Reddito da altre attività: [Ricavi altre × 5%]
- Reddito imponibile totale: [somma]
- IRES (24%): [importo]
- Adempimenti: [elenco]

REGIME FORFETARIO ART. 86 CTS
- Applicabile: [Sì/No]
- Reddito imponibile: [Ricavi totali × 3%]
- IRES (24%): [importo]
- Adempimenti: [elenco]

REGIME L. 398/91
- Applicabile: [Sì/No]
- Reddito imponibile: [Ricavi totali × 3%]
- IRES (24%): [importo]
- Adempimenti: [elenco]

CONFRONTO E SCELTA
- Regime più conveniente: [indicare]
- Risparmio fiscale: [importo]
- Semplificazioni amministrative: [elenco]
- Vincoli e limitazioni: [elenco]

Modello di comunicazione per l’opzione dei regimi forfetari

OPZIONE REGIME FORFETARIO ART. 80 CTS

Il sottoscritto [Nome e Cognome], in qualità di legale rappresentante dell'ente [Denominazione], codice fiscale [CF], con sede in [Indirizzo],

COMUNICA

l'opzione per il regime forfetario previsto dall'art. 80 del D.Lgs. 117/2017 a partire dal periodo d'imposta [Anno].

L'ente dichiara di possedere i seguenti requisiti:
- Qualifica di ETS non commerciale
- Ricavi commerciali non superiori a 130.000 euro

Si impegna a comunicare tempestivamente la perdita dei requisiti o l'eventuale revoca dell'opzione.

Luogo e data
Firma
OPZIONE REGIME FORFETARIO ART. 86 CTS

Il sottoscritto [Nome e Cognome], in qualità di legale rappresentante dell'ente [Denominazione], codice fiscale [CF], con sede in [Indirizzo],

COMUNICA

l'opzione per il regime forfetario previsto dall'art. 86 del D.Lgs. 117/2017 a partire dal periodo d'imposta [Anno].

L'ente dichiara di possedere i seguenti requisiti:
- Qualifica di [ODV/APS]
- Ricavi commerciali non superiori a 130.000 euro

Si impegna a comunicare tempestivamente la perdita dei requisiti o l'eventuale revoca dell'opzione.

Luogo e data
Firma

Scheda di monitoraggio dei limiti di ricavi

MONITORAGGIO LIMITI DI RICAVI

Ente: [Denominazione]
Regime adottato: [specificare]
Limite di ricavi: [importo]

SITUAZIONE RICAVI COMMERCIALI

Mese | Ricavi mensili | Ricavi progressivi | % utilizzo limite | Note
-----|----------------|-------------------|-------------------|------
Gen  |                |                   |                   |
Feb  |                |                   |                   |
Mar  |                |                   |                   |
Apr  |                |                   |                   |
Mag  |                |                   |                   |
Giu  |                |                   |                   |
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FAQ – Domande Frequenti

Scelta del regime

D: Quale regime fiscale è più conveniente per un ETS? R: Non esiste un regime universalmente più conveniente. La scelta dipende da diversi fattori: tipologia di ente, volume dei ricavi commerciali, incidenza dei costi, struttura amministrativa. In generale, i regimi forfetari sono più convenienti quando l’incidenza dei costi è inferiore ai coefficienti di redditività inversi (93% per art. 86, 93-95% per art. 80).

D: Un ETS può scegliere liberamente tra i diversi regimi fiscali? R: No, la scelta è vincolata da requisiti soggettivi e oggettivi. Solo ODV e APS possono accedere al regime ex art. 86 CTS, mentre il regime ex art. 80 CTS è accessibile a tutti gli ETS non commerciali. Inoltre, ci sono limiti di ricavi (130.000 euro per i regimi CTS, 400.000 euro per il regime L. 398/91).

D: È possibile cambiare regime fiscale ogni anno? R: No, i regimi forfetari CTS prevedono un vincolo triennale, salvo il superamento dei limiti di ricavi. Il regime L. 398/91 ha un vincolo annuale con rinnovo automatico. Solo il regime ordinario non prevede vincoli temporali.

Requisiti e limiti

D: Come si calcolano i ricavi commerciali per verificare il rispetto dei limiti? R: Si considerano tutti i ricavi derivanti da attività commerciali, sia quelle di interesse generale qualificate come commerciali, sia le attività diverse. Non si considerano le entrate da attività non commerciali (contributi, donazioni, quote associative ordinarie).

D: Cosa succede se si superano i limiti di ricavi durante l’anno? R: Per i regimi ex art. 80 e 86 CTS, il superamento del limite di 130.000 euro comporta il passaggio al regime ordinario dall’anno successivo. Per il regime L. 398/91, il superamento del limite di 400.000 euro comporta il passaggio al regime ordinario dal mese successivo.

D: Un ente può accedere ai regimi forfetari se ha dipendenti o collaboratori? R: Sì, a differenza del regime forfetario per persone fisiche, i regimi forfetari per ETS non prevedono limitazioni relative al personale dipendente o ai collaboratori.

Aspetti operativi

D: Come si esercita l’opzione per i regimi forfetari? R: L’opzione per i regimi forfetari CTS si esercita nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta precedente o, per i nuovi enti, nella dichiarazione di inizio attività. L’opzione per il regime L. 398/91 si esercita con comunicazione alla SIAE e all’Agenzia delle Entrate.

D: Quali sono gli adempimenti contabili minimi nei regimi forfetari? R: Nel regime ex art. 80 CTS è necessaria la contabilità separata per le attività commerciali. Nel regime ex art. 86 CTS è sufficiente la conservazione dei documenti emessi e ricevuti. Nel regime L. 398/91 è richiesta la tenuta del registro IVA minimo.

D: Come si gestisce l’IVA nei diversi regimi? R: Nel regime ordinario e nel regime ex art. 80 CTS si applicano le regole ordinarie IVA. Nel regime ex art. 86 CTS c’è l’esonero dagli obblighi IVA. Nel regime L. 398/91 c’è la forfetizzazione dell’IVA (50% per sponsorizzazioni, 33% per pubblicità).

Casi particolari

D: Un ETS può applicare contemporaneamente diversi regimi fiscali? R: No, la scelta del regime fiscale è unitaria per tutte le attività commerciali dell’ente. Non è possibile applicare regimi diversi a diverse attività commerciali.

D: Come si gestisce il passaggio da un regime all’altro? R: Il passaggio richiede attenzione alla gestione delle rimanenze, dei componenti sospesi e degli adempimenti contabili. È consigliabile effettuare il passaggio all’inizio dell’anno fiscale e adeguare preventivamente il sistema contabile.

D: Le imprese sociali possono accedere ai regimi forfetari? R: No, le imprese sociali sono soggette al regime ordinario delle società commerciali, con alcune specifiche agevolazioni previste dal D.Lgs. 112/2017.

Approfondimenti

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Riferimenti ad altre guide

Glossario

Attività commerciale: Attività che presenta i requisiti dell’art. 55 del TUIR (esercizio per professione abituale di attività d’impresa).

Attività decommercializzata: Attività che, pur presentando i requisiti oggettivi dell’attività commerciale, è considerata non commerciale per espressa previsione normativa.

Attività di interesse generale: Attività elencate all’art. 5 del CTS che costituiscono il core business degli ETS.

Attività diverse: Attività secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale, disciplinate dall’art. 6 del CTS.

Coefficiente di redditività: Percentuale che, applicata ai ricavi, determina forfetariamente il reddito imponibile nel regime forfetario.

Codice del Terzo Settore (CTS): D.Lgs. 117/2017 che disciplina gli enti del Terzo settore.

Contabilità separata: Obbligo di tenere una contabilità distinta per le attività commerciali rispetto a quelle istituzionali.

Ente commerciale: Ente che ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale.

Ente del Terzo Settore (ETS): Ente iscritto al RUNTS che svolge attività di interesse generale per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Ente non commerciale: Ente che non ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale.

IRES: Imposta sul Reddito delle Società, applicabile anche agli enti non commerciali.

IVA: Imposta sul Valore Aggiunto.

Regime fiscale: Insieme delle norme che disciplinano la determinazione della base imponibile, le aliquote applicabili, gli adempimenti contabili e dichiarativi.

Regime forfetario: Sistema semplificato di tassazione che prevede la determinazione del reddito imponibile applicando coefficienti di redditività ai ricavi.

Regime ordinario: Sistema generale di tassazione basato sulla determinazione analitica del reddito imponibile.

RUNTS: Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

TUIR: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/1986).

Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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