Indirizzo
Strada Prati, 12/3
65124 Pescara
Questa guida offre un'analisi comparativa dei diversi regimi fiscali applicabili agli ETS, esaminandone caratteristiche, vantaggi, limitazioni e modalità di accesso.
⚠️ AGGIORNAMENTO REGIMI E IVA
L’analisi dei regimi fiscali qui presentata va letta alla luce della proroga IVA al 2036. I regimi forfetari del Codice del Terzo Settore (es. art. 86 per ODV/APS) restano opzionabili, ma l’obbligo di abbandonare l’esclusione IVA sui corrispettivi dei soci scatta solo tra 10 anni.
👉 Guida pratica: quale regime scegliere aspettando il 2036? >
I regimi fiscali per gli Enti del Terzo Settore (ETS) rappresentano uno degli aspetti più innovativi e complessi della Riforma introdotta dal D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore). Questa guida offre un’analisi comparativa dei diversi regimi fiscali applicabili agli ETS, esaminandone caratteristiche, vantaggi, limitazioni e modalità di accesso.
Il Codice del Terzo Settore ha introdotto un sistema articolato di regimi fiscali, pensato per rispondere alle diverse esigenze e caratteristiche degli enti non profit. Accanto al regime ordinario, basato sulle regole generali del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), sono stati previsti regimi forfetari specifici, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti e ridurre il carico fiscale per gli ETS di minori dimensioni.
La scelta del regime fiscale più adatto rappresenta una decisione strategica per ogni ETS, con importanti ripercussioni sulla gestione amministrativa, sulla pianificazione fiscale e sulla sostenibilità economica dell’ente.
La scelta del regime fiscale ottimale è fondamentale per molteplici ragioni:
La Riforma ha introdotto un sistema più organico rispetto al passato, ma anche più complesso, che richiede un’attenta valutazione delle diverse opzioni disponibili.
Questa guida è rivolta a:
Per un utilizzo ottimale di questa guida:
La guida è strutturata per consentire sia una lettura completa e sequenziale, sia una consultazione mirata di specifici regimi fiscali di interesse.
Il quadro normativo relativo ai regimi fiscali degli ETS si basa principalmente su:
Diversi decreti attuativi hanno completato il quadro normativo:
L’interpretazione ufficiale della normativa è fornita da:
Alcune sentenze hanno contribuito a chiarire aspetti controversi:
Il regime fiscale è l’insieme delle norme che disciplinano la determinazione della base imponibile, le aliquote applicabili, gli adempimenti contabili e dichiarativi di un soggetto passivo d’imposta.
Il regime ordinario è il sistema generale di tassazione basato sulla determinazione analitica del reddito imponibile, calcolato come differenza tra ricavi e costi inerenti all’attività.
Il regime forfetario è un sistema semplificato di tassazione che prevede la determinazione del reddito imponibile applicando coefficienti di redditività ai ricavi, senza considerare analiticamente i costi effettivamente sostenuti.
Percentuale che, applicata ai ricavi, determina forfetariamente il reddito imponibile nel regime forfetario. Varia in base alla tipologia di attività e al regime specifico.
La distinzione tra attività commerciale e non commerciale è fondamentale per l’applicazione dei regimi fiscali:
La tassazione deve essere commisurata alla capacità contributiva del soggetto, principio che trova applicazione anche nei regimi forfetari attraverso coefficienti di redditività differenziati.
I regimi forfetari rispondono all’esigenza di semplificare gli adempimenti per gli enti di minori dimensioni, riducendo gli oneri amministrativi.
La scelta del regime fiscale non dovrebbe influenzare le decisioni operative dell’ente, ma nella pratica può avere un impatto significativo sulla pianificazione delle attività.
Gli adempimenti richiesti devono essere proporzionati alle dimensioni e alla complessità dell’ente, principio che giustifica regimi semplificati per gli enti minori.
Le norme fiscali devono garantire certezza e prevedibilità, aspetto particolarmente rilevante nella fase transitoria della Riforma.
L’evoluzione dei regimi fiscali per gli enti non profit ha seguito un percorso di progressiva specializzazione:
Le principali interpretazioni ufficiali hanno chiarito:
Il regime ordinario rappresenta il sistema base di tassazione, applicabile a tutti gli ETS che non optano per regimi forfetari.
Caratteristiche principali:
Adempimenti:
Soggetti interessati:
Regime specifico per gli ETS non commerciali, che semplifica la determinazione del reddito imponibile.
Caratteristiche principali:
Limiti di accesso:
Adempimenti:
Soggetti interessati:
Regime ultra-agevolato riservato a ODV e APS, con significative semplificazioni.
Caratteristiche principali:
Limiti di accesso:
Adempimenti:
Soggetti interessati:
Regime specifico per associazioni sportive dilettantistiche, applicabile anche ad alcuni ETS.
Caratteristiche principali:
Limiti di accesso:
Adempimenti:
Soggetti interessati:
| Caratteristica | Regime Ordinario | Regime Art. 80 CTS | Regime Art. 86 CTS | Regime L. 398/91 |
|---|---|---|---|---|
| Soggetti | Tutti gli ETS | ETS non commerciali | Solo ODV e APS | ASD/SSD, pro loco |
| Limite ricavi | Nessuno | 130.000 € | 130.000 € | 400.000 € |
| Reddito imponibile | Analitico | Forfetario (5-7%) | Forfetario (3%) | Forfetario (3%) |
| IVA | Ordinaria | Ordinaria (con esenzioni) | Esonero | Forfetizzazione |
| Contabilità | Ordinaria/semplificata | Semplificata | Esonero | Registro minimo |
| Vincolo temporale | Nessuno | Triennale | Triennale | Annuale |
| Vantaggi principali | Deduzione costi effettivi | Semplificazione | Massima semplificazione | Limite ricavi elevato |
| Svantaggi principali | Complessità | Coefficienti elevati | Solo per ODV/APS | Limitato a specifici enti |
Vantaggi:
Svantaggi:
La scelta del regime fiscale più conveniente dipende da diversi fattori:
Regime ex art. 80 CTS:
Regime ex art. 86 CTS:
Regime L. 398/91:
Regime ordinario:
Regime ex art. 80 CTS:
Regime ex art. 86 CTS:
Regime L. 398/91:
Da regime ordinario a forfetario:
Da regime forfetario a ordinario:
Tra regimi forfetari:
Superamento dei limiti di ricavi:
Perdita dei requisiti soggettivi:
Situazione: Una ODV che svolge attività di assistenza sociale presenta i seguenti dati:
Opzioni disponibili:
Analisi comparativa:
| Regime | Calcolo | Reddito imponibile | IRES (24%) |
|---|---|---|---|
| Ordinario | 40.000 – 25.000 | 15.000 € | 3.600 € |
| Art. 80 CTS | 40.000 × 5% | 2.000 € | 480 € |
| Art. 86 CTS | 40.000 × 3% | 1.200 € | 288 € |
Considerazioni aggiuntive:
Conclusione: Il regime più conveniente è quello ex art. 86 CTS, che garantisce il minor carico fiscale e la massima semplificazione amministrativa.
Situazione: Un’APS che gestisce un circolo culturale presenta i seguenti dati:
Opzioni disponibili:
Analisi comparativa:
| Regime | Calcolo | Reddito imponibile | IRES (24%) |
|---|---|---|---|
| Ordinario | 120.000 – 90.000 | 30.000 € | 7.200 € |
| Art. 80 CTS | (100.000 × 7%) + (20.000 × 5%) | 8.000 € | 1.920 € |
| Art. 86 CTS | 120.000 × 3% | 3.600 € | 864 € |
Considerazioni aggiuntive:
Conclusione: Il regime più conveniente è quello ex art. 86 CTS, nonostante l’alta incidenza dei costi.
Situazione: Un’associazione culturale ETS (non ODV né APS) presenta i seguenti dati:
Opzioni disponibili:
Analisi comparativa:
| Regime | Calcolo | Reddito imponibile | IRES (24%) |
|---|---|---|---|
| Ordinario | 80.000 – 50.000 | 30.000 € | 7.200 € |
| Art. 80 CTS | 80.000 × 7% | 5.600 € | 1.344 € |
Considerazioni aggiuntive:
Conclusione: Il regime più conveniente è quello ex art. 80 CTS, che garantisce un significativo risparmio fiscale.
Situazione: Un’associazione sportiva dilettantistica presenta i seguenti dati:
Opzioni disponibili:
Analisi comparativa:
| Regime | Calcolo | Reddito imponibile | IRES (24%) |
|---|---|---|---|
| Ordinario | 250.000 – 180.000 | 70.000 € | 16.800 € |
| L. 398/91 | 250.000 × 3% | 7.500 € | 1.800 € |
Considerazioni aggiuntive:
Conclusione: Il regime L. 398/91 è nettamente più conveniente, con un risparmio fiscale significativo.
✓ Identificare la tipologia di ente (ODV, APS, altro ETS, ASD/SSD)
✓ Verificare il volume dei ricavi commerciali
✓ Calcolare l’incidenza dei costi diretti sui ricavi commerciali
✓ Verificare i requisiti soggettivi per l’accesso ai regimi agevolati
✓ Valutare la struttura amministrativa disponibile
✓ Considerare le prospettive di sviluppo nel medio periodo
✓ Verificare gli adempimenti richiesti da ciascun regime
✓ Calcolare il carico fiscale nei diversi regimi
✓ Considerare gli aspetti IVA
✓ Valutare i vincoli temporali dei regimi forfetari
✓ Verificare le modalità di opzione e i termini
✓ Considerare le conseguenze del superamento dei limiti
DATI DI BASE
- Tipologia di ente: [ODV / APS / Altro ETS / ASD/SSD]
- Ricavi commerciali: [importo]
- Di cui da prestazioni di servizi: [importo]
- Di cui da altre attività: [importo]
- Costi diretti commerciali: [importo]
- Incidenza costi/ricavi: [percentuale]
REGIME ORDINARIO
- Reddito imponibile: [Ricavi - Costi]
- IRES (24%): [importo]
- Adempimenti: [elenco]
REGIME FORFETARIO ART. 80 CTS
- Applicabile: [Sì/No]
- Reddito da servizi: [Ricavi servizi × 7%]
- Reddito da altre attività: [Ricavi altre × 5%]
- Reddito imponibile totale: [somma]
- IRES (24%): [importo]
- Adempimenti: [elenco]
REGIME FORFETARIO ART. 86 CTS
- Applicabile: [Sì/No]
- Reddito imponibile: [Ricavi totali × 3%]
- IRES (24%): [importo]
- Adempimenti: [elenco]
REGIME L. 398/91
- Applicabile: [Sì/No]
- Reddito imponibile: [Ricavi totali × 3%]
- IRES (24%): [importo]
- Adempimenti: [elenco]
CONFRONTO E SCELTA
- Regime più conveniente: [indicare]
- Risparmio fiscale: [importo]
- Semplificazioni amministrative: [elenco]
- Vincoli e limitazioni: [elenco]
OPZIONE REGIME FORFETARIO ART. 80 CTS
Il sottoscritto [Nome e Cognome], in qualità di legale rappresentante dell'ente [Denominazione], codice fiscale [CF], con sede in [Indirizzo],
COMUNICA
l'opzione per il regime forfetario previsto dall'art. 80 del D.Lgs. 117/2017 a partire dal periodo d'imposta [Anno].
L'ente dichiara di possedere i seguenti requisiti:
- Qualifica di ETS non commerciale
- Ricavi commerciali non superiori a 130.000 euro
Si impegna a comunicare tempestivamente la perdita dei requisiti o l'eventuale revoca dell'opzione.
Luogo e data
Firma
OPZIONE REGIME FORFETARIO ART. 86 CTS
Il sottoscritto [Nome e Cognome], in qualità di legale rappresentante dell'ente [Denominazione], codice fiscale [CF], con sede in [Indirizzo],
COMUNICA
l'opzione per il regime forfetario previsto dall'art. 86 del D.Lgs. 117/2017 a partire dal periodo d'imposta [Anno].
L'ente dichiara di possedere i seguenti requisiti:
- Qualifica di [ODV/APS]
- Ricavi commerciali non superiori a 130.000 euro
Si impegna a comunicare tempestivamente la perdita dei requisiti o l'eventuale revoca dell'opzione.
Luogo e data
Firma
MONITORAGGIO LIMITI DI RICAVI
Ente: [Denominazione]
Regime adottato: [specificare]
Limite di ricavi: [importo]
SITUAZIONE RICAVI COMMERCIALI
Mese | Ricavi mensili | Ricavi progressivi | % utilizzo limite | Note
-----|----------------|-------------------|-------------------|------
Gen | | | |
Feb | | | |
Mar | | | |
Apr | | | |
Mag | | | |
Giu | | | |
Lug | | | |
Ago | | | |
Set | | | |
Ott | | | |
Nov | | | |
Dic | | | |
TOT | | | |
PREVISIONE FINE ANNO: [importo]
AZIONI CORRETTIVE: [descrizione]
D: Quale regime fiscale è più conveniente per un ETS? R: Non esiste un regime universalmente più conveniente. La scelta dipende da diversi fattori: tipologia di ente, volume dei ricavi commerciali, incidenza dei costi, struttura amministrativa. In generale, i regimi forfetari sono più convenienti quando l’incidenza dei costi è inferiore ai coefficienti di redditività inversi (93% per art. 86, 93-95% per art. 80).
D: Un ETS può scegliere liberamente tra i diversi regimi fiscali? R: No, la scelta è vincolata da requisiti soggettivi e oggettivi. Solo ODV e APS possono accedere al regime ex art. 86 CTS, mentre il regime ex art. 80 CTS è accessibile a tutti gli ETS non commerciali. Inoltre, ci sono limiti di ricavi (130.000 euro per i regimi CTS, 400.000 euro per il regime L. 398/91).
D: È possibile cambiare regime fiscale ogni anno? R: No, i regimi forfetari CTS prevedono un vincolo triennale, salvo il superamento dei limiti di ricavi. Il regime L. 398/91 ha un vincolo annuale con rinnovo automatico. Solo il regime ordinario non prevede vincoli temporali.
D: Come si calcolano i ricavi commerciali per verificare il rispetto dei limiti? R: Si considerano tutti i ricavi derivanti da attività commerciali, sia quelle di interesse generale qualificate come commerciali, sia le attività diverse. Non si considerano le entrate da attività non commerciali (contributi, donazioni, quote associative ordinarie).
D: Cosa succede se si superano i limiti di ricavi durante l’anno? R: Per i regimi ex art. 80 e 86 CTS, il superamento del limite di 130.000 euro comporta il passaggio al regime ordinario dall’anno successivo. Per il regime L. 398/91, il superamento del limite di 400.000 euro comporta il passaggio al regime ordinario dal mese successivo.
D: Un ente può accedere ai regimi forfetari se ha dipendenti o collaboratori? R: Sì, a differenza del regime forfetario per persone fisiche, i regimi forfetari per ETS non prevedono limitazioni relative al personale dipendente o ai collaboratori.
D: Come si esercita l’opzione per i regimi forfetari? R: L’opzione per i regimi forfetari CTS si esercita nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta precedente o, per i nuovi enti, nella dichiarazione di inizio attività. L’opzione per il regime L. 398/91 si esercita con comunicazione alla SIAE e all’Agenzia delle Entrate.
D: Quali sono gli adempimenti contabili minimi nei regimi forfetari? R: Nel regime ex art. 80 CTS è necessaria la contabilità separata per le attività commerciali. Nel regime ex art. 86 CTS è sufficiente la conservazione dei documenti emessi e ricevuti. Nel regime L. 398/91 è richiesta la tenuta del registro IVA minimo.
D: Come si gestisce l’IVA nei diversi regimi? R: Nel regime ordinario e nel regime ex art. 80 CTS si applicano le regole ordinarie IVA. Nel regime ex art. 86 CTS c’è l’esonero dagli obblighi IVA. Nel regime L. 398/91 c’è la forfetizzazione dell’IVA (50% per sponsorizzazioni, 33% per pubblicità).
D: Un ETS può applicare contemporaneamente diversi regimi fiscali? R: No, la scelta del regime fiscale è unitaria per tutte le attività commerciali dell’ente. Non è possibile applicare regimi diversi a diverse attività commerciali.
D: Come si gestisce il passaggio da un regime all’altro? R: Il passaggio richiede attenzione alla gestione delle rimanenze, dei componenti sospesi e degli adempimenti contabili. È consigliabile effettuare il passaggio all’inizio dell’anno fiscale e adeguare preventivamente il sistema contabile.
D: Le imprese sociali possono accedere ai regimi forfetari? R: No, le imprese sociali sono soggette al regime ordinario delle società commerciali, con alcune specifiche agevolazioni previste dal D.Lgs. 112/2017.
Attività commerciale: Attività che presenta i requisiti dell’art. 55 del TUIR (esercizio per professione abituale di attività d’impresa).
Attività decommercializzata: Attività che, pur presentando i requisiti oggettivi dell’attività commerciale, è considerata non commerciale per espressa previsione normativa.
Attività di interesse generale: Attività elencate all’art. 5 del CTS che costituiscono il core business degli ETS.
Attività diverse: Attività secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale, disciplinate dall’art. 6 del CTS.
Coefficiente di redditività: Percentuale che, applicata ai ricavi, determina forfetariamente il reddito imponibile nel regime forfetario.
Codice del Terzo Settore (CTS): D.Lgs. 117/2017 che disciplina gli enti del Terzo settore.
Contabilità separata: Obbligo di tenere una contabilità distinta per le attività commerciali rispetto a quelle istituzionali.
Ente commerciale: Ente che ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale.
Ente del Terzo Settore (ETS): Ente iscritto al RUNTS che svolge attività di interesse generale per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
Ente non commerciale: Ente che non ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale.
IRES: Imposta sul Reddito delle Società, applicabile anche agli enti non commerciali.
IVA: Imposta sul Valore Aggiunto.
Regime fiscale: Insieme delle norme che disciplinano la determinazione della base imponibile, le aliquote applicabili, gli adempimenti contabili e dichiarativi.
Regime forfetario: Sistema semplificato di tassazione che prevede la determinazione del reddito imponibile applicando coefficienti di redditività ai ricavi.
Regime ordinario: Sistema generale di tassazione basato sulla determinazione analitica del reddito imponibile.
RUNTS: Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
TUIR: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/1986).