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65124 Pescara
Questa guida si propone di analizzare in dettaglio le caratteristiche, i beneficiari, le modalità di accesso e le condizioni per fruire di queste importanti agevolazioni, con un focus particolare sulla loro applicazione e rilevanza per gli Enti del Terzo Settore (ETS).
Il panorama degli incentivi fiscali a sostegno del Terzo Settore e della cultura in Italia si è arricchito negli anni di strumenti specifici volti a incoraggiare le erogazioni liberali da parte di privati cittadini e imprese. Tra questi, spiccano il Social Bonus e l’Art Bonus, due meccanismi che prevedono significativi crediti d’imposta per chi decide di contribuire economicamente a progetti di rilevanza sociale e culturale.
Questa guida si propone di analizzare in dettaglio le caratteristiche, i beneficiari, le modalità di accesso e le condizioni per fruire di queste importanti agevolazioni, con un focus particolare sulla loro applicazione e rilevanza per gli Enti del Terzo Settore (ETS).
Il Social Bonus, introdotto dall’articolo 81 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), è finalizzato a promuovere il recupero e la valorizzazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata, da destinare ad attività di interesse generale svolte da ETS. L’Art Bonus, disciplinato dal D.L. 31 maggio 2014, n. 83, mira invece a favorire il mecenatismo culturale, sostenendo interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, nonché il sostegno a istituzioni e luoghi della cultura.
Comprendere il funzionamento di questi strumenti è cruciale sia per gli ETS che possono proporsi come beneficiari delle erogazioni, sia per i potenziali donatori (persone fisiche, enti e imprese) che possono così massimizzare l’impatto della loro generosità ottenendo un consistente beneficio fiscale.
Questa guida è rivolta a:
La guida è suddivisa in due sezioni principali, dedicate rispettivamente al Social Bonus e all’Art Bonus. Ciascuna sezione descrive il quadro normativo, i soggetti beneficiari (sia enti che donatori), la tipologia di interventi ammissibili, l’entità del credito d’imposta e le modalità operative per la sua fruizione. Si consiglia di consultare la sezione di interesse e di verificare sempre i riferimenti normativi e le prassi amministrative più recenti.
Il Social Bonus è un incentivo fiscale specificamente pensato per il Terzo Settore, con l’obiettivo di stimolare il recupero e la riqualificazione di patrimoni immobiliari pubblici o confiscati da destinare a finalità sociali.
Il Social Bonus è stato istituito per favorire le erogazioni liberali in denaro effettuate da persone fisiche, enti o società a sostegno di progetti di recupero di:
Questi beni, una volta recuperati grazie alle donazioni, devono essere destinati dagli Enti del Terzo Settore beneficiari allo svolgimento di attività di interesse generale (elencate all’art. 5 del CTS) con modalità esclusivamente non commerciali.
Possono beneficiare delle erogazioni liberali incentivate con il Social Bonus gli Enti del Terzo Settore (ETS) che:
È quindi l’ETS che, dopo aver identificato un bene e predisposto un progetto di recupero e riutilizzo sociale, si candida per diventare destinatario di donazioni agevolate con il Social Bonus.
Il credito d’imposta varia a seconda della natura del donatore:
Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione. L’eventuale quota non utilizzata in un anno può essere riportata negli esercizi successivi, ma non oltre il periodo di vigenza dell’agevolazione.
Il Social Bonus rappresenta un’opportunità significativa per gli ETS per:
L’Art Bonus è un credito d’imposta introdotto per promuovere il mecenatismo a favore del patrimonio culturale italiano. Sebbene non sia uno strumento esclusivo del Terzo Settore, molti ETS che operano in ambito culturale possono rientrare tra i soggetti beneficiari delle erogazioni.
L’Art Bonus incentiva le erogazioni liberali in denaro a sostegno di:
Molti ETS, come fondazioni culturali, associazioni che gestiscono musei o biblioteche private aperte al pubblico, o che organizzano spettacoli, possono rientrare in queste categorie.
I principali soggetti che possono ricevere erogazioni liberali agevolate con l’Art Bonus includono:
È fondamentale che l’ente beneficiario sia riconosciuto e che l’intervento o l’attività rientrino tra quelli ammessi dalla normativa.
Il credito d’imposta spetta a:
Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione. Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, il credito è utilizzabile in compensazione tramite modello F24.
Per gli ETS che operano nel settore culturale (es. associazioni che gestiscono piccoli musei, biblioteche, archivi, organizzano festival o restaurano beni di interesse culturale di loro proprietà e aperti al pubblico), l’Art Bonus rappresenta uno strumento prezioso per:
È importante che tali ETS verifichino attentamente i requisiti per essere ammessi come beneficiari e che promuovano attivamente questa opportunità presso i loro potenziali sostenitori.
Il Social Bonus e l’Art Bonus, pur avendo ambiti di applicazione distinti, condividono l’obiettivo di stimolare la partecipazione privata al sostegno di iniziative di interesse collettivo, offrendo in cambio un significativo vantaggio fiscale. Per gli Enti del Terzo Settore, questi strumenti possono rappresentare leve importanti per la raccolta fondi e per la realizzazione di progetti ambiziosi.
Una corretta conoscenza delle normative, una gestione trasparente delle erogazioni ricevute e una comunicazione efficace verso i potenziali donatori sono elementi chiave per sfruttare appieno le opportunità offerte da questi crediti d’imposta.
Si raccomanda sempre di consultare i siti istituzionali di riferimento (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per il Social Bonus, artbonus.gov.it per l’Art Bonus) e di avvalersi della consulenza di professionisti esperti per la corretta applicazione delle procedure.