Social Bonus e Art Bonus per il Terzo Settore

Questa guida si propone di analizzare in dettaglio le caratteristiche, i beneficiari, le modalità di accesso e le condizioni per fruire di queste importanti agevolazioni, con un focus particolare sulla loro applicazione e rilevanza per gli Enti del Terzo Settore (ETS).

Introduzione

Il panorama degli incentivi fiscali a sostegno del Terzo Settore e della cultura in Italia si è arricchito negli anni di strumenti specifici volti a incoraggiare le erogazioni liberali da parte di privati cittadini e imprese. Tra questi, spiccano il Social Bonus e l’Art Bonus, due meccanismi che prevedono significativi crediti d’imposta per chi decide di contribuire economicamente a progetti di rilevanza sociale e culturale.

Questa guida si propone di analizzare in dettaglio le caratteristiche, i beneficiari, le modalità di accesso e le condizioni per fruire di queste importanti agevolazioni, con un focus particolare sulla loro applicazione e rilevanza per gli Enti del Terzo Settore (ETS).

Il Social Bonus, introdotto dall’articolo 81 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), è finalizzato a promuovere il recupero e la valorizzazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata, da destinare ad attività di interesse generale svolte da ETS. L’Art Bonus, disciplinato dal D.L. 31 maggio 2014, n. 83, mira invece a favorire il mecenatismo culturale, sostenendo interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, nonché il sostegno a istituzioni e luoghi della cultura.

Comprendere il funzionamento di questi strumenti è cruciale sia per gli ETS che possono proporsi come beneficiari delle erogazioni, sia per i potenziali donatori (persone fisiche, enti e imprese) che possono così massimizzare l’impatto della loro generosità ottenendo un consistente beneficio fiscale.

A chi è destinata la guida

Questa guida è rivolta a:

  • Dirigenti, amministratori e responsabili fundraising di Enti del Terzo Settore.
  • Operatori di enti culturali, fondazioni lirico-sinfoniche, teatri di tradizione e altri soggetti ammissibili all’Art Bonus.
  • Persone fisiche, professionisti, imprenditori e società che desiderano effettuare erogazioni liberali beneficiando dei crediti d’imposta.
  • Commercialisti e consulenti fiscali che assistono ETS e donatori.

Come utilizzare la guida

La guida è suddivisa in due sezioni principali, dedicate rispettivamente al Social Bonus e all’Art Bonus. Ciascuna sezione descrive il quadro normativo, i soggetti beneficiari (sia enti che donatori), la tipologia di interventi ammissibili, l’entità del credito d’imposta e le modalità operative per la sua fruizione. Si consiglia di consultare la sezione di interesse e di verificare sempre i riferimenti normativi e le prassi amministrative più recenti.

1. Il Social Bonus (Art. 81, D.Lgs. 117/2017)

Il Social Bonus è un incentivo fiscale specificamente pensato per il Terzo Settore, con l’obiettivo di stimolare il recupero e la riqualificazione di patrimoni immobiliari pubblici o confiscati da destinare a finalità sociali.

1.1. Finalità e Oggetto del Social Bonus

Il Social Bonus è stato istituito per favorire le erogazioni liberali in denaro effettuate da persone fisiche, enti o società a sostegno di progetti di recupero di:

  • Immobili pubblici inutilizzati.
  • Beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata.

Questi beni, una volta recuperati grazie alle donazioni, devono essere destinati dagli Enti del Terzo Settore beneficiari allo svolgimento di attività di interesse generale (elencate all’art. 5 del CTS) con modalità esclusivamente non commerciali.

1.2. Soggetti Beneficiari delle Erogazioni (Enti)

Possono beneficiare delle erogazioni liberali incentivate con il Social Bonus gli Enti del Terzo Settore (ETS) che:

  1. Siano regolarmente iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
  2. Abbiano presentato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un progetto di recupero per i beni sopra indicati.
  3. Abbiano ottenuto l’approvazione del progetto da parte del Ministero, che pubblica l’elenco degli ETS ammessi al beneficio.

È quindi l’ETS che, dopo aver identificato un bene e predisposto un progetto di recupero e riutilizzo sociale, si candida per diventare destinatario di donazioni agevolate con il Social Bonus.

1.3. Soggetti Erogatori e Misura del Credito d’Imposta

Il credito d’imposta varia a seconda della natura del donatore:

  • Persone Fisiche: spetta un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni liberali in denaro effettuate. Il credito d’imposta è riconosciuto nei limiti del 15% del reddito imponibile.
  • Enti e Società (soggetti IRES): spetta un credito d’imposta pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro effettuate. Il credito d’imposta è riconosciuto nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui.

Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione. L’eventuale quota non utilizzata in un anno può essere riportata negli esercizi successivi, ma non oltre il periodo di vigenza dell’agevolazione.

1.4. Modalità Operative

  • Erogazioni tracciabili: Le donazioni devono essere effettuate esclusivamente tramite sistemi di pagamento tracciabili (bonifico bancario/postale, carte di credito/debito, assegni).
  • Comunicazione al Ministero: Gli ETS beneficiari devono comunicare trimestralmente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’ammontare delle erogazioni ricevute e provvedere a darne pubblica comunicazione (es. sul proprio sito web).
  • Documentazione: I donatori devono conservare la documentazione attestante l’erogazione e la ricevuta dell’ETS. Gli ETS devono rilasciare apposita attestazione.

1.5. Importanza Strategica per gli ETS

Il Social Bonus rappresenta un’opportunità significativa per gli ETS per:

  • Reperire risorse finanziarie per progetti di investimento immobiliare ad alto impatto sociale.
  • Riqualificare spazi urbani o rurali degradati o inutilizzati.
  • Ampliare la propria capacità operativa e i servizi offerti alla comunità.
  • Coinvolgere attivamente cittadini e imprese nel sostegno a iniziative concrete.

2. L’Art Bonus (D.L. 83/2014)

L’Art Bonus è un credito d’imposta introdotto per promuovere il mecenatismo a favore del patrimonio culturale italiano. Sebbene non sia uno strumento esclusivo del Terzo Settore, molti ETS che operano in ambito culturale possono rientrare tra i soggetti beneficiari delle erogazioni.

2.1. Finalità e Oggetto dell’Art Bonus

L’Art Bonus incentiva le erogazioni liberali in denaro a sostegno di:

  1. Interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici.
  2. Sostegno agli istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica (es. musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali).
  3. Sostegno alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione.
  4. Realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.
  5. Sostegno a istituti e luoghi della cultura privati, a condizione che siano aperti al pubblico o che i loro beni culturali siano fruibili pubblicamente, e che non abbiano scopo di lucro.

Molti ETS, come fondazioni culturali, associazioni che gestiscono musei o biblioteche private aperte al pubblico, o che organizzano spettacoli, possono rientrare in queste categorie.

2.2. Soggetti Beneficiari delle Erogazioni (Enti/Istituzioni)

I principali soggetti che possono ricevere erogazioni liberali agevolate con l’Art Bonus includono:

  • Enti pubblici territoriali (Stato, Regioni, Comuni) per interventi su beni culturali pubblici.
  • Istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica.
  • Fondazioni lirico-sinfoniche e Teatri di tradizione.
  • Enti e istituzioni pubbliche che operano nello spettacolo (senza scopo di lucro).
  • Soggetti concessionari o affidatari di beni culturali pubblici per la realizzazione di interventi di restauro.
  • Enti e istituzioni private senza scopo di lucro, inclusi gli ETS, che gestiscono istituti e luoghi della cultura aperti al pubblico o con beni fruibili pubblicamente (es. musei privati, archivi storici di associazioni, ecc.).

È fondamentale che l’ente beneficiario sia riconosciuto e che l’intervento o l’attività rientrino tra quelli ammessi dalla normativa.

2.3. Soggetti Erogatori e Misura del Credito d’Imposta

Il credito d’imposta spetta a:

  • Persone Fisiche ed Enti non commerciali: un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni liberali effettuate. Il credito è riconosciuto nel limite del 15% del reddito imponibile.
  • Soggetti titolari di reddito d’impresa (Società ed Enti commerciali): un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni liberali effettuate. Il credito è riconosciuto nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.

Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione. Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, il credito è utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

2.4. Modalità Operative

  • Erogazioni tracciabili: Le donazioni devono essere effettuate esclusivamente tramite sistemi di pagamento tracciabili.
  • Comunicazione e trasparenza: I soggetti beneficiari delle erogazioni devono comunicare mensilmente al Ministero della Cultura l’ammontare delle erogazioni ricevute e provvedere a darne pubblica evidenza (sul proprio sito web, su portali dedicati come artbonus.gov.it), indicando anche la destinazione e l’utilizzo delle somme.
  • Documentazione: I donatori devono conservare la documentazione attestante l’erogazione e la ricevuta del soggetto beneficiario.

2.5. Art Bonus e ETS Culturali

Per gli ETS che operano nel settore culturale (es. associazioni che gestiscono piccoli musei, biblioteche, archivi, organizzano festival o restaurano beni di interesse culturale di loro proprietà e aperti al pubblico), l’Art Bonus rappresenta uno strumento prezioso per:

  • Finanziare progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio.
  • Sostenere le attività istituzionali e di fruizione pubblica.
  • Coinvolgere la comunità e le imprese locali nel supporto alla cultura.

È importante che tali ETS verifichino attentamente i requisiti per essere ammessi come beneficiari e che promuovano attivamente questa opportunità presso i loro potenziali sostenitori.

Conclusioni: Sinergie e Opportunità

Il Social Bonus e l’Art Bonus, pur avendo ambiti di applicazione distinti, condividono l’obiettivo di stimolare la partecipazione privata al sostegno di iniziative di interesse collettivo, offrendo in cambio un significativo vantaggio fiscale. Per gli Enti del Terzo Settore, questi strumenti possono rappresentare leve importanti per la raccolta fondi e per la realizzazione di progetti ambiziosi.

Una corretta conoscenza delle normative, una gestione trasparente delle erogazioni ricevute e una comunicazione efficace verso i potenziali donatori sono elementi chiave per sfruttare appieno le opportunità offerte da questi crediti d’imposta.

Si raccomanda sempre di consultare i siti istituzionali di riferimento (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per il Social Bonus, artbonus.gov.it per l’Art Bonus) e di avvalersi della consulenza di professionisti esperti per la corretta applicazione delle procedure.

Riferimenti Normativi Essenziali

  • Social Bonus: Art. 81 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo Settore).
  • Art Bonus: Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 (convertito con modificazioni dalla Legge 29 luglio 2014, n. 106) e successive modifiche e integrazioni.
  • Decreti attuativi e circolari ministeriali specifiche per ciascun bonus.
Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

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