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Strada Prati, 12/3
65124 Pescara
Questa guida analizza il Social Bonus e l'Art Bonus, due fondamentali incentivi fiscali destinati a sostenere gli Enti del Terzo Settore e il patrimonio culturale in Italia. Il Social Bonus promuove il recupero di immobili pubblici o confiscati, offrendo un credito d'imposta fino al 65% per i donatori che finanziano progetti di riqualificazione sociale. Parallelamente, l'Art Bonus incentiva il mecenatismo attraverso benefici fiscali per chi sostiene interventi di restauro e protezione dei beni culturali pubblici o delle istituzioni dello spettacolo. Il testo specifica i soggetti beneficiari, i requisiti necessari per l'accesso e le procedure operative per ottenere le agevolazioni. Comprendere tali strumenti è essenziale per le organizzazioni che intendono raccogliere fondi in modo strutturato e per i cittadini che desiderano massimizzare l’impatto fiscale della propria generosità.

Il panorama degli incentivi fiscali a sostegno del Terzo Settore e della cultura in Italia si è arricchito negli anni di strumenti specifici volti a incoraggiare le erogazioni liberali da parte di privati cittadini e imprese. Tra questi, spiccano il Social Bonus e l’Art Bonus, due meccanismi che prevedono significativi crediti d’imposta per chi decide di contribuire economicamente a progetti di rilevanza sociale e culturale.
Questa guida si propone di analizzare in dettaglio le caratteristiche, i beneficiari, le modalità di accesso e le condizioni per fruire di queste importanti agevolazioni, con un focus particolare sulla loro applicazione e rilevanza per gli Enti del Terzo Settore (ETS).
Il Social Bonus, introdotto dall’articolo 81 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), è finalizzato a promuovere il recupero e la valorizzazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata, da destinare ad attività di interesse generale svolte da ETS. Dopo anni di stallo, lo strumento è oggi operativo grazie al regolamento attuativo (D.I. n. 89 del 23 febbraio 2022) e dai primi mesi del 2024 ha cominciato a generare assegnazioni concrete.
L’Art Bonus, disciplinato dal D.L. 31 maggio 2014, n. 83, mira invece a favorire il mecenatismo culturale, sostenendo interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, nonché il sostegno a istituzioni e luoghi della cultura. È pienamente operativo dal 2014 e reso permanente dalla Legge di Stabilità 2016.
Comprendere il funzionamento di questi strumenti è cruciale sia per gli ETS che possono proporsi come beneficiari delle erogazioni, sia per i potenziali donatori (persone fisiche, enti e imprese) che possono così massimizzare l’impatto della loro generosità ottenendo un consistente beneficio fiscale.
Questa guida è rivolta a:
La guida è suddivisa in due sezioni principali, dedicate rispettivamente al Social Bonus e all’Art Bonus. Ciascuna sezione descrive il quadro normativo, i soggetti beneficiari (sia enti che donatori), la tipologia di interventi ammissibili, l’entità del credito d’imposta e le modalità operative per la sua fruizione. Si consiglia di consultare la sezione di interesse e di verificare sempre i riferimenti normativi e le prassi amministrative più recenti.
💡 Prima di andare avanti: se non sei sicuro che la tua organizzazione sia un ETS in regola per accedere a queste misure, parti dalla Checklist Operativa ETS 2026 e dalla Checklist Adempimenti per Enti Non Profit.
Il Social Bonus è un incentivo fiscale specificamente pensato per il Terzo Settore, con l’obiettivo di stimolare il recupero e la riqualificazione di patrimoni immobiliari pubblici o confiscati da destinare a finalità sociali.
Il Social Bonus è stato istituito per favorire le erogazioni liberali in denaro effettuate da persone fisiche, enti o società a sostegno di progetti di recupero di:
Questi beni, una volta recuperati grazie alle donazioni, devono essere destinati dagli Enti del Terzo Settore beneficiari allo svolgimento di attività di interesse generale (elencate all’art. 5 del CTS) con modalità esclusivamente non commerciali.
Possono beneficiare delle erogazioni liberali incentivate con il Social Bonus gli Enti del Terzo Settore (ETS) che:
È quindi l’ETS che, dopo aver identificato un bene e predisposto un progetto di recupero e riutilizzo sociale, si candida per diventare destinatario di donazioni agevolate con il Social Bonus.
🆕 Chiarimento Nota MLPS prot. 6447 del 23 aprile 2024: la qualifica di ETS deve sussistere in modo continuativo:
Se l’ente perde la qualifica di ETS in qualsiasi momento, i donatori perdono il diritto al credito d’imposta. È un punto di attenzione critico in fase di pianificazione pluriennale.
Il credito d’imposta varia a seconda della natura del donatore:
Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione. L’eventuale quota non utilizzata in un anno può essere riportata negli esercizi successivi.
Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, il credito è utilizzabile in compensazione tramite F24 (art. 17 D.Lgs. 241/1997) e non rileva ai fini IRES e IRAP. Inoltre, non si applicano:
⚠️ Non cumulabilità: il credito d’imposta Social Bonus non è cumulabile con altre detrazioni o deduzioni previste dal CTS per le stesse erogazioni (es. art. 83 CTS).
Il Social Bonus rappresenta un’opportunità significativa per gli ETS per:
🆕 Lo strumento è finalmente vivo: dopo anni di stallo, dal decreto direttoriale n. 190 del 4 settembre 2024 (primi 5 progetti ammessi) si sono susseguite ulteriori 5 finestre di approvazione (decreti n. 296/2024, 36/2025, 138/2025, 281/2025, 383/2025) per un totale di oltre 12 progetti ammessi. È quindi il momento giusto per ETS strutturati di valutare la presentazione di un’istanza.
💡 Tool consigliato: se stai progettando l’oggetto sociale o devi adeguare lo statuto per qualificarti come ETS in modo solido, consulta i Modelli di Statuto per Enti del Terzo Settore e la Guida alle Attività di Interesse Generale (art. 5 CTS).
L’Art Bonus è un credito d’imposta introdotto per promuovere il mecenatismo a favore del patrimonio culturale italiano. Sebbene non sia uno strumento esclusivo del Terzo Settore, molti ETS che operano in ambito culturale possono rientrare tra i soggetti beneficiari delle erogazioni.
L’Art Bonus incentiva le erogazioni liberali in denaro a sostegno di:
Molti ETS, come fondazioni culturali, associazioni che gestiscono musei o biblioteche private aperte al pubblico, o che organizzano spettacoli, possono rientrare in queste categorie.
I principali soggetti che possono ricevere erogazioni liberali agevolate con l’Art Bonus includono:
È fondamentale che l’ente beneficiario sia riconosciuto e che l’intervento o l’attività rientrino tra quelli ammessi dalla normativa. La verifica si fa sul portale ufficiale www.artbonus.gov.it, dove sono pre-caricate le anagrafiche fornite dal MIC.
Il credito d’imposta spetta a:
Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione. Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, il credito è utilizzabile in compensazione tramite F24 (art. 17 D.Lgs. 241/1997).
🆕 Chiarimenti Circolare AdE n. 34/E del 28 dicembre 2023:
| Caratteristica | Social Bonus | Art Bonus |
|---|---|---|
| Norma istitutiva | Art. 81 D.Lgs. 117/2017 | Art. 1 D.L. 83/2014 |
| Finalità | Recupero beni pubblici inutilizzati/confiscati | Tutela patrimonio culturale e spettacolo |
| Beneficiari | ETS iscritti RUNTS con progetto approvato MLPS | Enti pubblici cultura, ETS culturali con luoghi aperti al pubblico |
| % credito persone fisiche | 65% | 65% |
| % credito società | 50% | 65% |
| Limite persone fisiche | 15% reddito imponibile | 15% reddito imponibile |
| Limite società | 5‰ ricavi annui | 5‰ ricavi annui |
| Rateazione | 3 quote annuali | 3 quote annuali |
| Procedura accesso ETS | Istanza al MLPS (3 finestre/anno) | Iscrizione portale artbonus.gov.it |
| Cumulabilità con art. 83 CTS | ❌ No | ❌ No |
| Stato operativo | Operativo dal 2022 (D.I. 89/2022); progetti ammessi dal 2024 | Operativo dal 2014, permanente dal 2016 |
Social Bonus e Art Bonus sono due leve fiscali potenti e oggi entrambe pienamente operative. Per gli ETS rappresentano canali di fundraising strutturato, alternativi alle classiche donazioni liberali con detrazione art. 83 CTS. Punti di attenzione:
💡 Tool e guide consigliate:
Sì, ma con condizioni precise. Dovete essere un ente senza scopo di lucro (non basta essere ASD: serve la coerenza statutaria con la natura culturale) e il museo deve essere effettivamente aperto al pubblico o i suoi beni culturali devono essere fruibili pubblicamente. La verifica si fa registrandosi al portale www.artbonus.gov.it: se l’ente compare nelle anagrafiche precaricate dal MIC, è ammesso. Suggerisco di affiancare all’inquadramento ASD anche quello di ETS culturale (RUNTS sezione “altri ETS”), che rafforza il profilo e dà accesso anche al regime art. 83 CTS.
Sì, certo. La procedura non è comparativa, è una verifica di requisiti: se il diniego è motivato da carenze documentali o di requisiti, potete ripresentarlo nella finestra successiva (15 settembre, 15 gennaio, 15 maggio) sanando le criticità segnalate dalla Commissione. Studiate attentamente il provvedimento di diniego: spesso i motivi sono formali e risolvibili (es. assenza di convenzione con la PA, progetto poco dettagliato, mancanza di sostenibilità economica).
Prima di rispondere “sì” controlla due cose:
1- il vostro progetto deve essere stato approvato dal MLPS e voi inseriti nell’elenco ufficiale;
2- il donatore non potrà cumulare il Social Bonus con la detrazione art. 83 CTS (30% IRPEF).
Se conviene di più il 65% rispetto al 30%, sì. Però attenzione al limite del 15% del reddito imponibile: se il donatore ha un reddito di 20.000 €, il credito massimo utilizzabile è 3.000 €, anche se ha donato di più. La parte eccedente non si perde, si riporta agli anni successivi.
Sì. La Circolare AdE n. 34/E del 2023 ha chiarito che il credito Art Bonus per i soggetti d’impresa è utilizzabile in compensazione tramite F24 (art. 17 D.Lgs. 241/1997) senza i limiti generali (250.000 €, 2 milioni, divieto in presenza di ruoli superiori a 1.500 €). Quindi sì, potete compensare anche con contributi INPS, IVA, ritenute, ecc., sempre nei limiti delle tre rate annuali. È uno dei vantaggi più sottovalutati dell’Art Bonus rispetto ad altri crediti.
Social Bonus e Art Bonus sono due strumenti molto potenti, ma ancora sotto-utilizzati dal Terzo Settore italiano. Eppure, dopo la sblocco operativo del Social Bonus nel 2024, lo scenario è cambiato: chi si muove ora ha un vantaggio competitivo nel fundraising.
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