Casi Pratici di Fiscalità per APS: Guida Operativa

Questa guida è strutturata per problematiche specifiche, con l'obiettivo di fornire risposte concrete e immediatamente applicabili.

Introduzione

Le Associazioni di Promozione Sociale (APS) si trovano quotidianamente ad affrontare numerose questioni fiscali che richiedono soluzioni pratiche e conformi alla normativa vigente. Questa guida raccoglie una serie di casi reali, analizzati e risolti con indicazioni operative, per supportare gli amministratori e i responsabili delle APS nella gestione degli aspetti fiscali più comuni e complessi.

Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) ha introdotto importanti novità per le APS, che si aggiungono alle disposizioni specifiche già previste dalla L. 383/2000. In attesa della piena operatività della riforma fiscale del Terzo Settore (prevista dal 1° gennaio 2026), le APS devono destreggiarsi tra il regime transitorio e le nuove disposizioni già in vigore.

Questa guida è strutturata per problematiche specifiche, con l’obiettivo di fornire risposte concrete e immediatamente applicabili.

1. Attività Commerciali e Non Commerciali

Caso 1.1: Gestione del bar associativo

Situazione: Una APS culturale ha un bar interno frequentato dai soci. L’associazione vorrebbe sapere come gestire correttamente questa attività dal punto di vista fiscale.

Problema: Il bar associativo è un’attività commerciale? Quali sono le condizioni per beneficiare delle agevolazioni fiscali?

Soluzione:

  • La somministrazione di alimenti e bevande presso il bar associativo può essere considerata non commerciale ai sensi dell’art. 85, comma 1, del CTS, a condizione che:
    1. L’attività sia svolta in favore dei propri associati e familiari conviventi.
    2. Sia complementare e strumentale rispetto alle finalità istituzionali dell’associazione.
    3. Sia effettuata presso la sede dell’associazione.
  • Adempimenti necessari:
    1. Ottenere le autorizzazioni amministrative necessarie (SCIA, notifica sanitaria).
    2. Tenere un registro dei soci aggiornato e verificare l’identità dei frequentatori.
    3. Esporre in modo visibile un cartello che indichi che la somministrazione è riservata ai soci.
    4. Tenere una contabilità separata per l’attività di bar.

Attenzione: Se il bar è aperto anche ai non soci o se i prezzi praticati sono superiori ai costi, l’attività è considerata commerciale e richiede l’apertura di partita IVA, l’emissione di scontrini fiscali e la tenuta della contabilità ordinaria o semplificata (salvo opzione per il regime forfetario).

Caso 1.2: Quote associative con servizi inclusi

Situazione: Una APS sportiva prevede una quota associativa annuale di 500 euro che include l’accesso alla palestra e a corsi di fitness.

Problema: Come inquadrare fiscalmente queste quote? Sono soggette a IVA?

Soluzione:

  • Le quote associative che includono servizi possono essere considerate corrispettivi specifici ai sensi dell’art. 85, comma 1, lett. a) del CTS.
  • Tali corrispettivi sono decommercializzati (non soggetti a imposte) se:
    1. Sono versati dai soci per partecipare alle attività istituzionali dell’associazione.
    2. Lo statuto dell’APS è conforme alle disposizioni del CTS.
    3. L’associazione è iscritta al RUNTS (o al registro APS durante il periodo transitorio).
  • Adempimenti:
    1. Rilasciare una ricevuta non fiscale per la quota associativa, specificando “Corrispettivo specifico decommercializzato ai sensi dell’art. 85, comma 1, lett. a), D.Lgs. 117/2017”.
    2. Tenere un registro dei soci aggiornato.
    3. Conservare la documentazione che attesta l’effettiva partecipazione dei soci alle attività.

Attenzione: Se i servizi sono offerti anche a non soci o se l’associazione non rispetta i requisiti statutari previsti dal CTS, i corrispettivi sono considerati commerciali e soggetti a imposizione fiscale.

Caso 1.3: Organizzazione di eventi culturali aperti al pubblico

Situazione: Una APS organizza una rassegna teatrale aperta al pubblico, con biglietti d’ingresso a 15 euro.

Problema: Come inquadrare fiscalmente questa attività? È necessario emettere scontrini o fatture?

Soluzione:

  • L’organizzazione di eventi culturali aperti al pubblico può essere considerata attività di interesse generale ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. i) del CTS.
  • Se i ricavi non superano i costi effettivi, l’attività è considerata non commerciale ai sensi dell’art. 79, comma 2, del CTS.
  • Adempimenti:
    1. Tenere una contabilità analitica che dimostri che i ricavi non superano i costi.
    2. Emettere biglietti o ricevute non fiscali, specificando “Attività non commerciale ai sensi dell’art. 79, comma 2, D.Lgs. 117/2017”.
    3. Se l’evento è occasionale (non più di 2-3 volte l’anno), può essere inquadrato come raccolta fondi occasionale ai sensi dell’art. 7 del CTS, con obbligo di rendiconto specifico.
    4. Se l’evento è abituale e i ricavi superano i costi, è necessario aprire partita IVA e certificare i corrispettivi.

Attenzione: Per determinare se i ricavi superano i costi, è necessario considerare sia i costi diretti (es. compensi artisti, affitto teatro) che una quota ragionevole dei costi indiretti (es. utenze, personale).

2. Corrispettivi Specifici e Quote Associative

Caso 2.1: Differenziazione delle quote associative

Situazione: Una APS vuole introdurre diverse tipologie di quote associative (base, sostenitore, premium) con servizi differenziati.

Problema: È possibile differenziare le quote? Quali implicazioni fiscali comporta?

Soluzione:

  • La differenziazione delle quote associative è legittima, purché:
    1. Sia prevista dallo statuto o da un regolamento approvato dall’assemblea.
    2. Non crei discriminazioni tra i soci (tutti devono avere gli stessi diritti di voto).
    3. Le diverse quote corrispondano a diversi livelli di servizi o vantaggi.
  • Implicazioni fiscali:
    1. La quota base, che rappresenta il mero contributo alla vita associativa, è sempre non commerciale.
    2. I corrispettivi aggiuntivi per servizi specifici sono decommercializzati ai sensi dell’art. 85, comma 1, del CTS se riservati ai soci.
    3. È necessario tenere una contabilità che distingua chiaramente le diverse tipologie di quote.
  • Adempimenti:
    1. Rilasciare ricevute diverse per la quota base e per i corrispettivi specifici.
    2. Documentare i servizi aggiuntivi offerti per ciascuna tipologia di quota.

Attenzione: Se la differenziazione delle quote crea categorie di soci con diritti diversi (es. diritto di voto limitato), l’associazione potrebbe perdere i requisiti per essere considerata APS.

Caso 2.2: Servizi inclusi nella quota associativa vs. servizi a pagamento

Situazione: Una APS ricreativa offre alcuni servizi inclusi nella quota associativa (es. sala lettura) e altri a pagamento (es. corsi di lingua).

Problema: Come distinguere fiscalmente i due tipi di servizi? Quali adempimenti sono necessari?

Soluzione:

  • I servizi inclusi nella quota associativa sono considerati parte dell’attività istituzionale e sono non commerciali.
  • I servizi a pagamento possono essere:
    1. Decommercializzati ai sensi dell’art. 85, comma 1, del CTS se riservati ai soci e conformi alle finalità istituzionali.
    2. Commerciali se offerti anche a non soci o se non conformi alle finalità istituzionali.
  • Adempimenti:
    1. Per i servizi inclusi nella quota: nessun adempimento specifico oltre alla ricevuta della quota associativa.
    2. Per i servizi a pagamento riservati ai soci: ricevuta non fiscale con indicazione “Corrispettivo specifico decommercializzato ai sensi dell’art. 85, comma 1, D.Lgs. 117/2017”.
    3. Per i servizi a pagamento aperti ai non soci: apertura partita IVA, emissione di scontrini/fatture, tenuta della contabilità separata.

Attenzione: È fondamentale mantenere una chiara distinzione tra i servizi inclusi nella quota e quelli a pagamento, sia nella comunicazione ai soci che nella contabilità.

Caso 2.3: Gestione delle quote associative pluriennali

Situazione: Una APS propone ai soci la possibilità di versare una quota associativa valida per tre anni, con uno sconto rispetto al pagamento annuale.

Problema: Come gestire contabilmente e fiscalmente le quote pluriennali? Come imputarle nei vari esercizi?

Soluzione:

  • Le quote associative pluriennali devono essere ripartite sui diversi esercizi di competenza, secondo il principio di competenza economica.
  • Procedura corretta:
    1. Incassare l’intero importo e rilasciare una ricevuta unica, specificando il periodo di validità.
    2. Nel rendiconto/bilancio, imputare a ciascun esercizio la quota di competenza.
    3. Per la parte di quota relativa agli esercizi futuri, iscrivere un risconto passivo.
  • Esempio pratico:
    • Quota triennale: 300 euro (invece di 360 euro per tre quote annuali di 120 euro)
    • Anno 1: ricavo 100 euro, risconto passivo 200 euro
    • Anno 2: storno risconto 100 euro, nuovo risconto 100 euro
    • Anno 3: storno risconto 100 euro, risconto 0

Attenzione: Le quote pluriennali possono creare problemi di liquidità negli anni successivi all’incasso. È consigliabile accantonare parte delle somme per garantire la copertura dei costi futuri.

3. Regime Forfetario e Contabilità

Caso 3.1: Applicazione del regime forfetario per le APS

Situazione: Una APS che svolge attività commerciali marginali vuole adottare il regime forfetario più conveniente.

Problema: Quale regime forfetario è applicabile? Quali sono i vantaggi e gli adempimenti?

Soluzione:

  • Le APS possono optare per il regime forfetario previsto dall’art. 86 del CTS (in attesa dell’autorizzazione UE, si applica la L. 398/1991).
  • Condizioni per accedere al regime forfetario:
    1. Ricavi commerciali non superiori a 130.000 euro annui.
    2. Prevalenza delle attività istituzionali su quelle commerciali.
  • Vantaggi specifici per le APS:
    1. Determinazione forfetaria del reddito con coefficiente di redditività del 3% sui ricavi.
    2. Versamento forfetario dell’IVA (50% per le prestazioni di servizi, 33% per le altre operazioni).
    3. Esonero dalla tenuta delle scritture contabili ai fini fiscali.
    4. Esonero dagli obblighi di fatturazione elettronica per i corrispettivi decommercializzati ai sensi dell’art. 85 del CTS.
  • Adempimenti minimi:
    1. Tenere il rendiconto di cassa o il bilancio ai sensi dell’art. 13 del CTS.
    2. Conservare e numerare le fatture di acquisto e di vendita.
    3. Annotare i corrispettivi e i proventi commerciali entro il 15 del mese successivo.

Attenzione: Il regime forfetario è applicabile solo alle attività commerciali. Le attività istituzionali e i corrispettivi specifici decommercializzati non rientrano nel calcolo del limite di 130.000 euro.

Caso 3.2: Contabilità separata per attività commerciale

Situazione: Una APS gestisce un bar associativo (attività commerciale) oltre alle normali attività istituzionali.

Problema: Come organizzare la contabilità separata? Quali criteri utilizzare per i costi promiscui?

Soluzione:

  • La contabilità separata è obbligatoria per gli enti non commerciali che svolgono anche attività commerciale (art. 144, comma 2, TUIR).
  • Modalità pratiche per le APS:
    1. Piano dei conti distinto: creare sezioni separate per attività istituzionale e commerciale.
    2. Centri di costo/ricavo: attribuire ogni operazione al centro di costo appropriato.
    3. Costi promiscui: ripartirli in base a criteri oggettivi e documentabili.
  • Criteri di ripartizione dei costi promiscui:
    1. Spazi: in base ai metri quadri utilizzati (es. per utenze, affitto).
    2. Tempo: in base alle ore di utilizzo (es. per personale, attrezzature).
    3. Ricavi: in proporzione ai ricavi delle diverse attività.
    4. Utilizzo effettivo: in base a parametri specifici (es. consumi energetici).
  • Adempimenti:
    1. Documentare i criteri di ripartizione adottati.
    2. Predisporre un prospetto annuale di ripartizione dei costi promiscui.
    3. Conservare la documentazione che giustifica la ripartizione.

Attenzione: I criteri di ripartizione devono essere oggettivi e coerenti nel tempo. Cambiamenti nei criteri devono essere giustificati da modifiche sostanziali nell’organizzazione dell’attività.

Caso 3.3: Passaggio dal regime ordinario al regime forfetario

Situazione: Una APS che ha sempre applicato il regime ordinario vuole passare al regime forfetario.

Problema: Come gestire il passaggio? Quali adempimenti sono necessari?

Soluzione:

  • Il passaggio dal regime ordinario al regime forfetario è possibile se l’APS rispetta i requisiti (ricavi commerciali non superiori a 130.000 euro).
  • Procedura:
    1. Comunicare l’opzione per il regime forfetario nella dichiarazione IVA dell’anno precedente o nella dichiarazione di inizio attività.
    2. Effettuare il calcolo della rettifica IVA per i beni ammortizzabili acquistati nei 5 anni precedenti.
    3. Presentare la dichiarazione IVA per l’ultimo anno in regime ordinario.
    4. Adeguare la contabilità al nuovo regime.
  • Adempimenti specifici:
    1. Emettere le fatture senza applicazione dell’IVA, con la dicitura “Operazione con IVA assolta forfetariamente ai sensi della L. 398/1991”.
    2. Iniziare a tenere il registro dei corrispettivi commerciali previsto dalla L. 398/1991.
    3. Conservare comunque tutta la documentazione fiscale.

Attenzione: L’opzione per il regime forfetario ha durata minima di un anno e si rinnova automaticamente se permangono i requisiti. È importante valutare attentamente la convenienza del passaggio, considerando anche gli investimenti previsti nei prossimi anni.

4. Lavoro e Collaborazioni

Caso 4.1: Compensi ai collaboratori sportivi

Situazione: Una APS sportiva si avvale di istruttori per i corsi di fitness e vuole sapere come inquadrare fiscalmente i compensi.

Problema: Quali sono le opzioni per i compensi agli istruttori? Quali agevolazioni sono applicabili?

Soluzione:

  • Per le APS sportive dilettantistiche iscritte al Registro CONI/CIP, i compensi agli istruttori possono essere inquadrati come:
    1. Compensi sportivi ai sensi dell’art. 36, comma 6, del D.Lgs. 36/2021, con franchigia di 15.000 euro annui.
    2. Collaborazioni coordinate e continuative di carattere amministrativo-gestionale non professionale, con ritenuta a titolo d’imposta del 20%.
    3. Prestazioni professionali con partita IVA, se l’istruttore è un professionista.
  • Adempimenti per i compensi sportivi:
    1. Far compilare all’istruttore un’autocertificazione sui compensi percepiti nell’anno.
    2. Rilasciare una ricevuta con indicazione della ritenuta (se applicabile).
    3. Versare la ritenuta d’acconto del 20% per la parte eccedente i 15.000 euro.
    4. Comunicare i compensi al Registro Attività Sportive Dilettantistiche (RASD).
    5. Rilasciare la Certificazione Unica entro il 16 marzo dell’anno successivo.

Attenzione: Dal 1° luglio 2023, con l’entrata in vigore della riforma dello sport, i compensi sportivi sono soggetti anche a contribuzione previdenziale per la parte eccedente i 5.000 euro annui.

Caso 4.2: Rimborsi spese ai volontari

Situazione: Una APS si avvale di volontari che sostengono spese per l’attività associativa (trasporti, materiali, ecc.).

Problema: Come gestire correttamente i rimborsi spese? Quali limiti rispettare?

Soluzione:

  • I rimborsi spese ai volontari possono essere di due tipi:
    1. Rimborsi analitici (a piè di lista): fiscalmente neutri se documentati e inerenti all’attività.
    2. Rimborsi forfetari: ammessi solo nei limiti previsti dall’art. 17, comma 4, del CTS (10 euro giornalieri e 150 euro mensili).
  • Procedura per i rimborsi analitici:
    1. Il volontario deve compilare una nota spese con indicazione dettagliata delle spese sostenute.
    2. Allegare gli scontrini/ricevute fiscali originali o il dettaglio dei km percorsi.
    3. L’APS deve autorizzare preventivamente le spese e conservare tutta la documentazione.
  • Procedura per i rimborsi forfetari:
    1. L’organo sociale competente deve deliberare sulle tipologie di spese ammesse al rimborso forfetario.
    2. Il volontario deve presentare un’autocertificazione attestante che il rimborso non supera le spese effettivamente sostenute.
    3. Rispettare i limiti di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili.

Attenzione: I rimborsi forfetari che non rispettano i limiti o non sono supportati da autocertificazione sono considerati redditi imponibili e devono essere assoggettati a ritenuta d’acconto.

Caso 4.3: Assunzione di dipendenti part-time

Situazione: Una APS vuole assumere un dipendente part-time per la segreteria.

Problema: Quali agevolazioni sono disponibili? Come gestire gli adempimenti?

Soluzione:

  • Le APS possono beneficiare di alcune agevolazioni per l’assunzione di dipendenti:
    1. Decontribuzione Sud per le APS con sede nel Mezzogiorno.
    2. Incentivi per l’assunzione di specifiche categorie di lavoratori (es. giovani, disoccupati).
    3. Credito d’imposta per l’incremento occupazionale (verificare le leggi di bilancio annuali).
  • Adempimenti principali:
    1. Comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego (modello UNILAV).
    2. Stipula del contratto di lavoro, applicando il CCNL più attinente all’attività svolta.
    3. Apertura delle posizioni INPS e INAIL.
    4. Elaborazione mensile delle buste paga (consigliabile affidarsi a un consulente del lavoro).
    5. Versamento mensile di contributi e ritenute.
    6. Adempimenti annuali (CU, modello 770, autoliquidazione INAIL).
  • Particolarità per le APS:
    1. Possibilità di assumere propri associati, purché l’assunzione sia necessaria per lo svolgimento dell’attività.
    2. Il costo del personale impiegato nelle attività istituzionali è deducibile dal reddito commerciale in proporzione all’utilizzo.

Attenzione: L’assunzione di dipendenti comporta responsabilità e costi significativi. È consigliabile valutare attentamente il fabbisogno di personale e le alternative disponibili (es. collaborazioni occasionali, servizi esterni).

5. Raccolte Fondi e Donazioni

Caso 5.1: Organizzazione di eventi di raccolta fondi

Situazione: Una APS vuole organizzare una cena di beneficenza con quota di partecipazione di 50 euro.

Problema: Come inquadrare fiscalmente l’evento? Quali adempimenti sono necessari?

Soluzione:

  • L’evento può essere inquadrato come raccolta fondi occasionale ai sensi dell’art. 7 del CTS.
  • I fondi raccolti non costituiscono reddito imponibile ai sensi dell’art. 79, comma 4, lett. a) del CTS.
  • Adempimenti:
    1. Predisporre un rendiconto specifico dell’evento, con indicazione delle entrate e delle spese sostenute (art. 87, comma 6, CTS).
    2. Inserire il rendiconto all’interno del rendiconto o bilancio annuale.
    3. Conservare la documentazione relativa alle spese sostenute.
    4. Rilasciare ai partecipanti una ricevuta non fiscale con la dicitura “Contributo per raccolta fondi occasionale ai sensi dell’art. 7, D.Lgs. 117/2017”.
    5. Se l’evento prevede la somministrazione di alimenti e bevande, ottenere le autorizzazioni temporanee necessarie.

Attenzione: Le raccolte fondi occasionali non devono superare il numero di 2-3 eventi all’anno. Se l’attività diventa abituale, potrebbe configurarsi come attività commerciale.

Caso 5.2: Campagne di crowdfunding

Situazione: Una APS vuole lanciare una campagna di crowdfunding per finanziare un progetto sociale.

Problema: Come gestire fiscalmente i fondi raccolti? Quali adempimenti sono necessari?

Soluzione:

  • I fondi raccolti tramite crowdfunding sono considerati liberalità e non costituiscono reddito imponibile per l’APS.
  • Se la piattaforma di crowdfunding trattiene una commissione, questa è un costo deducibile per l’APS.
  • Adempimenti:
    1. Predisporre un rendiconto specifico della raccolta fondi, anche se effettuata online.
    2. Indicare chiaramente nella campagna la finalità della raccolta e l’utilizzo previsto dei fondi.
    3. Documentare l’effettivo utilizzo dei fondi per il progetto dichiarato.
    4. Se la piattaforma rilascia le certificazioni ai donatori, verificare che contengano tutti i dati necessari per la detrazione/deduzione fiscale.
  • Particolarità per le APS:
    1. Possibilità di utilizzare il crowdfunding anche per progetti di interesse generale non strettamente legati alle finalità statutarie.
    2. Possibilità di offrire ricompense simboliche ai donatori, purché di modico valore rispetto alla donazione.

Attenzione: Se la campagna di crowdfunding prevede controprestazioni significative, potrebbe configurarsi come attività commerciale, con conseguenti obblighi fiscali.

Caso 5.3: Gestione delle donazioni con vincolo di destinazione

Situazione: Una APS riceve una donazione di 20.000 euro con vincolo di destinazione a un progetto specifico.

Problema: Come contabilizzare e gestire la donazione vincolata? Quali obblighi comporta?

Soluzione:

  • Le donazioni con vincolo di destinazione sono liberalità non imponibili, ma comportano obblighi specifici:
    1. Rispettare il vincolo di destinazione imposto dal donatore.
    2. Rendicontare l’utilizzo dei fondi in modo separato.
    3. Restituire i fondi non utilizzati, se previsto dall’accordo con il donatore.
  • Contabilizzazione:
    1. Nel rendiconto per cassa: inserire l’entrata nell’anno di incasso e le uscite negli anni di effettivo utilizzo.
    2. Nel bilancio d’esercizio: iscrivere la donazione tra i proventi e, per la parte non utilizzata nell’esercizio, creare un fondo vincolato nel patrimonio netto.
  • Adempimenti:
    1. Rilasciare al donatore una ricevuta con indicazione del vincolo di destinazione.
    2. Predisporre un rendiconto specifico sull’utilizzo dei fondi.
    3. Comunicare al donatore l’avanzamento del progetto e l’utilizzo dei fondi.

Attenzione: Il mancato rispetto del vincolo di destinazione può comportare l’obbligo di restituzione della donazione e danni reputazionali per l’associazione.

6. Imposte Locali e Altre Imposte

Caso 6.1: IMU sulla sede associativa

Situazione: Una APS è proprietaria di un immobile utilizzato come sede associativa. In alcuni locali viene svolta anche un’attività commerciale marginale (bar associativo).

Problema: L’immobile è soggetto a IMU? In che misura?

Soluzione:

  • Gli immobili posseduti e utilizzati dalle APS iscritte al RUNTS sono esenti da IMU ai sensi dell’art. 82, comma 6, del CTS, a condizione che siano:
    1. Destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive.
    2. Utilizzati con modalità non commerciali.
  • Nel caso di utilizzo misto (istituzionale e commerciale):
    1. L’esenzione si applica solo alla frazione di unità immobiliare destinata all’attività non commerciale.
    2. È necessario calcolare la percentuale di utilizzo commerciale (es. in base ai metri quadri o al tempo di utilizzo).
    3. L’IMU va pagata solo sulla percentuale di utilizzo commerciale.
  • Adempimenti:
    1. Presentare la dichiarazione IMU, indicando la percentuale di utilizzo commerciale.
    2. Conservare la documentazione che attesta l’utilizzo dell’immobile.
    3. Versare l’IMU per la parte commerciale entro le scadenze previste.

Attenzione: L’esenzione IMU si applica solo se l’APS è iscritta al RUNTS. Durante il periodo transitorio, si applica alle APS iscritte nei registri regionali/provinciali.

Caso 6.2: TARI sulla sede associativa

Situazione: Una APS ha ricevuto un avviso di pagamento TARI per la propria sede.

Problema: Esistono agevolazioni per la TARI? Come ottenerle?

Soluzione:

  • La TARI (Tassa sui Rifiuti) è dovuta da chiunque possieda o detenga locali suscettibili di produrre rifiuti.
  • Le agevolazioni per le APS dipendono dai regolamenti comunali, che possono prevedere:
    1. Riduzioni tariffarie per gli enti non commerciali che svolgono attività di interesse sociale.
    2. Esenzioni per specifiche categorie di enti o attività.
    3. Tariffe agevolate per le sedi di associazioni senza scopo di lucro.
  • Procedura per richiedere le agevolazioni:
    1. Consultare il regolamento TARI del proprio comune.
    2. Presentare domanda di agevolazione/esenzione all’ufficio tributi comunale.
    3. Allegare la documentazione richiesta (es. statuto, iscrizione al RUNTS/registro APS, descrizione delle attività svolte).
    4. Rinnovare la domanda periodicamente, se richiesto dal regolamento comunale.

Attenzione: Le agevolazioni TARI non sono automatiche e variano da comune a comune. È importante verificare i requisiti e le scadenze per la presentazione delle domande.

Caso 6.3: Imposta di bollo su ricevute e documenti

Situazione: Una APS deve rilasciare ricevute per donazioni ricevute e presentare vari documenti alla pubblica amministrazione.

Problema: Quali documenti sono esenti dall’imposta di bollo? Quando è necessario applicarla?

Soluzione:

  • Le APS iscritte al RUNTS godono dell’esenzione dall’imposta di bollo ai sensi dell’art. 82, comma 5, del CTS per:
    1. Atti, documenti, istanze, contratti, copie, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni.
    2. Ricevute per donazioni e contributi.
  • Procedura per beneficiare dell’esenzione:
    1. Indicare sugli atti e documenti la dicitura “Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 82, comma 5, D.Lgs. 117/2017”.
    2. Per le istanze alla pubblica amministrazione, specificare l’iscrizione al RUNTS (o al registro APS durante il periodo transitorio).
  • Casi in cui l’esenzione non si applica:
    1. Documenti relativi ad attività commerciali (es. fatture).
    2. Atti di trasferimento di immobili o di costituzione/trasferimento di diritti reali immobiliari.
    3. Documenti presentati da soggetti diversi dall’APS (es. fornitori).

Attenzione: Durante il periodo transitorio, l’esenzione si applica alle APS iscritte nei registri regionali/provinciali, in attesa dell’operatività del RUNTS.

7. Rendicontazione e Trasparenza

Caso 7.1: Redazione del bilancio d’esercizio

Situazione: Una APS con entrate annue di 250.000 euro deve redigere il bilancio d’esercizio.

Problema: Quale modello di bilancio adottare? Quali informazioni includere?

Soluzione:

  • Le APS con entrate superiori a 220.000 euro devono redigere il bilancio d’esercizio composto da:
    1. Stato patrimoniale
    2. Rendiconto gestionale
    3. Relazione di missione
  • Il bilancio deve essere redatto secondo il modello ministeriale previsto dal D.M. 5 marzo 2020 (Allegato A).
  • Informazioni specifiche da includere nella relazione di missione:
    1. Descrizione delle attività di interesse generale svolte.
    2. Descrizione delle attività diverse e documentazione del carattere secondario e strumentale.
    3. Criteri di valutazione delle poste di bilancio.
    4. Dettaglio dei costi e proventi figurativi (es. valorizzazione del volontariato).
    5. Descrizione della raccolta fondi e rendiconto specifico per ciascuna raccolta occasionale.
    6. Informazioni sulla struttura e sul funzionamento dell’associazione.
  • Adempimenti:
    1. Approvare il bilancio entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio.
    2. Depositare il bilancio al RUNTS entro il 30 giugno (durante il periodo transitorio, seguire le indicazioni regionali).

Attenzione: Il passaggio dal rendiconto per cassa al bilancio d’esercizio richiede competenze contabili specifiche. È consigliabile farsi assistere da un professionista, almeno per il primo anno.

Caso 7.2: Pubblicazione dei contributi pubblici

Situazione: Una APS ha ricevuto nell’anno contributi pubblici per un totale di 15.000 euro.

Problema: Quali sono gli obblighi di trasparenza e pubblicità? Come adempiervi correttamente?

Soluzione:

  • Le APS che ricevono contributi pubblici sono soggette agli obblighi di trasparenza previsti dalla L. 124/2017:
    1. Se i contributi superano 10.000 euro complessivi nell’anno, è obbligatoria la pubblicazione.
    2. Le informazioni devono essere pubblicate entro il 30 giugno dell’anno successivo.
  • Modalità di pubblicazione:
    1. Per le APS con sito web: pubblicare le informazioni sul proprio sito.
    2. Per le APS senza sito web: pubblicare le informazioni sulla pagina Facebook o, in assenza, sul sito web della rete associativa a cui aderiscono.
  • Informazioni da pubblicare:
    1. Denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente.
    2. Denominazione del soggetto erogante.
    3. Somma incassata per ogni singolo rapporto giuridico.
    4. Data di incasso.
    5. Causale del contributo.
  • Particolarità per le APS:
    1. Vanno pubblicati anche i contributi del 5 per mille.
    2. Non vanno pubblicati i corrispettivi per prestazioni di servizi o cessioni di beni.

Attenzione: La mancata pubblicazione comporta una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti, con un minimo di 2.000 euro, oltre all’obbligo di pubblicazione.

Caso 7.3: Tenuta dei libri sociali obbligatori

Situazione: Una APS di nuova costituzione deve organizzare la tenuta dei libri sociali.

Problema: Quali libri sociali sono obbligatori? Come gestirli correttamente?

Soluzione:

  • Le APS devono tenere i seguenti libri sociali obbligatori ai sensi dell’art. 15 del CTS:
    1. Libro degli associati o aderenti
    2. Libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee
    3. Libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di amministrazione e dell’organo di controllo (se presente)
    4. Registro dei volontari (se l’APS si avvale di volontari non soci)
  • Modalità di tenuta:
    1. I libri possono essere tenuti in formato cartaceo o digitale.
    2. Le pagine devono essere numerate progressivamente.
    3. Non è richiesta la vidimazione o la bollatura.
    4. Gli associati hanno diritto di esaminare i libri sociali, previa richiesta scritta.
  • Adempimenti specifici:
    1. Libro degli associati: aggiornarlo tempestivamente con nuove iscrizioni e recessi.
    2. Libro delle assemblee: riportare i verbali di tutte le assemblee, ordinarie e straordinarie.
    3. Libro dell’organo di amministrazione: riportare i verbali di tutte le riunioni del consiglio direttivo.
    4. Registro dei volontari: aggiornarlo con i dati dei volontari non soci e le attività svolte.

Attenzione: La mancata o irregolare tenuta dei libri sociali può comportare sanzioni e, nei casi più gravi, la perdita della qualifica di APS.

8. Casi Particolari e Situazioni Critiche

Caso 8.1: Perdita della qualifica di APS

Situazione: Una APS ha progressivamente aumentato le attività commerciali, che ora rappresentano il 60% delle entrate complessive.

Problema: Quali sono le conseguenze fiscali della perdita della qualifica di APS? Come gestire la transizione?

Soluzione:

  • La perdita della qualifica di APS si verifica quando:
    1. L’ente non rispetta più i requisiti previsti dall’art. 35 del CTS (es. numero minimo di associati, svolgimento di attività di interesse generale).
    2. Le attività diverse (commerciali) diventano prevalenti rispetto a quelle di interesse generale.
    3. I ricavi da attività diverse superano il 30% delle entrate complessive (o altro limite stabilito con decreto ministeriale).
  • Conseguenze fiscali:
    1. Perdita delle agevolazioni fiscali specifiche per le APS (es. decommercializzazione dei corrispettivi specifici).
    2. Possibile riqualificazione come ente commerciale se l’attività commerciale diventa prevalente.
    3. Obbligo di versare le imposte non pagate grazie alle agevolazioni (per gli ultimi 5 anni).
  • Come gestire la transizione:
    1. Valutare la trasformazione in altro tipo di ETS (es. associazione di promozione sociale generica).
    2. Adeguare lo statuto alla nuova qualifica.
    3. Comunicare la variazione al RUNTS.
    4. Adottare il regime fiscale corrispondente alla nuova qualifica.

Attenzione: La perdita della qualifica di APS non comporta automaticamente la perdita della qualifica di ETS, se permangono i requisiti generali previsti dal CTS.

Caso 8.2: Verifica fiscale e contestazioni

Situazione: Una APS riceve un avviso di verifica fiscale dall’Agenzia delle Entrate, che contesta la natura non commerciale di alcune attività.

Problema: Come comportarsi durante la verifica? Come difendersi dalle contestazioni?

Soluzione:

  • Durante la verifica fiscale:
    1. Collaborare con i verificatori, fornendo la documentazione richiesta.
    2. Tenere un registro delle richieste e dei documenti consegnati.
    3. Farsi assistere da un professionista (commercialista o avvocato).
    4. Non rilasciare dichiarazioni affrettate o non supportate da documenti.
  • Per difendersi dalle contestazioni:
    1. Raccogliere tutta la documentazione che dimostra la natura non commerciale delle attività contestate (es. delibere, rendiconti analitici).
    2. Verificare se le attività contestate rientrano tra quelle decommercializzate ai sensi dell’art. 85 del CTS.
    3. Dimostrare che i corrispettivi specifici sono stati versati solo dai soci.
    4. Preparare un memoriale difensivo con le argomentazioni a sostegno della propria posizione.
    5. Valutare l’opportunità di un accertamento con adesione o di un ricorso tributario.
  • Particolarità per le APS:
    1. Dimostrare il rispetto dei requisiti specifici per le APS (es. democraticità, numero minimo di associati).
    2. Documentare la prevalenza delle prestazioni dei volontari rispetto a quelle dei lavoratori.

Attenzione: La mancanza di una contabilità separata tra attività istituzionali e commerciali può rendere più difficile dimostrare la natura non commerciale delle attività contestate.

Caso 8.3: Scioglimento e devoluzione del patrimonio

Situazione: Una APS decide di sciogliersi per cessazione dell’attività.

Problema: Come gestire fiscalmente lo scioglimento? A chi devolvere il patrimonio residuo?

Soluzione:

  • Lo scioglimento di una APS comporta i seguenti adempimenti fiscali:
    1. Presentare la dichiarazione di cessazione attività all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni.
    2. Presentare le dichiarazioni fiscali finali (redditi, IRAP, IVA) entro i termini ordinari.
    3. Chiudere le posizioni INPS e INAIL (se presenti).
    4. Presentare la comunicazione di scioglimento al RUNTS.
  • Devoluzione del patrimonio:
    1. Il patrimonio residuo deve essere devoluto ad altri ETS, previo parere positivo dell’Ufficio del RUNTS (art. 9 CTS).
    2. La scelta dell’ente beneficiario deve essere deliberata dall’assemblea.
    3. La devoluzione a enti non ETS è nulla e comporta la responsabilità degli amministratori.
  • Aspetti fiscali della devoluzione:
    1. La devoluzione del patrimonio ad altri ETS non è soggetta a imposte sui trasferimenti.
    2. I beni devono essere trasferiti al valore contabile, senza emersione di plusvalenze.
    3. È necessario redigere un inventario dettagliato dei beni trasferiti.
    4. Se l’APS ha goduto di agevolazioni fiscali, è necessario verificare eventuali vincoli sulla devoluzione del patrimonio.

Attenzione: Durante il periodo transitorio, il parere sulla devoluzione del patrimonio deve essere richiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Conclusioni

La gestione fiscale delle APS richiede attenzione e competenza, soprattutto in questa fase di transizione verso la piena operatività della Riforma del Terzo Settore. I casi pratici illustrati in questa guida offrono soluzioni concrete alle problematiche più comuni, ma è sempre consigliabile consultare un professionista per le situazioni più complesse o specifiche.

Le APS devono prestare particolare attenzione alla distinzione tra attività istituzionali e commerciali, alla corretta gestione dei corrispettivi specifici e agli adempimenti di rendicontazione e trasparenza. Solo così potranno beneficiare pienamente delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa e concentrarsi sulla loro missione sociale.

Riferimenti Normativi

  • D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore)
  • D.Lgs. 105/2018 (Disposizioni integrative e correttive al CTS)
  • L. 383/2000 (Legge sulle associazioni di promozione sociale)
  • D.P.R. 917/1986 (TUIR)
  • D.P.R. 633/1972 (Decreto IVA)
  • L. 398/1991 (Regime forfetario per associazioni)
  • D.M. 5 marzo 2020 (Modelli di bilancio degli ETS)
  • D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello sport)
  • Circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate
Alessio Cipollone
Alessio Cipollone

Sono un dottore commercialista appassionato di nuove tecnologie ed offro consulenza a liberi professionisti, imprenditori e società. Il mio lavoro non consiste solo nel gestire la contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi ma soprattutto prestare assistenza e fornire una soluzione ai problemi e ai dubbi che possono sorgere nell’amministrazione di un'azienda. Il mio intento è quello di aiutare coloro che vogliono intraprendere nuove attività imprenditoriali con entusiasmo e passione, la stessa che dedico al mio lavoro.

Articoli: 101

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.